SETTE GIOVANI SU DIECI SONO PRECARI. LA CRISI FA PIU’ PAURA DELLA MICROCRIMINALITA’

Il futuro fa paura e sembra essere buio per una buona percentuale della generazione  giovanile. La preoccupazione è motivata da dati Excelsior che vede sette giovani su dieci,  entrare nel mercato del lavoro da precari. E senza alcuna distinzione in base al titolo di studio, anche da un punto di vista retributivo.   Il concetto è sempre lo stesso: largo ai giovani. Una buona speranza sarebbero gli accordi regionali per superare le crisi aziendali che si sono susseguite nel corso dell’anno. La verità è che oggi la disoccupazione fa molta  più paura che la microcriminalità . Per il 39,8% dei giovani la preoccupazione più grave è proprio quella di perdere il lavoro, seguita dalla microcriminalità (30,2%). Nel Mezzogiorno, sono stati bruciati qualcosa come 271mila posti di lavoro (-4,1%) e l’industria e il turismo hanno perso “colpi”Per non parlare poi  delle aspettative retributive dei giovani “colletti bianchi” (il Censis intervista quelli laureati in economia e in ingegneria), che risultano essere di gran lunga minori di quelle dei loro colleghi europei. Nel 2009 il primo stipendio annuo atteso è inferiore rispettivamente del 20,2% e del 21,4% di quello medio europeo. A questo dato si aggiunga, pure, che il 19,3% dei giovani italiani di 18-24 anni non è in possesso di un diploma e non è più in formazione, contro il 12,7% di Francia e Germania, il 13% del Regno Unito, il 14,8% medio europeo. L’Isfol, recentemente, li ha definiti “ragazzi fantasma”, cioè, ad altissimo rischio di dispersione e di finire a ingrossare le già robuste fila del lavoro nero e clandestino.

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