Le novità introddotte dalla legge di stabilità sulle #startup innovative

La legge di Bilancio 2017 ha introddotto una serie di ulteriori misure per le startup innovative.  Misure che spaziano dagli incentivi fiscali per chi investe, ai crediti d’imposta per assunzioni di personale qualificato fino alle semplificazioni per l’atto costitutivo.

Il pacchetto contiene anche esenzioni, deroghe e strumenti speciali e dà seguito alle misure previste dal Decreto Crescita 2.0 del 2012 che istituiva questo nuovo tipo di imprese al fine di “contribuire allo sviluppo di nuova cultura imprenditoriale e alla creazione di un contesto maggiormente favorevole all’innovazione”.

 Ma prima di esporre le nuove misure spieghiamo cosa è una #startup innovativa

Il  DL 179 del 22 dicembre 2016,  definisce startup innovativa una  società di capitali che ha come oggetto la produzione, lo sviluppo, la commercializzazione di servizi o prodotti innovativi ad alto valore tecnologico. Queste imprese possono essere di diritto italiano o europeo, basta che siano residenti fisicamente in Italia, e possono essere costituite anche in forma cooperativa. Come già previsto dal Decreto Crescita 2.0, condizione fondamentale per poter beneficiare delle esenzioni e delle agevolazioni previste è che le imprese vengano iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese, riservata alle startup innovative.

Un’iscrizione che dà diritto a un regime agevolato di cinque anni dal momento della costituzione. Secondo i dati aggiornati a febbraio 2017 le  startup innovative iscritte nella sezione speciale delle imprese  sono 6.747 con un +6% di iscrizioni solo nell’ultimo trimestre.

 

ECCO LE NOVITA’ DEL 2017 PER LE STARTUP INNOVATIVE

Agevolazioni per chi investe – La legge di bilancio approvata nel dicembre del 2016 introduce una serie di sgravi fiscali per le aziende che investono in startup. Per le persone fisiche, ad esempio, il limite massimo su cui calcolare la detrazione passa dagli attuali 500mila euro a un milione, con una detrazione fissata al 30% (a fronte del 19% previsto in precedenza), indipendentemente dalla tipologia di startup innovativa beneficiaria. Nelle nuova normativa, però, è previsto che la quota di partecipazione nell’azienda debba essere mantenuta per almeno tre anni, a fronte dei due previsti fino al 2016.

 

Permessi di soggiorno agevolati – Per chi sceglie di innovare in Italia è prevista una forma di agevolazione che concede il permesso di soggiorno. Nello specifico il cittadino straniero già in possesso di regolare permesso di soggiorno (sono inclusi i permessi per studio, tirocinio o formazione) che intende restare in Italia per avviare una startup, potrà procedere alla conversione del suo documento in permesso di soggiorno per lavoro autonomo senza dover tornare nel paese d’origine per l’apposito visto.

 

Atto costitutivo – Nella legge di stabilità è prevista anche l’abolizione delle imposte di bollo e dei diritti di segreteria sull’atto costitutivo per le startup innovative che si iscrivono alla sezione speciale del Registro Imprese. Queste società inoltre sono esonerate dal pagamento del diritto annuale in favore delle Camere di Commercio. L’atto costitutivo può avvenire anche con firma digitale o con firma elettronica avanzata autenticata.

 

Misure già previste – Le facilitazioni introdotte dalla legge di bilancio 2017 si vanno a sommare a una serie di agevolazioni già esistenti introdotte dal Decreto Crescita 2.0 del 2012. Tra le principali c’è la garanzia concessa gratuitamente che copre fino allo 80% del credito erogato dalla banca alle startup innovative per cifre non superiori ai 2,5 milioni di euro. Molte di queste società, inoltre, beneficiano del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e hanno diritto a facilitazioni per il ripianamento delle perdite e della compensazione dei crediti Iva.