IL FENOMENO DELLE CHAT E DEI SOCIAL NETWORK VISTO CON I MIEI OCCHI .

Se mi chiedete cosa sia un social network, allora imperversa la mia mente ed il mio vocabolario letterario fatto di infervidi ed encomiabili definizioni da manuale, una sorta di mondo parallello metapulsoriale dove è possibile quantificare i sogni e i pensieri senza essere visti nel mentre in cui si pensano. Vi chiederete cosa significhi…anche io…Ma basta leggere un po su internet sulle definizioni di chat e varie per capire che il fenomeno del social  network non è altro che un gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari. Tanto basta per capire che è comunicazione, vera e propria comunicazione generazionale. Eppure io, che utilizzo tutti i tipi di social network esistenti, dal primo myspace, all’ultimo della famiglia facebook e linkedin.. non avevo ancora ben capito dell’enorme evoluzione sociale che ci troviamo ad assistere prima d qualche giorno fà. Ho preso il treno la scorsa settimana, un eurostar diretto a Milano. Un Bari Milano di enorme rispetto. Avevo un incontro di lavoro e il modo migliore per viaggiare a costi contenuti è il “vagone a combustione” detto treno. Seduta accanto  a me c’era una bella ragazza, qualche anno più piccola di me, credo sui 24 anni, capelli biondissimi e occhi verdi, che aveva da poco salutato i suoi accompagnatori alla stazione.Credo fossero il padre ed un giovane amico  o un suo parente. L’euro star parte alla volta della capitale del business italiano e la bella ragazza  tira subito fuori dal suo zainetto marchiato prima classe, l’Hi phone  con annesse due cuffiette e vacilla musica, (credo fosse, Anouk) mentre gioca con il touch screen dell’apparecchietto della Apple. Dopo svariate ore di solitaria musica la giovane ragazza decide che  forse era arrivato il momento di ritornare nel mondo reale, ed io ho pensato che forse era arrivato il momento di conoscere la mia vicina “compagna di viaggio”. E’ di Molfetta, lavora come receptionist in un albergo, è finanziariamente autonoma e si sta recando a Milano per incontrare un suo amico conosciuto un anno fa, durante il periodo estivo in vacanza a Polignano a mare. I discorsi poi, sono continuati sulla normalità e sui comuni temi giovanili che ad un tempo affligono o entusiasmano quelli della nostra generazione che io chiamo “2.0”.Il treno vola sulle rotaia della penisola, mentre la bionda instaura una conversazione telefonica interminabile con il suo lucente Hi phone  con il suo amico milanese. Ero troppo vicino a lei, le mie orecchie non hanno potuto fare a meno di sentire quella conversazione e di conseguenza gli argomenti che i due trattavano. Credo siano stati al cell all’incrca due ore e mezzo consecutive per poi proseguire con fasi intermittenti di circa 30 -40 telefonate. La cosa che più colpisce nel loro discorso è che ad un certo la biondina dice al cell all’amico dall’altra parte: “Guarda che non avrai  difficoltà a riconosceri all’arrivo a Milano, scendo dalla carrozza 3, indosso un top blue ed un jeans nero“. A questo punto inizio a ripercorrere a ritroso il discorso fatto alcune ore prima con la giovane bionda riguardo il motivo della sua venuta a Milano e del suo amico “cotoletta“….hmhmhmh…c’era qualcosa di strano  in tutto quello… Mi trovavo per la prima volta a vivere un realtà di questa nuova generazione “2.0”, e cioè gli incontri via chat… incontri da socila network…. Altro che vacanza a Polignano a mare….Avete capito ??????!!??. Non vorrei presentarmi come un vecchio che non è al passo coi tempi, ma nonostante una valanga di casi simili si sentono quotidianamente, non mi  era mai capitato di vivere la situazione cosi ravvicinatamente. Sono un amante della rete , di internet, delle novità on the web, ma una domanda me la sono posta. Come è pensabile che una bella ragazza, con un lavoro( una bella cosa dalle nostre parti) debba permettersi di vivere le sue emozioni sentimentali affacciandosi ad un computer, o più opportunamente dietro una macchina? La cosa altrettanto sconvolgente è che (dalle miriadi di telefonate fatte), apprendo che il padre di lei è a conoscenza della visita al buio (via internet) della figlia (quindi tutto normalemtne”anomalo”). Arrivo alla stazione di Milano, aspetto (molto più curioso della bionda ), di vedere l’amico “cotoletta”. Lei aspetta più di un quarto d’ora sul marciapiedi della stazione,quando ad un certo punto si vede avvicinare da un uomo, non proprio giovane, non proprio bello, camicia e bermuda bianco…. e fra la coppia… dopo un visibile attima di gelo imbarazzante..si materializza un festoso abbraccio

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