LA CAPITALE DEVASTATA DALLA VIOLENZA E DAL CINISMO DELLE GIOVANI GENERAZIONI

Altro che politica ! Chi mi preoccupa di più sono proprio loro ! I Giovani di questo Paese. Dieci anni fà ero poco più che diciottenne. All’epoca c’erano loro. I “NO GLOBAL“, il movimento ( così si definivano) neo-politico che aveva fatto del suo slogan, la critica all’attuale sistema economico neoliberista. Furono capaci di trasformare la morte di un “estremista-violento” in un “martire” del malcostume politico dei tanti governi non rispettosi delle peculiarità locali e dannose sulle condizioni dei lavoratori. Per carità, anche io mi associo al dolore della famiglia Giuliani, non si possono pagare degli sbagli con la morte, e di questo ne dovrebbero essere consapevoli Stato e manifestanti. Il G8 di Genova verrà ricordato come l’inno alla violenza di un Italia malata, priva di giovani pronti ad armarsi di responsabilità per rimettere a nuovo il sistema. Le uniche armi che avevano erano l’odio e la violenza. Dieci anni dopo le stesse immagini nitide, magari con qualche fotoreporter più esperto, capace di fotografare la violenza ancora più da vicino. A Roma, la manifestazione degli ” Indignati“, non ha per fortuna causato nessun morto, ma la drammaticità del gesto è peggiore di quella commessa dieci anni fà. Perchè forse dieci anni fà, l’Italia non era malata come adesso, affannosa, cinica, senza idee…. senza  via d’uscita. L’ennesimo gesto di orgoglio e di comprensione va solo ai cittadini di Roma, che hanno fatto della pazienza la loro unica arma di difesa. Inermi di fronte all’ennesima manifestazione violenta, con una città messa a soqquadro, automobili ed esercizi commerciali  appartenenti a cittadini come loro, indignati e vittime del sistema, dati al rogo. Questa volta, come tutte le altre volte, le vittime degli stessi cittadini, sono sempre loro, i cittadini !

Ma chi sono gli “indignati italiani”, cosa rappresentano i “draghi ribelli” ? Per quale motivo hanno fatto marcia su Roma ? Come mai movimenti che criticano il capitalismo e la globalizzazione fanno marcia sulla capitale in nome di una manifestazione “globalizzata” che muove il cambiamento ?

In Italia gli “indignati” sono tanti e di sicuro non possono essere riconosciuti solamente nei 200mila di piazza S. Giovanni. Sono molti di più.  Io ne faccio parte, sono un giovane indignato. Io però faccio parte di quell’altra parte di indignati che “è rimasta a casa sul divano a lamentarsi” ( cosi dicono loro ).

Eccerto …. perchè loro sono in piazza a concretizzare idee ….

Ma quali saranno veramente le loro idee ….. La loro indignazione è contro la Banca d’Italia, colpevole (secondo loro), del debito pubblico italiano. Il problema, quello del debito pubblico, che esiste in Italia da cinquant’anni con governi di destra e sinistra, trovando ovviamente i massimi storici con quello Berlusconiano( il più pericoloso di tutti i governi). Secondo il quotidiano on line Diritto di Critica , un altro dei motivi che ha incendiato l’ira degli indignati, sarebbe il prestito d’onore, “ ovvero un prestito (per il 60% a fondo perduto e per il resto a tasso agevolato) dato sulla parola (ovvero sull’onore) a giovani imprenditori con un’idea promettente o a giovani studenti preparati e ambiziosi ma privi di mezzi economici per proseguire gli studi“.Forse uno dei pochi e validi progetti di grande valore economico. 

Altre fonti sparse sul web, di coloro i quali hanno preso parte al “corteo pacifico“, parlano di circa l’85 % di manifestanti composto da giovani sotto i 35 anni di cui oltre la metà sono laureati, laureandi, e comuque con un taglio culturale non al di sotto del minimo legale d’istruzione. Insomma gli indiganti del 15 ottobre erano per la maggior parte “dottori”.

L’Italia è un paese di “dottori”. Ditemi oggi se esistono giovani che non siano laureati o che non abbiano frequentato qualche mini-corso d’istruzione riconosciuto dal ministero dell’istruzione. Fino all’anno scorso, prima che il ministro Gelmini scatenava pure l’ira dei precari dell’istruzione in Italia c’erano oltre 100 mini corsi di laurea, addirittura una quindicina di questi con un anno di frequenza, per raggiungere il titolo. 

Diciamo bene oggi le cose come stanno. Questa è una società che si basa sulle tendenze. “Se non ti laurei sei un mediocre“. “Se non hai lo smart-phone non puoi connetterti con il mondo dell’infomazione” Eppure secondo gli ultimi dati di Confindustria, in Italia ci sarebbero pronti … anzi prontissimi oltre 150 mila posti di lavoro, tecnici ed artigianali, a fronte del quale non servirebbe avere una laurea in mano. Posti di lavoro capaci di coprire tutti “gli indignati esplosi nella loro ira nelle strade di Roma” … Perchè diciamoci la verità …. la maggior parte di loro non era assolutamente violenta… però incazzata sì… eccome che sì… Qualcuno qualche giorno fà, in occasione della perdita del GURU della Apple, aveva detto che se in Italia fosse nato Steve Jobs ( un genio senza laurea), non gli sarebbe stata data neanche l’opportunità di una proroga allo stage ( il tanto e millantato tirocinio formativo – che secondo le ultime disposizioni in materia di contrattazione collettiva del lavoro, deve essere retribuito e svolto prima del compimento del traguardo accademico ). 

Su quella piazza ieri non sarebbe dovuto scendere nessuno, piuttosto sarebbero dovuti scendere tutti i 60 milioni di italiani che vivono in questo Paese. Perchè qui in Italia, “casta a parte” c’ è un Paese incazzato ! in preda alla disperazione, che sarebbe capace di dare fuoco alle persone, piuttosto che ai cassonetti e le banche.

Non poteva essere più strumentale di così la manifestazione di ieri ! Non importa da parte di chi e per chi ! Non spetta a noi capire chi sono i “black-blocks”, i “banca-bestia” del millenium bag, gli anarchici che si organizzano con gli strumenti tipici della globalizzazione. Quelli che non leggono libri, ma che navigano su GOOGLE.  Quelli che non lavorano, ma che non fanno nulla per cercarlo.

Anche io sono un mediocre. Ancora non sono stato capace di mettere al sicuro il mio futuro. Ogni mattina mi sveglio con questo macigno sulla testa. Un pò come quel simpatico manifestante che ieri sfilava in corteo con la palla del mondo sulle spalle.

Certe volte mi piacerebbe vivere con maggiore serenità la mia giovinezza. Sono talmente affranto dai problemi della società e della mia crescita professionale che spesso mi alieno anche da chi mi vuole bene. Da chi condivide i miei sacrifici. Sono tanti i giovani di questo Paese che fanno sacrifici tutti i giorni. Per fortuna sono pochi quelli che invece sono ovattati dal cinismo e dalle manifestazioni di massa che creano caos e confusione, in un Paese che non poteva essere più confuso ! L’era Berlusconi è finita, o comunque sta finendo ( speriamo). Il Caimano perde colpi e share.

Ma chi governerà, poi questo Paese ? Non mi riferisco alla sinistra. Qui non c’entra nulla la squadra politica. Chi amministrerà i servizi al cittadino ? Chi penserà alle fasce deboli ? I “black blocks”, gli “indiganti” … i “no global” .. i “notav” ? 

Scendere in piazza oggi è da codardi ! Forse 30 anni fà aveva un altro significato ! I nostri padri credevano nei movimenti di massa… politici o apolitici. Oggi è tutto diverso…. c è internet … è in uscita l’IPAD 3.

Oggi i giovani sono cinici, invidiosi e fannulloni. E chi lo sta dicendo non è un vecchio rincoglionito attacato ad una poltrona del potere. Lo dice un giovane di 30enne, precario, con un futuro in bilico, e con tanta .. tanta voglia di cambiare questo Paese.   Io sono uno come voi. Sono uno di voi.  Un indignato del sistema, che oggi è “indignato con gli indignati” !


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