IL PREMIER DENUNCIA IL GIORNALE REPUBBLICA CHE LANCIA UN APPELLO ALLA QUALE ADERISCONO ANCHE BENIGNI E JOVANOTTI

 Berlusconi

Il premier è deciso ! Il Presidente del Consiglio va in fondo alla questione scoppiata da alcuni mesi, e questa volta fa sul serio.  Va dai giudici e chiede un risarcimento danni per un milione di euro al Gruppo L’Espresso. A suo giudizio le domande formulate il 26 giugno da Giuseppe D’Avanzo sono “diffamatorie“. Per la prima volta nella storia dell’informazione italiana gli interrogativi di un giornale finiscono davanti a un tribunale civile.Oltre a Repubblica, Berlusconi vuole querelare anche alcuni giornali stranieri: contro giornali in Francia e Spagna e di aver chiesto ad avvocati britannici “di valutare, in accordo con le leggi dei loro Paesi, i casi più gravi di vera diffamazione”. In particolare, le azioni legali riguardano Le Nouvel Observateur e il quotidiano spagnolo El Pais per aver pubblicato le foto degli ospiti del premier a Villa Certosa.A mobilitarsi subito è stato il mondo della cultura e dello spettacolo. Fra le adesioni, anche quella di Umberto Eco. “Ho già detto che quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa – osserva Eco nella dichiarazione che accompagna la sua adesione – vuole dire che la società e con essa gran parte della stampa, è già malata.C’è anche l’adesione di Adriano Celentano e di sua moglie Claudia Mori. Un tema, quello della libertà di stampa, caro al cantante,Carlo Verdone, Elda Ferri, Victoria Cabello, Fabrizio Gifuni, Francesca Comencini, Gabriele Salvatores, Giulio Scarpati, Pierfrancesco Favino, arriva dall’estero anche l’adesione di Helen Mirren, premio Oscar per l’interpretazione della Regina Elisabetta in The Queen.  Non so francamente quale sia la cosa giusta e la cosa sbagliata, se l’attacco alla libertà di stampa o le diffamazioni contro un personaggio ( internazionale). Le domande poste a Berlusconi sono domande vere e che hanno suscitato l ‘ interesse di tutta la stampa mondiale. Eppure(  a mio sempre e sindacabile giudizio personale), chi non ha paura della democrazia, non deve certo temere dieci domande, che risultano essere ancora più diffamatorie se queste vengono taciute.
Ma poi che altro c’è da aggiungere : Questa è l’Italia , il paese delle strumentalizzazioni…… ci siamo abituati….


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