ARRESTATO FRISULLO. L’EX NUMERO DUE DELLA GIUNTA VENDOLA

Sanitanopoli colpisce ancora. Questa volta a farne le spese  è l’ex vicepresidente della regione Puglia, Sandro Frisullo, del Partito Democratico. L’ex dirigente pugliese, è ora in carcere per associazione per delinquere e turbativa d’asta per aver usato – secondo l’accusa – il suo peso politico per far vincere all’amico “Gianpi” Tarantini,  appalti per cinque milioni di euro alla Asl di Lecce. In cambio avrebbe ottenuto più  di 250mila euro in contanti, avrebbe avuto a disposizione tre prostitute della scuderia di “Gianpi“, lo stesso che gli avrebbe fornito un’automobile con autista, capi d’abbigliamento costosi e pagato la donna delle pulizie per la casa barese del politico. Secondo l’accusa riceveva da Tarantini uno «stipendio» mensile di 12.000 euro per 11 mesi nel 2008.

Questo è ciò che sostiene la procura : Frisullo aderisce all’accordo criminale, Tarantini gli regala danaro e con l’allora vicepresidente del governo pugliese concorda anche lo stipendio mensile e le prestazioni sessuali che dovrà fornire. Per assecondare le voglie di Frisullo, Gianpi assolda (pagando fino a 500 euro a prestazione) le ormai immancabili escort Terry De Nicolò, Vanessa Di Meglio e Sonia Carpentone che operano tra Bari e Milano. Una volta agganciato Frisullo vengono individuate le persone che, su sollecitazione del politico, devono adoperarsi per far ’sfondarè Tarantini a Lecce. Qui entra in scena Vincenzo Valente, allora direttore amministrativo della Asl Lecce, arrestato anche lui  ieri mattina assieme ad altri suoi due complici: il primario di neurochirurgia dell’ospedale leccese Vito Fazzi, Antonio Montinaro, e il dirigente dell’area gestione patrimonio della stessa Asl Roberto Andrioli. I tre – secondo i pm – hanno garantito all’imprenditore di ottenere appalti mascherando gli illeciti compiuti con strumenti giuridici formalmente corretti, eludendo così le norme sull’evidenza pubblica dei contratti.

In cambio dei «doni» ottenuti, Frisullo si sarebbe attivato per sollecitare e sbloccare i mandati di pagamento per le forniture di protesi e di materiale sanitario che le società «Tecno Hospital» e «System Medical», della famiglia Tarantini, avevano fatto alla Asl Bari guidata da Lea Cosentino, soprannominata «lady Asl», che da un mese è agli arresti domiciliari per falso e peculato.

Ma questa signori è la Sanità Pugliese……. e nient’altro….