IL NUOVO SERVIZIO DI GEOLOCALIZZAZIONE DI FACEBOOK

Facebook continua a “fare la barba” a Google. Ammontano a più di centocinquantamilioni, le persone che quotidianamente usano  Facebook sul telefonino e che finalmente potranno dire dove si trovano, solamente premendo un tasto. È la novità che ha introdotto il più popolare social network del mondo (500 milioni di utenti registrati). Questa nuova funzione si chiama Places e segna ufficialmente l’ingresso di Facebook nel mercato della pubblicità locale (bar, ristoranti, locali ma anche piccole imprese del territorio).

Il modello è quello del check-in copiato da Foursquare e Gowalla, i due social network nati per la geolocalizzazione. In pratica, scelto il posto, ci si connette a Facebook dal telefonino dotato di Gps, si segnala la propria posizione e automaticamente un messaggio approda sulla tua bacheca di Fb. Il gioco è fatto: gli “amici” potranno così localizzarti sulla mappa. L’aggiornamento di status più in voga è sempre stato quello di comunicare a tutti dove si sta andando,  e soprattuto con quale mezzo (treno, aereo, ecc.) e se il tempo è bello o brutto. Invece di rispondere alla domanda «a che cosa stai pensando?» evidentemente si preferisce condividere l’informazione più sensibile e più delicata senza preoccuparsi troppo della privacy.  E come al solito, a farne le spese sarà la privacy degli utenti di Facebook, un elemento che più volte il popolore social network, ha messo in discussione. Un caso particolare è avvenuto in a Palo Alto (California), dove i tecnici  si sono difesi mostrando come il sistema di regole permette di gestire la privacy in base alle esigenze dell’utente. Ma il sospetto è che l’interesse degli sviluppatori sia quello di trasformare sempre di più Facebook in un acquario per attirare investitori pubblicitari. Attualmente i social network quest’anno vedranno allargarsi la propria fetta di pubblicità fino a 1,6 miliardi di dollari (solo negli Stati Uniti). E il principale candidato ad accaparrarsi metà di questa torta secondo e-Marketer è proprio Facebook. In questo senso Places potrebbe dimostrarsi utilissimo a intercettare un’altro tipo di pubblicità, quella locale e magari proprio con il pretesto del gioco. A quanto pare quindi, ancora una volta per Google, si aspettano tempi duri, dopo l’ultima invettiva di facebook di inserire la geolocalizzazione.

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