Il PNRR ha chiuso la stagione dei traguardi e si apre quella dei controlli, che arriverà fino al 2031. Fondi di coesione 2021-2027, crediti d’imposta e ZES chiedono ormai lo stesso rigore probatorio. Da qui nasce il mio nuovo volume per Giuffrè Francis Lefebvre.

Una questione che non è più soltanto amministrativa

Nella mia attività professionale ho incontrato molte volte la stessa scena. Un progetto finanziato viene portato a termine con impegno, i lavori sono collaudati, il servizio funziona, eppure al momento della verifica qualcosa si inceppa. Un timesheet non collegato alle attività, un certificato caricato senza le firme richieste, una fattura priva di CUP, un contributo regionale sommato senza accorgersene a un credito d’imposta sugli stessi beni. Ogni volta la conclusione era la stessa. Il problema non era il progetto, era il modo in cui il progetto era stato raccontato con i documenti.

La rendicontazione dei finanziamenti è proprio questo, il racconto documentato e verificabile di come le risorse pubbliche sono state impiegate. Negli ultimi anni questo racconto è diventato molto più esigente. La programmazione europea 2021-2027 ha introdotto logiche di performance, il PNRR ha spostato l’attenzione dalla spesa sostenuta al risultato conseguito, l’Agenzia delle entrate e la Corte dei conti hanno alzato progressivamente l’asticella anche sugli incentivi nazionali. Chi assiste imprese ed enti pubblici sa che oggi un errore di rendicontazione non si chiude con una rettifica di poche righe, ma può tradursi in revoche, recuperi con interessi e, nei casi più gravi, in un profilo di responsabilità che riguarda anche il professionista. Scarica qui l’indice del libro!

 

 

 

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Il momento giusto per un manuale

Il volume esce in una fase precisa. Con la richiesta di pagamento dell’ultima rata del PNRR, trasmessa alla Commissione europea a fine settembre, si è chiusa la corsa a milestone e target. Ma per i soggetti attuatori e per le imprese beneficiarie inizia un periodo altrettanto impegnativo, perché Commissione, Corte dei conti europea, OLAF e Procura europea potranno verificare i progetti per cinque anni dal pagamento del saldo. Nello stesso tempo entrano nel vivo i programmi regionali FESR e FSE+, mentre crediti d’imposta, iperammortamento e ZES Unica pongono questioni sempre più delicate di cumulo e di doppio finanziamento.

Mancava, a mio avviso, un testo che tenesse insieme tutti questi mondi. Esistono ottimi manuali sui fondi strutturali, guide sul PNRR, commentari sui crediti d’imposta. Raramente però il professionista trova in un unico volume la logica comune che li lega, cioè la capacità di dimostrare per ogni euro da dove proviene, a cosa è servito e quale risultato ha prodotto.

Come è costruito il volume

La rendicontazione nei finanziamenti. Principi, metodi, controlli e piattaforme per progetti pubblici e privati è pubblicato da Lefebvre Giuffrè nella collana Manuali professionali, area Bilancio e contabilità, con la prefazione di Pierluigi Di Palma. Si articola in quindici capitoli e sessanta paragrafi, ciascuno pensato come un’unità autonoma di apprendimento, così da poter essere consultato anche nel mezzo di una pratica, quando serve una risposta precisa.

Il percorso parte dalle fondamenta, cioè le fonti di finanziamento, la coerenza tra fonti e impieghi, il principio di addizionalità e il divieto di doppio finanziamento, la pianificazione economico-finanziaria e la governance del progetto. Prosegue con il cuore operativo della materia, dall’ammissibilità delle spese al ciclo che va dal decreto di concessione al saldo, dai costi reali alle opzioni di costo semplificato, dal time-sheet del personale alla pista di controllo. Affronta poi il sistema dei controlli in tutte le sue dimensioni, con il procurement, gli aiuti di Stato, le verifiche di primo livello, l’audit di secondo livello, le rettifiche finanziarie e il coordinamento con OLAF ed EPPO.

Una parte ampia è dedicata alla dimensione digitale, che considero ormai inseparabile dalla rendicontazione. Il Codice dell’amministrazione digitale, la conservazione dei documenti informatici, la piattaforma ReGiS per il PNRR, i sistemi informativi regionali, lo strumento antifrode ARACHNE e l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle verifiche e nel campionamento. Chiudono il volume i capitoli sul PNRR, sui programmi a gestione diretta come Horizon Europe, sugli incentivi nazionali e i crediti d’imposta, e sugli strumenti operativi di qualità.

Errori tipici, best practice e strumenti pronti all’uso

La scelta metodologica a cui tengo di più è quella dei box dedicati agli errori tipici e alle best practice. Non sono esempi di scuola. Nascono dall’analisi delle relazioni della Corte dei conti europea, dei rapporti OLAF, dei casi di rettifica documentati e, in larga parte, dalla mia esperienza diretta come commercialista, revisore, esperto di rendicontazione per enti locali e componente di organismi indipendenti di valutazione. Confondere il cofinanziamento con il doppio finanziamento, costruire la pista di controllo a posteriori anziché in itinere, considerare raggiunta una milestone solo perché l’opera è fisicamente conclusa, sono errori che ho visto ripetersi e che il volume prova a prevenire spiegandone le cause.

Le quattro appendici trasformano la teoria in strumenti di lavoro. Un glossario tecnico, piste di controllo esemplificative per PNRR, fondi strutturali, crediti d’imposta e bandi a costi semplificati, repertori documentali minimi organizzati per categoria di spesa e uno schema di relazione di audit con il modello di lettera di management. Sono materiali che il lettore può adattare direttamente ai propri fascicoli.

 

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A chi si rivolge

Il destinatario naturale è il dottore commercialista e revisore legale che accompagna imprese, enti del terzo settore e amministrazioni nell’accesso e nella gestione di fondi europei, incentivi e finanza agevolata. Ma il volume è stato scritto pensando anche al funzionario pubblico che lavora nelle autorità di gestione, negli organismi intermedi o negli uffici di un comune impegnato con il PNRR, al project manager di progetti cofinanziati in imprese, università ed enti di ricerca, e agli studenti dei corsi magistrali e dei master in management pubblico e diritto dell’economia, che vi troveranno un testo sistematico con riferimenti bibliografici puntuali.

La rendicontazione come presidio di valore pubblico

Al fondo di questo lavoro c’è una convinzione maturata tra la professione, l’università e le istituzioni. Una buona rendicontazione non è un costo burocratico da sopportare, ma il modo attraverso cui una comunità verifica che le risorse comuni abbiano prodotto valore pubblico. Chi la padroneggia non si limita a evitare contestazioni, ma aiuta imprese ed enti a progettare meglio, a misurare ciò che conta e a trasformare un finanziamento in un risultato duraturo.

Il volume sarà presentato il 5 novembre 2026 dalle 10.00 alle 11.00 nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, in via della Missione 4 a Roma. È già disponibile sul sito dell’editore, al prezzo promozionale di 49,40 euro, e nelle librerie. Se vi occupate di fondi pubblici, per mestiere o per responsabilità, spero possa diventare uno strumento di lavoro quotidiano. E se state affrontando una rendicontazione complessa o un controllo, il mio studio è a disposizione per un confronto.

 

 

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