LA MAREA NERA SCUOTE IL PIANETA

OBAMA IMPIEGA TUTTE LE FORZE DISPONIBILI ,ANCHE MILITARI PER SCONGIURARE UNA CATASTROFE AMBIENTALE

Milioni di litri di petrolio che inversano le coste del Messico, si dirigono verso la Louisiana, minacciano l’equilibrio dei mari e degli oceani. Il disastro che il mondo si trova a fronteggiare, è di dimensioni catastrofiche. Occorreranno all’incirca  tre mesi per tappare le tre falle sottomarine dalle quali fuoriescono 5 mila barili di petrolio al giorno (800 mila litri).

Intanto il presidente degli  Usa, si dirige verso la Louisiana, subito  dopo aver ricevuto il dossier sull’emergenza e costatato che la situazione è seria.   La scoperta   più grave è stata proprio quella   di una terza falla sottomarina nella piattaforma della British Petroleum, che  fuoriesce all’incirca  5mila barili al giorno, cinque volte superiore a quello precedente.  Quanto basta per mettere in grandissimo allarme le coste degli Stati Uniti.

E SE CIO’ SUCCEDESSE NEL MEDITERRANEO ?

La situazione sarebbe 10 volte più pericolosa rispetto a quella degli Stati Uniti. Il mare Mediterraneo è considerato il mare più ad alto  rischio di inquinamento per idrocarburi. Infatti  dal  2000 sono  transitate all’incirca  370 milioni di tonnellate di petrolio greggio e derivati attraverso il nostro bacino, circa un quinto del trasporto globale.   Con 38 milligrammi di catrame disciolti in ogni metro cubo di acqua, il Mediterraneo sorpassa di gran lunga gli 0,6 mg per metro cubo del Golfo del Messico. Ciò nonostante, in quel settore dell’Atlantico ci siano ben 2304 piattaforme (tra petrolio e gas) operative, contro le 140 del sistema Mediterraneo-Mar Nero.

Se ancora non vi è chiaro , il nostro bacino è  il  più inquinato del pianeta.


Nel Mediterraneo finiscono ogni anno più di 100 mila tonnellate di petrolio,  infati il nostro problema, è l’inquinamento cronico,  cioè l’inquinamento dovuto al trasporto del greggio che si riversa indirettamente in mare.  Le perdite croniche avvengono piuttosto durante le operazioni di routine delle navi cisterne, come lo scarico delle acque di zavorra, o durante lo scarico nei terminali. A cui si aggiungono le azioni criminali compiute da alcune navi che lavano, illegalmente, le cisterne dei tanker in mare aperto. Per alcuni capitani il risparmio di tempo e denaro per le operazioni portuali vale il rischio di essere colti in flagrante dalle autorità.

L’inquinamento è una cosa seria…….. e gli esseri umani ………….. continuano ancora a giocarsi su …… prima o poi … ci faremo male veramente….