IL RIFUGIATO DEGLI ANNI DI PIOMBO

CESARE BATTISTI , IL CASO DI UN RIFUGIATO POLITICO

Sono diversi giorni che  l ‘ informazione ci parla di Cesare Battisti , del rifugiato politico in Brasile .

Ma sapete chi è Cesare Battisti  ?

491 morti, 5.900 feriti, 12700 attentati. Questo è il bollettino di una guerra, quella dichiarata unilateralmente dai terroristi negli anni di piombo dell’Italia. Dati che si riferiscono  al periodo che va dal 1969 al 1987. Cesare Battisti è un ex-terrorista , è  stato condannato in contumacia all’ergastolo, con sentenze passate in giudicato, per aver commesso quattro omicidi  in concorso durante gli anni di piombo, di cui uno come esecutore materiale  . Nel corso della sua latitanza in Francia, dove benificiò a lungo insieme ad altri terroristi della dottrina Mitterrand, è diventato uno scrittore di romanzi noir .  Collegato da New York l’inviato di Repubblica Mario Calabresi il cui padre, Luigi, venne ammazzato dai terroristi il 17 maggio 1972 : La cosa più incredibile rispetto al caso Battisti è rappresentata dai discorsi che si stanno facendo. Sembra quasi che la struttura dello stato italiano in quegli anni fosse equiparabile a quella cilena. E le motivazioni che arrivano dal Brasile per la non estradizione e la concessione dello stato di rifugiato politico pone al centro la sicurezza di Battisti rispetto a strutture dello stato giudicate non democratiche in quegli anni dal Brasile. Discorsi fatti tanto dal Brasile che dalla Francia, il paese che più di altri sta difendendo Cesare Battisti. Il comitato di difesa di Battisti annovera parecchi intellettuali francesi e ha pagato la difesa del terrorista anche in Brasile. Si parla di questo in quei paesi, senza interrogarsi su chi è stato davvero Cesare Battisti, quello che ha fatto in Italia in quegli anni”.

Non solo un pluriomicida ha potuto per decenni godere della protezione complice di Stati come la Francia e il Brasile e di una parte degli intellettuali di quei paesi, ma adesso si afferma ufficialmente che Battisti è un perseguitato per ragioni politiche. Per i familiari delle vittime questa è una  mancanza di rispetto alla memoria dei loro cari . Sembra che per bloccare la richiesta italiana di estradizione di Battisti  vi siano state anche in questo caso le pressioni del presidente francese Sarkozy che aveva già dato il suo no all’estradizione a  Marina Petrella altra terrorista macchiatasi di reati di sangue.

E’ adesso ditemi se non è vero che la diatriba politica internazionale compromette la giustizia ?