Piano Giovani e Fondi UE
IL PIANO GIOVANI E L’APPRENDISTATO AGEVOLATO
Il Governo punta al rilancio dei giovani con l’ausilio dei fondi europei. ll nuovo Governo Letta punta al rilancio giovanile e in particolare al rilancio del Mezzogiorno, tanto che il Sud Italia rientra tra le prime 3 priorità indicate esplicitamente dal premier Enrico Letta dopo aver ricevuto l’incarico.
IL CORAGGIO DELLA VERITA’. LA MAFIA ESISTE, MA ANCHE NOI
LA RESIDENZA TEATRALE DI MASSAFRA PRESENTA UN NUOVO PROGETTO CONTRO LA MAFIA

Conferenza Stampa "Il coraggio della verità. La mafia esiste, ma anche noi"
Presentato sabato scorso, nel foyer del Teatro comunale di Massafra, il progetto “Il coraggio della verità. La mafia esiste, ma anche noi”, rientrante nella sezione “Teatri della Memoria” della stagione 2011 – 2012 “Scenari in Rete” della Residenza Teatrale di Massafra, nell’ambito di “Teatri Abitati: una rete del contemporaneo”, finanziato dal FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) Asse IV azione 4.3.2, affidato dalla Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo al Teatro Pubblico Pugliese.
Read MoreIL CINEMA DEL MEZZOGIORNO
L’ ULTIMO FILM MADE IN SUD ITALIA GIRATO DA UNA COSTA ALL’ALTRA DELLA BASILICATA
Non sono un cinemofilo, ma mi piace spesso buttarmi in qualche prima visione seduto ai sedili di una multisala con un pacco di popcorn ed un cola alla spina che vibra ad ogni picco di alzata di volume dell’impianto dolby surround. Questa volta a tenermi due ore incollato ad un maxi- schermo, è stato l’ultimo film del regista ed attore, Rocco Papaleo, Basilicata Coast To Coast. Un classico esempio di film, che utilizza la pellicola per far rivivere e conoscere le bellezze di una terra e di una civiltà, molto spesso sconosciuta : il Sud Italia.
Avevo visto il trailer e conoscevo comunque tutto il cast: Alessandro Gassman, Paolo Briguglia , Max Gazzè, Rocco Papaleo( il mio preferito, già dai tempi del suo esordio con il telefilm CLASSE DI FERRO e poi con l’immancabile pellicola I LAUREATI al fianco di Leonardo Pieraccioni ) e la bellissima Giovanna Mezzogiorno. Mi piaceva anche la colonna sonora, firmata Gazzè “Mentre dormi” che ho sentito in questi giorni nelle radio e cosi abbiamo deciso di andarlo a vedere.
Sono rimasto molto contento. Un film fatto bene e soprattutto piacevole, ( cosa che ultimamente non riesco più a riconoscere nel cinema italiano ).
“Basilicata coast to coast” è una commedia musicale, un viaggio denso di imprevisti e di incontri rocamboleschi che porta una combriccola di musicisti a mettersi in cammino al ritmo delle loro strofe musicali per partecipare al Festival del teatro – canzone di Scanzano Jonico, attraversando a piedi la Basilicata, dal Tirreno allo Ionio, lungo il tragitto che dà il titolo al progetto. Il viaggio avrà un valore terapeutico. Ovviamente, c’è molta attesa per questa uscita proprio a Scanzano Jonico dove sono state girate molte scene proprio del “festival di interesse nazionale e non amatoriale” a cui parteciperà il gruppo messo su da Nicola Palmieri, come si chiama nel film Rocco Papaleo.
I musicisti intonati di Papaleo si muovono a piedi sullo sfondo di una periferia mediterranea e solare e i loro sguardi si aprono su una natura “popolare”. Alla luce piena di un sole che sta “di fronte” a loro e dentro alla vitalistica solarità di una cornice senza ombre, i quattro protagonisti escono da loro stessi e crescono nel viaggio, procedendo verso il finale e il mare Ionio, verso un ritmo altro e una musica altra, che pervade il film dall’inizio, risolvendosi in un concerto alla luna e in una gioiosa rinascita. Fermandosi ad Aliano per un brindisi a Carlo Levi e proseguendo in direzione ostinata e contraria, i vaghi musicisti lucani passano per la ricerca dell’altro e approdano alla consapevolezza di sé. A Papaleo non interessa tanto la ricerca e l’espressione di un malessere esistenziale, quanto la forma subliminale e distratta di quell’espressione.
La commedia agita una Basilicata d’altri tempi, ricordo di briganti nazionali e guerriglieri argentini, tra tradizioni e leggende, che risaltano il Sud, ed in particolare una terra, conosciuta solamente per i giacimenti di petrolio e per i sassi di Matera.
Insomma un film piacevolissimo… che vale la pena vedere…
Read MoreSESSANTA ANNI DI PRECARIATO
LA PROFESSORESSA DI TARANTO CHE DA PRECARIA VA IN PENSIONE
Parlano di precariato negli utlimi anni. Come se i precari fossero nati con la crisi. Prima di questa, era tutto idilliaco e fabiesco…. Ed invece non è cosi. C’è chi ha fatto della precarietà una sua scelta di vita. Una ragione sociale. Un trampolino per la sopravvivenza... Mi ha colpito molto la storia, raccontata dal Corriere della Sera, di Lucia Longo, l’eterna professoressa precaria, tarantina di nascita, che insegna in un liceo di Laterza, facendo cosi, appena 120 chilometri al giorno per prestare il proprio servizio.La professoressa Lucia, è l’esempio lampante della stigmatizzazione della meritocrazia del Sud Italia, simbolo incontrastato del malessere lavorativo dell’Italia del dopoguerra. Tante le tappe scolastiche della professoressa tarantina, che negli anni hanno portato il suo insegnamento a Grottaglie, Mottola, Massafra, Crispiano e altri comuni dello ionio.
A 61 anni compiuti, la professoressa va in pensione dopo averne trascorsi 29 in cattedra, ma senza aver vissuto un giorno da insegnante di ruolo. Lucia Longo rappresenta il simbolo della precarietà, un esempio per tutti i giovani che si apprestano ad entrare nel limbo del “sistema lavoro” con la speranza di vedere la luce della sicureza economica il più presto possibile.
Non mi colpiscono i 29 anni da “nomade”, che la professoressa ha dovuto affrontare, quanto piuttosto il rancore delle sue scelte sbagliate, che l’hanno costretta a vivere sempre dietro una graduatoria taroccata, che non avrebbe mai scalato, non essendo tesserata ad alcun partito e non avendo dato lustro alle scarpe di qualche uomo o qualche donne d’alto rango, che in cambio di accortezze…. gli avrebbe potuto regalare un “posto fisso”.
Ha vissuto una vita di umiliazioni. La professoressa è stata sorpassata dai “raccomandati”, i figli meschini di una società malata…
Questo è ciò che accade alla prfessoressa del Sud nel 1990 :
Tratto dall’ articolo Corriere della Sera del 20 gennaio 2010 di Marco Imarisio
Arriva il grande concorso del 1990 per le Scuole superiori, e la prof. è in prima fila. Supera gli scritti. Deve attendere fino al 1993 per l’orale. Pochi giorni prima dell’esame suo marito muore in un incidente stradale. Lucia non se la sente. Rinuncia. Torna a vivere a Taranto, si reiscrive nella graduatoria, partendo dall’ultimo posto. Nel 1995 ci prova con le Scuole primarie. Entra nei primi 8 del concorso. Vittoria? Macché. Il Provveditorato di Taranto la depenna dall’elenco. L’età massima per le nuove maestre è di 40 anni. Lei ne ha 43, sommando figlia a carico e famiglia il suo coefficiente si ferma a 40.3, fuori di un’inezia. Dopo 4 anni Lucia è ai primi posti della graduatoria per le Superiori. Ma di nuovi concorsi nemmeno l’ombra. L’entrata dalla porta di servizio si chiama «abilitazione riservata », corso di tre mesi per chi ha più di tre anni di servizio. È l’antenato delle Scuole di specializzazione per l’insegnamento volute da Letizia Moratti. Che importa se la frequenza quotidiana dei corsi e l’insegnamento lontano da casa le impediscono di partecipare al «concorsone» del 2000: tanto si va sul sicuro, le dicono al Provveditorato. Seguendo il miraggio, si «abilita» in inglese e francese, sia alle Superiori che alle Medie. «Questa volta è fatta» pensa. Errore. All’ultimo momento il corso è stato aperto anche ai titolari di cattedra desiderosi di «riconversione professionale», questa la definizione usata dal decreto di quell’anno. Nell’ingranaggio ci resta impigliata lei, Lucia. Scavalcata dai professori di ruolo delle Medie intenzionati a passare alle Superiori, che non vengono rimpiazzati. L’ultima chiamata è il decreto Fioroni del 2007. Promette 60.000 assunzioni, saranno molte meno. Lombardia, Campania e Sicilia fanno una scorpacciata di cattedre, alla Puglia le immissioni dalle «Graduatorie ad esaurimento» sono assegnate con parsimonia. Lucia rientra nei primi 12, è settima. Ma gli ultimi 6 posti disponibili vengono dati ai «riservisti». Sono i precari che chiedono l’inserimento in una provincia diversa da quella di residenza usufruendo della legge 104 sui disabili. E in Puglia pare ce ne siano parecchi. Lucia fa causa, vergognandosi perché si tratta di una guerra tra poveri. Perde. Questi ultimi mesi di insegnamento sono la sua linea d’ombra. Li racconta con il rimpianto dovuto alle cose amate che si stanno perdendo. «Ero un’insegnante vecchio stampo, severa, ma dialogante, come si usa dire. La scuola mi mancherà. Ma a forza di aspettare, ti accorgi che è passata una vita intera ». ”
Cerco di vivere la mia vita, senza speranze e senza false attese. Corro. Corro a piedi e scalzo. A terra ci sono chiodi. Ti fai male. Tutti si fanno male. La strada non è sempre facile.
Ecco perchè io porto sul cazzo quelli che hanno le scarpe…. ed ancora di più….. quelli che non c’è le hanno ma le lustrano ai loro amici….
…BUONA PASSEGGIATA A TUTTI…
Read MoreTHE SOUTHERN TOURISM
TUTTO IL SUD ITALIA HA MENO TURISTI DI RIMINI
Turismo di qua, turismo di la, bed and breakfast a “montone“, sagre, concerti e centri storici. Mentori della cultura, mezzogiorno intenso, mare, amore e banche di credito cooperativo clientelari. Cortometraggi da strapazzo e set di regia su sfondi itineranti di una Italia dimezzata. Eppure tutto il Mezzogiorno non arriva ai turisti che riesce a fare da sola la città di Rimini. Cuore pulsante della costa adriatica… delle trombate straniere in riva alla kilometrica spiaggia dove sfocia il fiume Pò, ( con il più altro concentrato di inquinamento industriale e di pisciate dei polentoni alla COCAINA ).
Parole forti quelle pronunciate dal ministro Matteoli che attesto che il turismo nel Sud Italia e fermo al 19 %. Neanche un areoporto internazionale, una rete comunicativa a binari che è peggio del tratto Parigi – Dakar. L’unico serivizio di trasporto esistente e che va nel Sud Italia è quello delle autostrade che copre (quasi) capillarmente il territorio e che continua incessantemente ad aumentare la percentuale di importo del canone di pedaggio. Da gennaio 2010 un amento che varia a seconda del casello dal 1 al 7 %. E poi dicono che il turismo nel SUD non và.
Ma in che modo dovrebbero arrivare i turisti ad ammirare le nostre bellezze ????!!!???
Privatizzare i mezzi di comunicazione e trasporto ?!!???
Scelte alquanto sbagliatissima. Mafia, ‘ndrangheta e camorra non aspettano altro. Di privato qui in terronia abbiamo solo le cartelle esattoriali che lo stato obbliga a coloro i quali non versano le tasse. Scelta a dir poco normale, visto che i maggiori evasori di tasse sono quelli del SUD. E’ certo…..!!!???…. ma se le attività pressochè commerciali non vendono, con quali soldi si dovrebbere pagare.
Come sempre… intervenire sulle infrastrutture è una scelta opinabile solo quando ci si accorgerà che neanche con la fatica riusciremo a risalire la china.
… Forse è vero che forse “Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone “…. …… una costatazione non da poco quando si parla di turismo del sud…..
Read MoreTARANTO ED I RIFIUTI NEL PORTO
SEQUESTRATI DALLA GUARDIA DI FINANZA 25 TONNELLATE DI RIFIUTI NEL PORTO DI TARANTO

Chissà perchè quando si parla di Taranto, vengono in mente due cose : ILVA e il porto. Sull’ ILVA, c è poco da dire, anzi, la maggior parte delle cose non vengono dette, piuttosto vengono camuffate. Adesso poi, in sede di campagna elettorale, sembra quasi che come per magia, dai lunghi e ferriginosi fusolai della mega industria siderurgica, fiocchino fiori, anzichè centinaia di migliaia di nanogrammi di diossina, che col tempo divorano e annientano la nostra esistenza…… Chissà… cè chi dice che esistenza = sopravvivenza. Ma per fortuna abbiamo il porto di cui vantarci. U’ port d’ Tarant nuèstr. Di antiche origini e posto all’interno di un golfo (quindi al riparo da correnti marine), il Porto di Taranto è un’importante scalo commerciale e militare di tutto il Sud Italia, che si piazza al terzo posto a livello nazionale per volume di merci. La sua posizione centrale nel Mediterraneo dà al porto di Taranto l’opportunità di essere il miglior punto di incrocio fra la ricca economia europea e quelle del Nord Africa e dell’Est, ancora in fase di sviluppo. Oltre che porto militare e mercantile, Taranto è ai primi posti per gli scali turistici, che collegano la città con le maggiori destinazioni del Mediterraneo.E’ diviso in due parti: il porto esterno è chiamato Mar Grande, mentre la parte interna è detta Mar Piccolo. Insieme comprendono un’area di 350.000 Km. quadrati. Il porto commerciale e industriale è situato verso nord-est, nel Mar Grande. Un fiore all’occhiello per la provincia jonica e per tutto il versante Sud, per la presenza sopratutto della nuova piattaforma EVER GREEN, un progetto integrante la commercializzazzione e soprattutto la tutale dell’ambiente. DELL’AMBIENTE COSA ???????? Peccato che proprio oggi, circa 25.5 tonnellate di rifiuti speciali, in gran parte materiale cartaceo non riciclabile, sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza nel porto di Taranto. I rifiuti erano stivati all’interno di un container con destinazione finale Indonesia. I militari del Comando provinciale di Taranto, in collaborazione con i funzionari della dogana, hanno accertato la falsa indicazione della natura della merce oggetto di esportazione e l’assenza dei prescritti trattamenti preliminari, denunciando per questo una persona. Dall’inizio dell’anno – rendono noto le Fiamme gialle – i finanzieri hanno sequestrato nel porto di Taranto 13 container, contenenti complessivamente circa 330 tonnellate di rifiuti speciali destinati all’estero.
EVER GREEN O EVER RUBBISH ? A queste domande preferisco che rispondino coloro i quali hanno intenzione di prendere le redini della città, tra qualche giorno……..
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