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ALLA FACCIA DELLA FUGA DEI CERVELLI

Posted by on giu 27, 2009 in Blog, Cronaca, cultura | Commenti disabilitati

UNA GIOVANE INGEGNERE MASSAFRESE REALIZZA UNA PROTESI MIRACOLOSA, FRUTTO DI STUDI E DI TECNICHE INTERNAZIONALI.

PROGETTO NAZIONALE PROTESI

Il Mezzogiorno d’Italia è difficile. I nostri nonni lo sapevano bene e molti  di loro sono emigrati. I nostri padri hanno inculcato ai figli l’idea di studiare fuori, di andare altrove, di conoscere il mondo, con la speranza che un giorno si possa tornare a casa, per rendere più ricca la nostra terra, ma non sempre questo è possibile. “Se vuoi vedere avverare  i tuoi sogni, devi andare via di qui” – queste le parole della gente comune verso i giovani. I giovani del Sud. I giovani di quella parte d’Italia, che a parlarne sembra “malata”. Non sappiamo con precisione che “ malattia” abbia il sud, ma di sicuro i giovani da queste parti, sono sani, sono pronti a crescere e far crescere il territorio. La pensa così  anche la giovanissima massafrese Gaia Marinzuli, neo laureata in Ingegneria industriale alla  facoltà di Ingegne­ria dell’ateneo di Taranto, polo distaccato del Politecnico di Bari. La neo ingegnere massafrese ha preso parte ad un brillantissimo progetto nel campo dell’ingegneria biomedica, legato allo studio ed alla realizzazione di un prototipo di protesi personalizzata, che è calzato alla perfezione a un uomo che aveva perso la gamba destra, ed era ospitato nella clinica del lavoro e della riabilita­zione di Cassano, in provincia di Bari. Un progetto unico nel suo genere e il primo caso a livello nazionale. In pratica il team della quale ha preso parte la nostra brillante compaesana, formato dal dottore Gianlorenzo Sisti, operante presso la Fondazione S.Maugeri di Cassano (Ba), specializzato nell’ambito ( medico – chirurgico);  il professor Luigi de Filippis, trentaset­tenne di Grottaglie e docen­te di «Tecnologie e sistemi di lavora­zione » , nonché  responsabile della didattica del master universitario in «Ingegne­ria della Saldatura»,  ha realizzato una protesi, che minimizza sia il fattore tempo (  da 72 a 43 ore di lavoro) sia  i costi  (ridotti  rispetto alle  protesi attualmente in uso) e soprattutto  due grandi vantag­gi impensabili fino a ieri : non c’è biso­gno della presenza del paziente ampu­tato e l’invasatura, cioè la parte che so­stiene il moncone, perfettamente ade­rente. In altre parole, i due ingegneri non hanno cono­sciuto il paziente se non quando gli hanno applicato la protesi. Questa è stata prodotta partendo dai file della risonanza magnetica del moncone e usandoli come file di ingresso del processo di costruzione dell’invasatu­ra realizzata virtualmente al compu­ter. L’ingegnere Marinzuli  nel cuore ha la me­dicina, tanto da aver anche supera­to i test d’ingres­so, ma poi s’è in­dirizzata su que­sto versante dell’’ ingegneria. «E’ un campo che mi affa­scina – osserva – e il mio lavoro è applicabi­le anche a interventi in al­tri settori del corpo umano. Sulla colonna vertebrale, ad esem­pio, per la pianificazione preoperato­ria grazie ai modelli fisici da analizza­re, sulla mandibola negli interventi di chirurgia maxillo-facciale. I chirur­ghi, prima di operare, avrebbero a di­sposizione un modello su cui studia­re l’intervento». «Per la realizzazione di questo importante progetto, -conclude l’ingegnere Marinzuli –  è stato prezioso l’intervento di tutto lo staff oltre che del Centro Laser di Valenzano (Ba) con la collaborazione del dottore Pierpaolo Solaro per la costruzione della protesi». E’ pensare che qui in Puglia la facoltà di ingegneria biomedica è inesistente, ad opera anche della nuova riforma del ministro Gelmini che ha soppresso decine e decine di corsi di laurea di specializzazione… Un altro segno di amore verso “questo mezzogiorno”… che si difende bene…   Adesso, la prossima volta che sentirete parlare qualcuno che dice che dalle nostre parti non ci sono brillanti cervelli, fategli  leggere questa storia o magari rivolgetevi direttamente all’ingegnere Marinzuli, tanto.., sicuramente, ne sentiremo parlare ancora.

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IL CANCRO DI TARANTO A + 40%

Posted by on giu 17, 2009 in Cronaca, News | Commenti disabilitati

TARANTO E IL SUO RISVEGLIO CON UN +40% DI TUMORI A SCAPITO DEI CITTADINI.

 

TARANTO LA CITTA DEI TUMORI

In  un’intervista di alcuni mesi fà, presente sul sito  Affaritaliani.it,  il dottor Mazza, primario di Ematologia dell’ ospedale Moscati, ha dichiarato che il tasso di tumori nel tarantino è aumentato del 40% e la situazione si presenta davvero drammatica . E’ stato proprio lo stesso medico  che per primo  ha scoperto il cosiddetto “tumore da fumo” in un bambino di appena dieci anni. Un caso unico. Il primario, che si occupa di tumori ematologici e quindi di leucemie, linfomi e mielomi, spiega nell’intervista, che con la sua equipe hanno constatato un aumento di circa il 30-40% di questa patologia. Dati che risultano a livello ambulatoriale, sui casi registrati negli ultimi dieci anni e che presentano una crescita maggiore negli ultimi tre anni. Il primario spiega che il fenomeno è provocato dalla diossina che si trova negli scarichi industriali, e che inquina tutto, dall’aria, che si respira, alla terra e addirittura al sottosuolo. E purtroppo si tratta di una sostanza che non può essere eliminata. A Taranto sta succedendo quello che si verificò a Seveso dove il terreno fu addirittura raschiato fino a mezzo metro per tentare di eliminarla. Infatti la diossina provoca un danno permanente al Dna, ma occorre ricordare che negli scarichi industriali a Taranto troviamo anche altri inquinanti come gli idrocarburi, i benzeni, i derivati del petrolio, le polveri sottili, i metalli. E vengono immessi nell’aria dalla grossa acciaieria pesante, dall’impianto Petrolchimico, e dal cementificio. Ormai questa situazione si protrae da più di 40 anni e quindi si è verificato un accumulo di combustione. Una buona fetta circola nell’aria, il resto è sepolto intorno all’Ilva. Questo significa, che tutte le acque che attraversano quel terreno portano questi inquinanti fino al mare, contaminando tutto quello che c‘è intorno. E questo processo, come si specificava prima, perdura ormai da 40 anni
E’ chiaro che ora si è arrivati al limite con una situazione sanitaria e ambientale drammatica. Ovunque si sono accumulate sostanze venefiche che si respirano continuamente. Una volta inalate, alcune di sostanze si limitano ad una nocività locale, spiega il primario del Moscati, ma ce ne sono altre che penetrano nel sangue e si depositano sui tessuti. Uno di questi è il benzene, una sostanza che si assimila respirando, arriva nel sangue, circola e va a finire nei grassi, sul tessuto adiposo e si deposita. Qui nascono le leucemie associate al benzene. La diossina invece incide di più sui prodotti alimentari, sul mare.
L’esperienza umanamente più tragica e toccante, per il dottor Mazza, è stato senz’altro quella che gli capitò tre anni fa’. Racconta, infatti, di un bambino che presentava un sospetto di carcinoma, ma la diagnosi individuò un linfoma del rinofaringe. Si tratta di una patologia che affligge persone adulte, per lo più anziane, che hanno fumato per anni. In quella situazione unica, il primario contattò l’ospedale Gaslini di Genova dove però non avevamo mai rilevato di un caso simile. E anche altri centri specializzati gli confermarono l’unicità del caso e purtroppo l’assenza di specifiche terapie. E così il dottor Mazza ne sperimentò una appositamente studiata per il quadro clinico del bambino e, per fortuna, riuscì a guarirlo ed oggi sta bene.
Le sostanze tossiche,  erano trasmesse al suo organismo dai genitori e possono aver creato un problema alle cellule germinali, aver cioè determinato delle mutazioni, che poi sono state trasmesse al figlio, creando una predisposizione al tumore e più precocemente della media. La cosa davvero terribile è che questo meccanismo genera delle cellule che sono in grado di trasmettere il tumore alle generazioni future.
E tutti i bambini del Rione Tamburi, quelli che giocano lì, mangiano lì e lì vanno a scuola, sono esposti ad una sovraesposizione per 24 ore al giorno. E’  come se i bambini fumassero di continuo…………assurdo…Questa è la realtà che ci troviamo ad affronatare qui, in questa parte finale del tacco dello stivale. Eppure in questi mesi di campagna elettorale nessuno ha mai espletato tali problematiche…. Chissà se Rana e Florido, prossimi al ballottaggio come presidenti della provincia di Taranto, siano a conoscenza di questa intervista !!! Poi ditemi se la politica e l’economia non incidono paradossalmente sulla salute dei cittadini… anzi no.. sulla loro morte!!!??

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