LA FIERA DEI RIONI
MASSAFRA- LA TERZA EDIZIONE DELLA FIERA DEI RIONI.
Massafra presenta “La Fiera dei Rioni”, la campionaria-evento, ideata e organizzata dalla “Di Pierro Pubblicità”, giunta alla terza edizione, che è iniziata il 30 agosto e si concluderà il 6 settembre 2009, nel piazzale antistante la scuola media “Niccolò Andria”, in via Aosta. “Otto giorni per otto eventi” è lo slogan che caratterizza l’intera manifestazione capace di coniugare artigianato, commercio, cultura, sport, spettacolo e solidarietà. Una vetrina di grande impatto visivo, in una suggestiva scenografia medievale, ed una nuova opportunità per le aziende provenienti dal Centro-Sud della Penisola, disposte su un’area espositiva di 3mila metri quadrati, in grado di contenere, complessivamente, 85 espositori. Un evento che lo scorso anno ha sfiorato le 50mila visite con settori che spaziano dall’artigianato (vetreria, falegnameria, sartoria) all’arte (scultura e pittura), dal commercio (arredamento, corredi, abbigliamento, complementi d’arredo, impiantistica civile e industriale, arredamento per esterni, abiti da sposa, oggettistica, elettronica, elettrodomestici) ai servizi (agenzie immobiliari, sale ricevimenti).Gli stand sono aperti tutti i giorni, da lunedì 31 agosto a domenica 6 settembre, dalle 18 alle 24. L’evento si avvale del patrocinio del Comune di Massafra. (InfoFiera: 099.8803759).
PROGRAMMA
Domenica 30 Agosto 2009 – Cerimonia d’apertura affidata all’associazione culturale “La Durlindana”, in collaborazione con il gruppo degli sbandieratori di Carovigno, “I Fieramosca” di Barletta e “I cavalieri de li terre tarentine”, protagonisti della manifestazione “Alla corte di Artusio”, la rievocazione storica dell’arrivo in corteo nella cittadina ionica del Re Ferrante, per l’occasione impersonato dal ballerino Gianni Sperti, seguito dal barone napoletano Artusio Pappacoda, a cui verrà affidato, come nel 1497, il feudo di Massafra.
Presenta Maria Liuzzi, giornalista di Tele Norba.
Lunedì 31 Agosto 2009 – Finalissima del concorso canoro itinerante “Canta che ti passa in tour” a cura dell’associazione “Art & Show”. Ospite: Leo Prete.
Martedì 1° Settembre 2009 – “Baby fortezza” spettacolo per bambini con giocolieri e trampolieri. Ospite: Alberto Caiazza.
Mercoledì 2 Settembre 2009 – Serata dedicata alla danza e alle arti marziali con l’esibizione del ballerino Giuseppe Albanese della “Hollywood Dance School”; sfilata di abbigliamento ed accessori per la danza a cura di Roberta Tagliente di “Emotion Dance”; esibizione degli atleti delle scuole di Taekwondo dei maestri Isacco Simeone, Domenico L’Erario e Vittorio Albano. Presenta Barbara Chiappini.
Giovedì 3 Settembre 2009 – Serata di gran cabaret con Pino Campagna.
Venerdì 4 Settembre 2009 – Sfilata d’alta moda della boutique “Vita” con intermezzi di danza classica e moderna. Presenta Maria Liuzzi.
Sabato 5 Settembre 2009 - “Festa del pane” a cura dei panificatori massafresi. Degustazione e mostra di sculture di pane. Ospiti: Pamela Scarponi, Alessandra Valenti e Danilo Musci direttamente dalla trasmissione “Amici” di Maria De Filippi.
Domenica 6 Settembre 2009 - Serata finale con lo spettacolo di “Fontane danzanti” e musica dal vivo. Ospite: Luca Dirisio
Read MoreTARANTO LA CITTA’ DELLE NUVOLE
IL LIBRO DI CARLO VULPIO ED UN VIAGGIO NEL TERRITORIO PIU’ INQUINATO D’EUROPA
180 pagine che ti rapiscono, e che aprono gli occhi ad un unica realtà. La realtà di Taranto e dei Tarantini, della gente che vive sotto il potere di due grandi fantasmi : quello della perdita del posto di lavoro e quello dell’inquinamento, della malattia. Il viaggio letterario di Carlo Vulpio, pugliese di Altamura, giornalista per il Corriere della Sera e candidato alle ultime elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 con il partito dell’Italia dei Valori, è un viaggio all’interno del polo siderurgico a cavallo tra Massafra e Taranto. Un viaggio nel territorio più inquinato d’Europa, attraverso la voce dei suoi protagonisti: inserti di una vita vissuta pericolosamente, in un clima segnato da omertà politica, rapporti occultati, vessazioni e omesse denunce. Rilevazioni contraffatte e rivelazioni scomode. E poi morti, tanti, quanti non ci si aspetterebbe, evaporati nel silenzio della città delle nuvole. Tra politici assenti – quando non troppo presenti -, sospetti e scandali annunciati. L’inchiesta di Carlo Vulpio persegue la “scellerata” ricerca della verità, supportato solo dalle attività di una società civile sempre più consapevole, nel (quasi) silenzio dei mezzi di informazione. Perché, almeno fino a oggi, protocolli e atti d’intesa non sono serviti a chi l’acciaieria e gli altri stabilimenti del polo industriale – la respira quotidianamente. Nonostante testimonianze, interrogazioni parlamentari, processi e condanne, il campionario delle vittime non accenna a diminuire: i malati di leucemia del quartiere Tamburi; fumatori incalliti di undici anni; donne e uomini sopraffatti dalla diossina; masserie svuotate; interi allevamenti di bestiame sterminati. Un libro da leggere tutto d’un fiato e che lascia traspirare emozione e rabbia per chi, come me, vive soltanto a 12 Km da questa lungimirante e cruda realtà.
Read MoreIL CANCRO DI TARANTO A + 40%
TARANTO E IL SUO RISVEGLIO CON UN +40% DI TUMORI A SCAPITO DEI CITTADINI.
In un’intervista di alcuni mesi fà, presente sul sito Affaritaliani.it, il dottor Mazza, primario di Ematologia dell’ ospedale Moscati, ha dichiarato che il tasso di tumori nel tarantino è aumentato del 40% e la situazione si presenta davvero drammatica . E’ stato proprio lo stesso medico che per primo ha scoperto il cosiddetto “tumore da fumo” in un bambino di appena dieci anni. Un caso unico. Il primario, che si occupa di tumori ematologici e quindi di leucemie, linfomi e mielomi, spiega nell’intervista, che con la sua equipe hanno constatato un aumento di circa il 30-40% di questa patologia. Dati che risultano a livello ambulatoriale, sui casi registrati negli ultimi dieci anni e che presentano una crescita maggiore negli ultimi tre anni. Il primario spiega che il fenomeno è provocato dalla diossina che si trova negli scarichi industriali, e che inquina tutto, dall’aria, che si respira, alla terra e addirittura al sottosuolo. E purtroppo si tratta di una sostanza che non può essere eliminata. A Taranto sta succedendo quello che si verificò a Seveso dove il terreno fu addirittura raschiato fino a mezzo metro per tentare di eliminarla. Infatti la diossina provoca un danno permanente al Dna, ma occorre ricordare che negli scarichi industriali a Taranto troviamo anche altri inquinanti come gli idrocarburi, i benzeni, i derivati del petrolio, le polveri sottili, i metalli. E vengono immessi nell’aria dalla grossa acciaieria pesante, dall’impianto Petrolchimico, e dal cementificio. Ormai questa situazione si protrae da più di 40 anni e quindi si è verificato un accumulo di combustione. Una buona fetta circola nell’aria, il resto è sepolto intorno all’Ilva. Questo significa, che tutte le acque che attraversano quel terreno portano questi inquinanti fino al mare, contaminando tutto quello che c‘è intorno. E questo processo, come si specificava prima, perdura ormai da 40 anni…
E’ chiaro che ora si è arrivati al limite con una situazione sanitaria e ambientale drammatica. Ovunque si sono accumulate sostanze venefiche che si respirano continuamente. Una volta inalate, alcune di sostanze si limitano ad una nocività locale, spiega il primario del Moscati, ma ce ne sono altre che penetrano nel sangue e si depositano sui tessuti. Uno di questi è il benzene, una sostanza che si assimila respirando, arriva nel sangue, circola e va a finire nei grassi, sul tessuto adiposo e si deposita. Qui nascono le leucemie associate al benzene. La diossina invece incide di più sui prodotti alimentari, sul mare.
L’esperienza umanamente più tragica e toccante, per il dottor Mazza, è stato senz’altro quella che gli capitò tre anni fa’. Racconta, infatti, di un bambino che presentava un sospetto di carcinoma, ma la diagnosi individuò un linfoma del rinofaringe. Si tratta di una patologia che affligge persone adulte, per lo più anziane, che hanno fumato per anni. In quella situazione unica, il primario contattò l’ospedale Gaslini di Genova dove però non avevamo mai rilevato di un caso simile. E anche altri centri specializzati gli confermarono l’unicità del caso e purtroppo l’assenza di specifiche terapie. E così il dottor Mazza ne sperimentò una appositamente studiata per il quadro clinico del bambino e, per fortuna, riuscì a guarirlo ed oggi sta bene.
Le sostanze tossiche, erano trasmesse al suo organismo dai genitori e possono aver creato un problema alle cellule germinali, aver cioè determinato delle mutazioni, che poi sono state trasmesse al figlio, creando una predisposizione al tumore e più precocemente della media. La cosa davvero terribile è che questo meccanismo genera delle cellule che sono in grado di trasmettere il tumore alle generazioni future.
E tutti i bambini del Rione Tamburi, quelli che giocano lì, mangiano lì e lì vanno a scuola, sono esposti ad una sovraesposizione per 24 ore al giorno. E’ come se i bambini fumassero di continuo…………assurdo…Questa è la realtà che ci troviamo ad affronatare qui, in questa parte finale del tacco dello stivale. Eppure in questi mesi di campagna elettorale nessuno ha mai espletato tali problematiche…. Chissà se Rana e Florido, prossimi al ballottaggio come presidenti della provincia di Taranto, siano a conoscenza di questa intervista !!! Poi ditemi se la politica e l’economia non incidono paradossalmente sulla salute dei cittadini… anzi no.. sulla loro morte!!!??
CERCO UN PAPI PER FARMI RACCOMANDARE AL CONTRARIO
LA RICHIESTA DI MAURI, CHE CERCA QUALCUNO PER FARSI RACCOMANDARE AL CONTRARIO ED USCIRE FINALMENTE DAL TUNNEL DEI PRECARIATO.
Oggi è stata per me la mia prima giornata di mare, un sole che spaccava le pietre ed un mare limpido e piatto, quasi fosse finto, visto che dalle mie parti siamo abituati a vedere un mare sporco al sapore di petrolio e metallo. Vi starete chiedendo cosa centri il mare con i raccomandati. In relatà, in un paese dove la meritocrazia è emigrata assieme ai nostri nonni in America, tutto ha a che fare con le “segnalazioni”; anche per poter parcheggiare la macchina,in una domenica di giugno, ai lati di una stradina sterrata di una Puglia surreale e speculativamente legata alle conoscenze. Tutti devono avere le conoscenze. Non posso certo dimenticarmi una frase di qualche giorno fà : ” Mauri lo fanno tutti”. Mi sono subito intristito, ero incupito, forse perchè io non potevo farlo o magari perchè io non lo farei. Eppure, un quarto degli Italiani ricorre alle raccomandazioni, e si rivolge quindi a un politico, ai diversi livelli istituzionali, per ottenere la soluzione di un problema inerente ai rapporti tra pubbliche amministrazioni e cittadini. Le motivazioni più frequenti, sono legate a emergenze di salute, per evitare liste di attesa o ottenere un ricovero in ospedale. Seguono la richiesta di favori sul posto di lavoro, e la richiesta di aiuto per trovare un lavoro per un figlio o parente, per accelerare la pratica della pensione, per iscrivere il figlio a scuola o per sveltire altre pratiche amministrative. Insomma la raccomandazione è ormai nel sangue degli italiani, fa parte del “loro” DNA. Adesso ho capito perchè lo fanno “TUTTI“. Se nelle grandi città il fenomeno appare più contenuto, nei centri più piccoli la conoscenza diretta di politici e funzionari favorisce le logiche clientelari. Laddove sale al 57,7% la percentuale di quanti si rivolgono ai politici per la richiesta di favori (Sono dati del CENSIS). In una fase congiunturale dell’economia critica come quella attuale, il rinnovamento della macchina pubblica rappresenta per l’Italia un’esigenza non più rinviabile. Ma niente paura, per fortuna; per venire incontro a queste enormi problematiche di un Italia afflitta da un circolo di moneta (euro) al quanto scarso(la gente non spende) si è pensato di intervenire con la cultura d’impresa. Corsi, sottocorsi,master e seminari, per incul……carti nella testa che il miglior modo per andare contro il clientelismo è mettersi in proprio, fare impresa, fare il LIBERO PROFESSIONISTA. (…..Scusate mi è salito un brivido che vola via …alla Vasco Rossi…….). Fare impresa in Italia? E’una cosa possibile ? L’Italia è, dopo la Grecia, il Paese Ocse dove è più costoso avviare un’impresa. Occorrono in media 5.681 dollari, contro i 1.960 della Germania, i 347 della Francia, i 318 degli Stati Uniti, i 285 del Regno Unito. Ma e’ anche il Paese in cui e’ meno conveniente fare impresa. Nel 2009 l’incidenza complessiva delle imposte e dei contributi è arrivata al 76,2% dei profitti, sopra Francia (66,3%), Stati Uniti (46,2%), Regno Unito (35,7%) e Irlanda (28,9%). ….Come anche voi iniziate a preoccuparvi ? …….Voi che non avete raccomandazioni ? Un attimo…….., non ho ancora finito. Oltre a sopportare il più alto livello di tassazione tra i Paesi Ocse, ogni impresa italiana è costretta ad effettuare in un anno in media 15 pagamenti al fisco, cui vengono dedicate 360 giornate di lavoro. Davvero troppe se confrontate con quelle necessarie in Spagna (298), Germania (196), Francia (132) e Regno Unito (105). Anche la richiesta di autorizzazioni per l’espletamento dell’attività imprenditoriale comporta un dispendio di risorse e di tempi. Per ottenere l’autorizzazione per costruire un capannone industriale, ad esempio, occorrono in media 257 giorni in Italia, 144 nel Regno Unito, 137 in Francia, 100 in Germania, 40 negli Stati Uniti. Manca inoltre un’adeguata comunicazione tra imprese e pubblica amministrazione.E se l’economia italiana è un mistero talmente strano e oscuro che neanche Piero Angela, riuscirebbe a commentarlo su QUARK………. allora adesso capite quanto altrettanto oscuro sia il mondo parallelo delle RACCOMANDAZIONI,dei PAPI,dei FAVORI,del CLIENTELISMO, del VOTO IMBASTARDITO DAGLI INTERESSI, di una parola tanto usata e poco notificata nel taccuino della meritocrazia il LAVORO. Ecco perchè, oggi, in una giornata torrida, offuscata dai profumi dei pollini di piante ormai seccate dalla pazienza… IO…MAURI… mi rivolgo a qualche aitante politico, a qualche lungimirante mercenario a caccia di sogni lavorativi, chiedendoli solamente che in questo misero spazietto on line, portato avanti con la fatica e con la passione di un lodevole precario, venga riconosciuto un giovane che si alza la mattina a testa alta e cerca ( CON FATICA) di realizzare i propri progetti…………………. (CON FATICA) e senza (L’AIUTO DI NESSUNO).
SE C’E’ QUALCUNO DISPOSTO A RACCOMANDARMI AL CONTRARIO ( IN QUANTO NON RACCOMANDATO), ACCETTO VOLENTIERI LA VOSTRA AMMIREVOLE INIZIATIVA, PAPI COMPRESI
W LA DIOSSINA
LA REGIONE PUGLIA PROROGA PER ALTRI TRE MESI LA DIOSSINA DA RIDURRE NELLO STABILIMENTO ILVA DI TARANTO.
Per chi conosce la Puglia , ed in particolare il versante jonico ,solo come da cartolina , è giusto che si sappia una volta per tutte ,che nel tarantino , nel tratto di strada che collega Taranto a Massafra cè l’ILVA .L’ILVA è una società per azioni del Gruppo Riva che si occupa prevalentemente della produzione e trasformazione dell’acciaio. Con il nome della originaria azienda fondata nel 1905, è nata sulle ceneri della dismessa Italsider. Prende il nome dal nome latino dell’isola d’Elba, dalla quale era estratto il minerale di ferro che alimentava i primi altoforni costruiti in Italia a fine Ottocento.L‘ILVA di Taranto è lo stabilimento italiano più importante , e rappresenta uno dei maggiori complessi industriali per la lavorazione dell’acciaio in Europa . Rappresenta anche il più imponente ecomostro presente nel territorio , che per le sue emissioni velenose di diossina , tocca livelli di inquinamento superiori a quelli previsti dagli statuti europei , in più il territorio del tarantino , secondo le statistiche , è tra le zone d’Italia con il più alto rischio di tumori. Giusto per dare un pò di numeri , nell’anno 2002 , lo stabilimento ILVA emetteva diossina pari al 30,6 del totale italiano.Il consiglio regionale pugliese , aveva finalmente deciso che in aprile l’Ilva avrebbe dovuto ridurre le emissioni , ma qualcosa è andato storto . E’ stata slittata a tre mesi questa benedetta riduzione , che probabilmente avverrà a giugno, ma con una novità senza precedenti in Italia . In pratica si prevede che dal mese di giugno , ci sarà un monitoraggio lungo 6-8 ore, per tre volte all’anno ,all’Ilva e in tutti gli stabilimenti pugliesi che sprigionano policlorodibenzodiossina (Pcdd) e policlorodibenzofurani (Pcdf). Saranno a carico dei gestori degli impianti e realizzati da Arpa e Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Il Consiglio regionale ha infatti modificato la legge al Parlamento europeo come “emendamento Ilva”, varata lo scorso 19 dicembre. A partire dal dal 30 giugno 2009 gli impianti potranno emettere in atmosfera una quantità massima di diossina pari a 2,5 nanogrammi per metro cubo e fino a un massimo di 0,4 nanogrammi a partire dal 31 dicembre 2010. I limiti previsti in Italia sono invece di 10 nanogrammi. Solo il Friuli ha stabilito un limite di 0,4 nanogrammi. La modifica arriva dopo l’accordo raggiunto tra Ministero, sindacati, Regione, Provincia e Comune di Taranto . Si aspettano tempi nuovi nella terra tarantina , sembra che qualcosa stia cambiando , e per fortuna in meglio . L’ ILVA di Taranto ha segnato un epoca , l’epoca dell’acciaio , l’epoca dei successi e dei “mezzi imprenditori” , ma la magia non dura per sempre , e sicuramente anche la recessione economica ha messo il suo zampino . Siamo stanchi , siamo molto stanchi , l’interland Tarantino non deve essere conosciuto solo per il più alto numero percentuale di cassaintegrati e malati di cancro , NOI MERITIAMO DI PIU’ …….. LA GENTE HA IL DIRITTO DI VIVERE SERENA …….
Read MoreLA RIVOLUZIONE E’ DESIGN ITALIANO
IL MADE IN ITALY ALLA TRIENNALE DI MILANO.
Seconda puntata del Triennale Design Museum. Dopo l’escursione nella storia compiuta nel 2007, adesso sono gli oggetti «Serie Fuori Serie», espressione della produzione industriale, ma anche dell’alto artigianato, i protagonisti.La Triennale di Milano ha rinnovato con un nuovo allestimento il suo Museo dedicato al design italiano. L’esposizione è divisa in vari settori, che dividono la pura ricerca dai diversi tipi di produzione: in serie limitate o in grandi numeri. Nella produzione di massa l’oggetto più diffuso appare la popolare caffettiera Moka, che dal 1932 è rimasta intatta nel suo disegno. Degli stessi anni è anche il classico cappello Borsalino. L’esemplare più vecchio in esposizione è l’auto Aerodinamica, a forma di siluro argentato, prodotta dall’Alfa Romeo nel 1913. Il settore automobilistico è assai rappresentato, comprendendo anche diverse fuoriserie, tra le quali il prototipo Ferrari P6 Pininfarina del 1968. Resa popolare dai film su Fantozzi è la poltrona Sacco .Si cammina tra pareti sospese e grossi tavoli in «corian» (materiale plastico), tra oggetti del vivere quotidiano e prodotti come l’automobile siluro che evoca l’immaginario di Jules Verne, o il piccolo aereo in fibra di carbonio con un motore grande quanto quello di una Panda. È il segno di una creatività e di un’energia tipicamente italiana , eppura cè chi ancora crede che sia meglio fare l’americano ,…. ma scusa se sei nato in Italy ?????
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