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SOCIAL CARD MA SENZA SOLDI
16 feb
IL PACCO DEL 2009 ? LA SOCIAL CARD DI TREMONTI , UNA SU TRE E’ SENZA SOLDI.

La fatidica tessera distribuita dal Tesoro per aiutare i meno abbienti parte con il piede sbagliato: ogni giorno tante persone scoprono che i soldi non ci sono.
Sono in 520 mila a dicembre a chiedere la social card, pensionati con reddito dai 6 mila euro agli 8 mila, coppie di anziani, famiglie con figli a carico, non oltre i tre anni però. Con una sola casa di proprietà, un’automobile e un’utenza elettrica attiva. In fila, per ore, davanti ai 9 mila uffici postali. Perché chi completava le pratiche entro il 31 dicembre, aveva diritto a 120 euro (ottobre, novembre e appunto dicembre) di partenza. Una corsa verso il nulla. Perché il 30 dicembre, con ottimismo natalizio, l’Inps – che doveva accertare il reddito – dichiarava di aver ricaricato 330 mila tessere. Le altre erano vuote.
Migliaia di italiani si sono ritrovati in mano una patacca. Una carta azzurra, di plastica, con il retro magnetico, il numero, il logo giallo e rosso della Mastercard. Belle, eccome. E di valore: si stima costi almeno 50 centesimi l’una, più 1 euro per la ricarica bimestrale, più il 2 per cento per le spese del circuito bancario. Uno scherzetto da 8 milioni e 500mila di euro, a pieno regime. Una lotteria per il mezzo milione di italiani che, soltanto alla cassa e davanti al commesso, saprà se la sua carta annonaria è buona oppure è uno scherzo del destino, se può permettere di fare la spese oppure di annunciare la propria povertà a tutti.
Duecentomila tessere vagano scoperte di tasca in tasca, sospese o respinte. Duecentomila italiani, forse di più, le possiedono senza poterle utilizzare. Alcuni (pochi) lo sanno. Altri, molti altri, che non sanno, vanno incontro alla sciagura.
Ci vuole del metodo per ideare una così lunga e inutile fatica. Prima fila: farsi certificare la povertà, la disgrazia assoluta. Seimila euro all’anno. In fila, naturalmente per vedersi attestata dal patronato la sospirata povertà. Poi l’Inps, le Poste, sempre in fila, sempre allo stesso modo. Infine, coraggio, andare al supermercato ed esibirla questa maledetta povertà. E poi, duecentomila volte finora, vederla svergognata: “La tessera non è carica“. Ma ha letto bene?
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UNA PUGLIA DIMENTICATA
6 feb
LA PUGLIA E’ UNA REGIONE DIMENTICATA , HA POCHE IMPRESE E POCHI IMPRENDITORI , CHE NON VENGONO NEANCHE RICONOSCIUTI.

Certe volte sarebbe utile fermarsi a riflettere e capire quali sono stati gli obiettivi raggiunti , i traguardi affermati , le sconfitte annunciate ….
Parliamo della Puglia : che magnifica Regione !!!!
Io collego alla Puglia , quella bellissma canzone di alcuni fà ,che è diventata tormentone di un intera stagione . La canzone di Valeria Rossi , “tre parole” . SOLE ,CUORE E AMORE …
Sono straconvinto che la cantante ha avuto la sua ispirazione durante una vacanza nel magnifico mare della costa Salentina , mangiando un bel piatto di orecchietta al pommodoro pachino e magari in compagnia di un bel ragazzotto della provinica di Taranto .
Ma non è sempre così , nel senso che , una regione non può certo vivere solo di sole e di mare . Ha bisogno di solide realtà , di costruire un futuro migliore per i figli e un presente sereno per i padri, incentivare il rientro dei giovani dopo gli studi ( e non fomentare la fuga dei cervelli) , alimentare l’economia ( intesa come capacità di generare l’ economia in tutti gli strati sociali , perchè io credo saldamente , che nella Regione Puglia l’ economia viene generata , ma non viene alimentata , continua a rimanere arenata in determinate lobby propriamente costruite ).
La Regione Puglia , fa parte delle Regioni svantaggiate ; ciò significa che l’innovazione , l’imprenditoria , il poter “alimentare economia” , viene considerato di pregio , viene solitamente sovvenzionato e finanziato con fondi che , fino all’ 80% ; in particolari occasioni ; non devono essere restituiti; (i cosi chiamati finanziamenti a fondo perduto).
E’ bene che si sappia ,che un giovane imprenditore che vuole investire in Puglia , viene agevolato, o meglio ….dovrebbe essere così…………. .
Domanda : Quanti imprenditori ci sono in Puglia ? Quante sono le aziende ?
Sapete quanti sono i progetti innovativi messi a disposizione dall’ U.E. e dai vari ministeri e i dipartimenti delle politiche giovanili , senza dimenticare i decreti governativi varati per le regioni denominate “SVANTAGGIATE” ? Ne ho trovati 315 . Quanti ne vengono evidenziati ed attuati ? nessuno. Volete un esempio ? Prendiamo ad esempio il bando Industria 2015, un progetto del ministero dello Sviluppo economico del secondo governo Prodi, per il quale sono stati scelti 30 progetti sul tema dell’efficienza energetica in collaborazione con la ricerca pubblica.
I progetti ammessi agli incentivi coinvolgeranno 234 imprese, 160 enti di ricerca e attiveranno circa 500 milioni di investimenti in attività di ricerca e sviluppo. In media ogni progetto riceverà un contributo pubblico pari al 35% dell’investimento previsto. Ma quasi l’80% degli investimenti sarà realizzato al Nord, con le piccole e medie imprese, che rappresentano il 54% del totale.
Anche nella scelta dei membri del Comitato non si è tenuto conto della presenza del Sud. Gli esperti sono 11 docenti e ricercatori, tre del Politecnico di Milano, uno della Bocconi, 4 di atenei romani, due dell’Università di Genova, uno del Politecnico di Torino.
Le poche imprese del Sud finanziate sono a Catania, Reggio Calabria e Napoli. Per la Puglia, pur essendo stati presentati progetti, nessuno ha trovato favorevole accoglienza.
Vale la pena evidenziare anche qualche altro aspetto. La procedura originaria prevedeva, per i «giudici» dei progetti, la nomina di esperti internazionali scelti dall’albo europeo, scelta poi negata dal governo Berlusconi che ha optato per una procedura nazionale. Non solo. I criteri di valutazione avrebbero dovuto privilegiare quelli ad alto tasso di integrazione Nord-Sud e con il maggior coinvolgimento possibile di piccole e medie imprese.
Il risultato ? Una delusione proprio per le imprese meridionali.
Ha un senso tutto questo ? Si cerca in tutti i modi di non far perdere i posti di lavoro , ma i Governi non fanno nulla affinchè questo non accada , potranno le imprese pugliesi (le poche esistenti) resistere alla crisi ?
A questo punto mi chiedo allora , esiste un interesse ad ostacolare la crescita del Mezzogiorno?.
Esiste una nota azienda pugliese di cui non faccio il nome , che ha presentato un progetto denominato «Mare» (micro algae renewable Energy) che intende dimostrare la fattibilità e la sostenibilità della produzione di biodiesel per autotrazione e combustione a partire da una biomassa di seconda generazione: le microalghe. L’energia prodotta da tali impianti è classificabile tra le energie rinnovabili di natura solare. Al progetto partecipano anche l’Enea, il Cnr e alcune università italiane, oltre al Centro studi Ricerca e sviluppo Antonio Meucci. Il progetto non è stato accolto.
Ma cosa si intende per integrazione Nord-Sud ?
Vivo a pochi km da una nota azienda Acciaieria -Fonderia , che è nata diversi anni fà , è sata finanziata con fondi agevolati (finanziamenti a fondo perduto) , ma nn ha mai funzionato !!! E i soldi ???? Non sono stati più restituiti …
Falsi ideali….purtroppo no….. Falsi imprenditori….
Forse è per questo che cè un pò di scetticismo verso la proggettualità pugliese ? Chi lo sa …
Qui ci si lamenta , ma non si fa nulla per cambiare le cose …. anzi si DIMENTICANO .
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IL RIFUGIATO DEGLI ANNI DI PIOMBO
29 gen
CESARE BATTISTI , IL CASO DI UN RIFUGIATO POLITICO

Sono diversi giorni che l ‘ informazione ci parla di Cesare Battisti , del rifugiato politico in Brasile .
Ma sapete chi è Cesare Battisti ?
491 morti, 5.900 feriti, 12700 attentati. Questo è il bollettino di una guerra, quella dichiarata unilateralmente dai terroristi negli anni di piombo dell’Italia. Dati che si riferiscono al periodo che va dal 1969 al 1987. Cesare Battisti è un ex-terrorista , è stato condannato in contumacia all’ergastolo, con sentenze passate in giudicato, per aver commesso quattro omicidi in concorso durante gli anni di piombo, di cui uno come esecutore materiale . Nel corso della sua latitanza in Francia, dove benificiò a lungo insieme ad altri terroristi della dottrina Mitterrand, è diventato uno scrittore di romanzi noir . Collegato da New York l’inviato di Repubblica Mario Calabresi il cui padre, Luigi, venne ammazzato dai terroristi il 17 maggio 1972 : La cosa più incredibile rispetto al caso Battisti è rappresentata dai discorsi che si stanno facendo. Sembra quasi che la struttura dello stato italiano in quegli anni fosse equiparabile a quella cilena. E le motivazioni che arrivano dal Brasile per la non estradizione e la concessione dello stato di rifugiato politico pone al centro la sicurezza di Battisti rispetto a strutture dello stato giudicate non democratiche in quegli anni dal Brasile. Discorsi fatti tanto dal Brasile che dalla Francia, il paese che più di altri sta difendendo Cesare Battisti. Il comitato di difesa di Battisti annovera parecchi intellettuali francesi e ha pagato la difesa del terrorista anche in Brasile. Si parla di questo in quei paesi, senza interrogarsi su chi è stato davvero Cesare Battisti, quello che ha fatto in Italia in quegli anni”.
Non solo un pluriomicida ha potuto per decenni godere della protezione complice di Stati come la Francia e il Brasile e di una parte degli intellettuali di quei paesi, ma adesso si afferma ufficialmente che Battisti è un perseguitato per ragioni politiche. Per i familiari delle vittime questa è una mancanza di rispetto alla memoria dei loro cari . Sembra che per bloccare la richiesta italiana di estradizione di Battisti vi siano state anche in questo caso le pressioni del presidente francese Sarkozy che aveva già dato il suo no all’estradizione a Marina Petrella altra terrorista macchiatasi di reati di sangue.
E’ adesso ditemi se non è vero che la diatriba politica internazionale compromette la giustizia ?
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IL GIORNO DELLA MEMORIA
27 gen
GIORNO DELLA MEMORIA . 27 GENNAIO NEL RICORDO DEL 64° ANNIVERSARIO DELL’ ABBATIMENTO DEI CANCELLI DI AUSCHWITZ.

SE QUESTO E’ UN UOMO
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no
Considerate se questa è una donna
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno:
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.
Primo Levi
Il 27 gennaio si celebra in tutta Italia il “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. In tale ricorrenza sul territorio nazionale vengono organizzati incontri, cerimonie di rievocazione dei fatti e momenti comuni di riflessione per mantenere viva la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia dell’Europa e del nostro Paese, allo scopo di scongiurare il ripetersi di simili eventi.
Conoscere e ricordare la Shoah può essere di valido aiuto per meglio comprendere le ramificazioni del pregiudizio e del razzismo; per realizzare una pacifica convivenza tra etnie, culture e religioni differenti; per creare, infine, attraverso la valorizzazione delle diversità, una società realmente interculturale. Facendo emergere le pericolose insidie del silenzio di fronte all’oppressione, il ricordo della Shoah permette anche la maturazione nei giovani di un’etica della responsabilità individuale e collettiva.Il “Giorno della Memoria” è stato istituito con la legge 211 del 20 luglio 2000, al fine di ricordare, da una parte, la data (27 gennaio 1945) dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e commemorare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione, la deportazione, la prigionia e lo sterminio dei cittadini ebrei, dall’altra, tutti coloro che si opposero al progetto di genocidio, non esitando a salvare altre vite e a proteggere in condizioni difficili i perseguitati, anche mettendo a rischio la propria esistenza. Distante solo pochi chilometri da Cracovia, Auschwitz fu il più grande campo di sterminio. Si calcola che solo in quel luogo vennero uccise fino a un milione e 300mila persone, il 90% delle quali ebree. I nazisti perseguitarono, oltre agli ebrei, anche zingari, serbi, testimoni di Geova, omosessuali, oppositori al regime di tutte le nazionalità, delinquenti abituali, slavi, malati di mente, disabili, mendicanti e vagabondi.
Il 1° novembre 2005 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riunita a New York, ha aderito alla celebrazione della ricorrenza chiedendo agli Stati membri di “mettere a punto programmi educativi per scolpire nelle memorie delle generazioni future gli insegnamenti dell’Olocausto, per aiutare a prevenire gli atti di genocidio”.

















