IL VELENO DELL’ILVA
UN VIDEO GIRATO DI NOTTE CHE TESTIMONIA I FUMI EMESSI DALL’ INDUSTRIA SIDERURGICA
L’ Ecomostro ci fa male, ci fa morire…. “non ci fà sognare“. Non sono io a dirlo, ma sono delle immagini a parlare. Delle immagini girate la notte tra il 6 e il 7 febbraio 2010, che dimostrano cosa succede nei cieli sopra le nostre teste. Mentre la gente sta SOGNANDO. La situazione è talmente grave che non avrebbe bisogno di essere commentata. Un tormentato film dell’orrore che sembra non avere fine. Alla vigilia dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri che ha dato prorprio oggi, il via libera definitivo al decreto legislativo che individua i criteri per la localizzazione delle centrali nucleari e fissa le compensazioni alle popolazioni che ospiteranno gli impianti.
In pratica il governo ha proseguito sulla sua strada. Quella di impugnare davanti la Corte costituzionale le leggi regionali della Puglia, Campania e Basilicata, che vietavano la costruzione di nuove centrali sul territorio, e successivamente ha cancellato definitivamente il decreto “sblocca centrali“.
In questo video, Fabio Mattacchiera, FONDO ANTIDIOSSINA TARANTO, gli Amici di Beppe Grillo(Taranto), l’ Associazione Malati Cronici di Taranto ed infine il Comitato Isole Cheradi vogliono sensibilizzare la gente di questa terra. Chi è costretto a dormire …… proprio lì…….. dove nasce l’inferno …….
Buona visione
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LA MARCIA PULITA PER L’ARIA MALATA
LA MARCIA DEI TARANTINI CONTRO L’INQUINAMENTO AMBIENTALE E BUROCRATICO
La marcia di Taranto di «Altamarea» per l’ambiente, di Sabato scorso, ha mobilitato 20 mila cittadini. Giovani e meno giovani, operai, lavoratori, disoccupati. Si è marcaito contro un aria malsana. Un aria fatta di diossina e menzogne. Il problema non è solo l’ecomostro dell’acciaio, ma chi soprattutto ci specula sopra. Si parla di inquinamento solo negli ultimi anni………… anche se da queste parti è più di trenta’anni che siamo in queste condzioni.
Si parla del problema del lavoro. Sono quindici anni che il volano economico dello ionio è fermo.
Si parla di problemi. Nessuno fa nulla per risolverli.
Addirittura c’è chi insinua che la marcia di sabato sia stata una montatura tutta luce e niente ombre. Solo per fare rumore. Solo per fare polemica.
Mai un unione tra popolo e istituzioni. Mai un parere piuttosto che una critica costruttiva.
Nessun politico a manifestare…. meglio cosi… che loro facciano i politici…….. CHE LORO FACCIANO I PORTAVOCE DEL POPOLO…
Siamo ai piedi di “Cristo” e c’è chi continua a farne una polemica.
LAVORO, INQUINAMENTO, GIOVANI
Parole sprecate, alquanto strumentalizzate in una terra dove l’unico orizzonte rimasto è racchiuso nella speranza.
Quanto vorrei svegliarmi una mattina e vedere il popolo sorridente sotto un cielo azzurro che si prepara ad una giornata solidale, dove gli unici fumi presenti nell’aria, sono i fumi dei camini delle abitazioni in festa….
Si perchè io… la speranza…
…..NON LA PERDO….
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IL TUMORE TACE SUI SILENZI
LA PROVINCIA DI TARANTO E I TUMORI
Esiste una legge di fronte al quale siamo tutti uguali. Una regola che vige su tutte le regole esistenti. Una scoperta antica quanto la vita : …. Alla morte non vi è scampo…. non ci si può risparmiare. E pensate che non bisogna neanche raccomandarsi (lo so…. sembra strano ). Non bisogna studiare e neanche laurearsi. La morte strappa la vita come la natura avvolge il respiro del mondo. Solo che da queste parti… di naturale c’è ben poco… visto che qui si muore di TUMORE.
Un TUMORE che pare sia legato all’inquinamento ambientale.
Nella provincia di Taranto l’aria è inquinata… non v’è dubbio. Risulta poco chiaro il perchè nulla si faccia per riequilibrare i parametri ambientali.
Magari sono tempi lunghi per la burocrazia.
Magari il cielo rosso che vedo tutte le mattine quando esco di casa è solo frutto del bombardamento mediatico che quotidianamente incontro per la mia strada.
Magari è solamente un invenzione dei Tarantini.
Forse è quello che le istituzioni vorrebbero sentire.
Perchè affermare che a Taranto il tasso di mortalità degli ultimi anni è salito a + 40% con tumori al polmone, tumori della pleura e tumori alla vescica , fa stile “influenza suina H1n1″... del tipo terrorismo psicologico…
…..che tutti poi si comprano l‘amuchina, e magari poi fanno pure sesso senza preservativo…..
Di TUMORE si muore ovunque, questo è vero, però è altrettanto vero che a Taranto i bambini si ammalano di tumore più dei loro coetanei del resto d’Italia. Quasi del doppio.
La Diossina, fa male alla nostra salute.
Di morte …si può morire..………..
..Ma non dobbiamo permettere che si possa morire in silenzio…..
…Dobbiamo dare una voce… a chi purtroppo non ha avuto questa possibilità….
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TARANTO LA CITTA’ DELLE NUVOLE
IL LIBRO DI CARLO VULPIO ED UN VIAGGIO NEL TERRITORIO PIU’ INQUINATO D’EUROPA
180 pagine che ti rapiscono, e che aprono gli occhi ad un unica realtà. La realtà di Taranto e dei Tarantini, della gente che vive sotto il potere di due grandi fantasmi : quello della perdita del posto di lavoro e quello dell’inquinamento, della malattia. Il viaggio letterario di Carlo Vulpio, pugliese di Altamura, giornalista per il Corriere della Sera e candidato alle ultime elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 con il partito dell’Italia dei Valori, è un viaggio all’interno del polo siderurgico a cavallo tra Massafra e Taranto. Un viaggio nel territorio più inquinato d’Europa, attraverso la voce dei suoi protagonisti: inserti di una vita vissuta pericolosamente, in un clima segnato da omertà politica, rapporti occultati, vessazioni e omesse denunce. Rilevazioni contraffatte e rivelazioni scomode. E poi morti, tanti, quanti non ci si aspetterebbe, evaporati nel silenzio della città delle nuvole. Tra politici assenti – quando non troppo presenti -, sospetti e scandali annunciati. L’inchiesta di Carlo Vulpio persegue la “scellerata” ricerca della verità, supportato solo dalle attività di una società civile sempre più consapevole, nel (quasi) silenzio dei mezzi di informazione. Perché, almeno fino a oggi, protocolli e atti d’intesa non sono serviti a chi l’acciaieria e gli altri stabilimenti del polo industriale – la respira quotidianamente. Nonostante testimonianze, interrogazioni parlamentari, processi e condanne, il campionario delle vittime non accenna a diminuire: i malati di leucemia del quartiere Tamburi; fumatori incalliti di undici anni; donne e uomini sopraffatti dalla diossina; masserie svuotate; interi allevamenti di bestiame sterminati. Un libro da leggere tutto d’un fiato e che lascia traspirare emozione e rabbia per chi, come me, vive soltanto a 12 Km da questa lungimirante e cruda realtà.
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IL CANCRO DI TARANTO A + 40%
TARANTO E IL SUO RISVEGLIO CON UN +40% DI TUMORI A SCAPITO DEI CITTADINI.
In un’intervista di alcuni mesi fà, presente sul sito Affaritaliani.it, il dottor Mazza, primario di Ematologia dell’ ospedale Moscati, ha dichiarato che il tasso di tumori nel tarantino è aumentato del 40% e la situazione si presenta davvero drammatica . E’ stato proprio lo stesso medico che per primo ha scoperto il cosiddetto “tumore da fumo” in un bambino di appena dieci anni. Un caso unico. Il primario, che si occupa di tumori ematologici e quindi di leucemie, linfomi e mielomi, spiega nell’intervista, che con la sua equipe hanno constatato un aumento di circa il 30-40% di questa patologia. Dati che risultano a livello ambulatoriale, sui casi registrati negli ultimi dieci anni e che presentano una crescita maggiore negli ultimi tre anni. Il primario spiega che il fenomeno è provocato dalla diossina che si trova negli scarichi industriali, e che inquina tutto, dall’aria, che si respira, alla terra e addirittura al sottosuolo. E purtroppo si tratta di una sostanza che non può essere eliminata. A Taranto sta succedendo quello che si verificò a Seveso dove il terreno fu addirittura raschiato fino a mezzo metro per tentare di eliminarla. Infatti la diossina provoca un danno permanente al Dna, ma occorre ricordare che negli scarichi industriali a Taranto troviamo anche altri inquinanti come gli idrocarburi, i benzeni, i derivati del petrolio, le polveri sottili, i metalli. E vengono immessi nell’aria dalla grossa acciaieria pesante, dall’impianto Petrolchimico, e dal cementificio. Ormai questa situazione si protrae da più di 40 anni e quindi si è verificato un accumulo di combustione. Una buona fetta circola nell’aria, il resto è sepolto intorno all’Ilva. Questo significa, che tutte le acque che attraversano quel terreno portano questi inquinanti fino al mare, contaminando tutto quello che c‘è intorno. E questo processo, come si specificava prima, perdura ormai da 40 anni…
E’ chiaro che ora si è arrivati al limite con una situazione sanitaria e ambientale drammatica. Ovunque si sono accumulate sostanze venefiche che si respirano continuamente. Una volta inalate, alcune di sostanze si limitano ad una nocività locale, spiega il primario del Moscati, ma ce ne sono altre che penetrano nel sangue e si depositano sui tessuti. Uno di questi è il benzene, una sostanza che si assimila respirando, arriva nel sangue, circola e va a finire nei grassi, sul tessuto adiposo e si deposita. Qui nascono le leucemie associate al benzene. La diossina invece incide di più sui prodotti alimentari, sul mare.
L’esperienza umanamente più tragica e toccante, per il dottor Mazza, è stato senz’altro quella che gli capitò tre anni fa’. Racconta, infatti, di un bambino che presentava un sospetto di carcinoma, ma la diagnosi individuò un linfoma del rinofaringe. Si tratta di una patologia che affligge persone adulte, per lo più anziane, che hanno fumato per anni. In quella situazione unica, il primario contattò l’ospedale Gaslini di Genova dove però non avevamo mai rilevato di un caso simile. E anche altri centri specializzati gli confermarono l’unicità del caso e purtroppo l’assenza di specifiche terapie. E così il dottor Mazza ne sperimentò una appositamente studiata per il quadro clinico del bambino e, per fortuna, riuscì a guarirlo ed oggi sta bene.
Le sostanze tossiche, erano trasmesse al suo organismo dai genitori e possono aver creato un problema alle cellule germinali, aver cioè determinato delle mutazioni, che poi sono state trasmesse al figlio, creando una predisposizione al tumore e più precocemente della media. La cosa davvero terribile è che questo meccanismo genera delle cellule che sono in grado di trasmettere il tumore alle generazioni future.
E tutti i bambini del Rione Tamburi, quelli che giocano lì, mangiano lì e lì vanno a scuola, sono esposti ad una sovraesposizione per 24 ore al giorno. E’ come se i bambini fumassero di continuo…………assurdo…Questa è la realtà che ci troviamo ad affronatare qui, in questa parte finale del tacco dello stivale. Eppure in questi mesi di campagna elettorale nessuno ha mai espletato tali problematiche…. Chissà se Rana e Florido, prossimi al ballottaggio come presidenti della provincia di Taranto, siano a conoscenza di questa intervista !!! Poi ditemi se la politica e l’economia non incidono paradossalmente sulla salute dei cittadini… anzi no.. sulla loro morte!!!??
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TARANTO ED I RIFIUTI NEL PORTO
SEQUESTRATI DALLA GUARDIA DI FINANZA 25 TONNELLATE DI RIFIUTI NEL PORTO DI TARANTO

Chissà perchè quando si parla di Taranto, vengono in mente due cose : ILVA e il porto. Sull’ ILVA, c è poco da dire, anzi, la maggior parte delle cose non vengono dette, piuttosto vengono camuffate. Adesso poi, in sede di campagna elettorale, sembra quasi che come per magia, dai lunghi e ferriginosi fusolai della mega industria siderurgica, fiocchino fiori, anzichè centinaia di migliaia di nanogrammi di diossina, che col tempo divorano e annientano la nostra esistenza…… Chissà… cè chi dice che esistenza = sopravvivenza. Ma per fortuna abbiamo il porto di cui vantarci. U’ port d’ Tarant nuèstr. Di antiche origini e posto all’interno di un golfo (quindi al riparo da correnti marine), il Porto di Taranto è un’importante scalo commerciale e militare di tutto il Sud Italia, che si piazza al terzo posto a livello nazionale per volume di merci. La sua posizione centrale nel Mediterraneo dà al porto di Taranto l’opportunità di essere il miglior punto di incrocio fra la ricca economia europea e quelle del Nord Africa e dell’Est, ancora in fase di sviluppo. Oltre che porto militare e mercantile, Taranto è ai primi posti per gli scali turistici, che collegano la città con le maggiori destinazioni del Mediterraneo.E’ diviso in due parti: il porto esterno è chiamato Mar Grande, mentre la parte interna è detta Mar Piccolo. Insieme comprendono un’area di 350.000 Km. quadrati. Il porto commerciale e industriale è situato verso nord-est, nel Mar Grande. Un fiore all’occhiello per la provincia jonica e per tutto il versante Sud, per la presenza sopratutto della nuova piattaforma EVER GREEN, un progetto integrante la commercializzazzione e soprattutto la tutale dell’ambiente. DELL’AMBIENTE COSA ???????? Peccato che proprio oggi, circa 25.5 tonnellate di rifiuti speciali, in gran parte materiale cartaceo non riciclabile, sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza nel porto di Taranto. I rifiuti erano stivati all’interno di un container con destinazione finale Indonesia. I militari del Comando provinciale di Taranto, in collaborazione con i funzionari della dogana, hanno accertato la falsa indicazione della natura della merce oggetto di esportazione e l’assenza dei prescritti trattamenti preliminari, denunciando per questo una persona. Dall’inizio dell’anno – rendono noto le Fiamme gialle – i finanzieri hanno sequestrato nel porto di Taranto 13 container, contenenti complessivamente circa 330 tonnellate di rifiuti speciali destinati all’estero.
EVER GREEN O EVER RUBBISH ? A queste domande preferisco che rispondino coloro i quali hanno intenzione di prendere le redini della città, tra qualche giorno……..
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