TURISTA PER SCELTA E PER STILE
I TURISTI ITALIANI SONO I PIU RUMOROSI E TACCAGNI MA SONO ANCHE CAMPIONI DI STILE
E’ tempo di pensare alle vacanze.. lo so..oggi poi fa un caldo pazzesco…. e mi viene pure da piangere…. perchè di vacanze per il momento neanche a parlarne. Attendo con ansia agosto…la mia unica ancora per pensare al relax vacanziero. Eppure da una recente classfica letta su Sole 24 ore, pare che i turisti italiani siano primi in classifica come campioni di stile. Expedia, leader mondiale dell’e-travel, ha chiesto a oltre 4.500 albergatori di tutto il mondo di stilare la classifica dei migliori e peggiori viaggiatori, in base a abitudini e caratteristiche distintive. Seconodo la classifica stilata dagli albergatori, i turisti giapponesi sono risultati i migliori. Sono educati, ordinati, puliti, non alzano la voce e difficilmente si lamentano. E, se a questi turisti modello gli albergatori proprio devono trovare un neo, indicano la scarsa propensione a imparare la lingua della loro meta di viaggio. E i turisti italiani ? Non si posiziano bene nella classifica, anzi, su un dato gli albergatori sono concordi: i nostri connazionali sono inconfondibili in quanto a stile, amore per la moda e capacità di abbinare al meglio i vestiti. Peccato però che, specialmente in Repubblica Ceca, Germania, Francia, Austria e Spagna vengano duramente criticacati per l’eccessiva vivacità, per la scarsa dimestichezza a parlare la lingua locale, con effetti «maccheronici», e per la taccagneria. I turisti del Bel Paese sono comunque molto più apprezzati al di fuori dell’Europa; nel vecchio continente si posizionano infatti in ventottesima posizione, mentre in Asia e in America scalano rispettivamente diciotto o sedici posizioni (dieci in Africa). Non capisco quale sia il problema, solo perchè quando stiamo in vacanza non lasciamo mai mancia, questi albergatori ci detestano….
Read MoreSCIE CHIMICHE : UNA MINACCIA
LA VERITA’ SULLE CRIMINALI OPERAZIONI DI AEREOSOL NEI CIELI DEL MONDO (TANKER ENEMY)
Il fenomeno delle scie chimiche è un fenomeno isolato, che si sente parlare solo attraverso il web… ma vi siete chiesti mai il perchè ? Perchè come sempre tutto ciò che è inquietante e illecito viene zittito. Sapete cosa sono le scie chimiche ? Sapete i danni che la popolazione incorre ? Ho creduto sia opportuno che diate un occhiata a questo sito del comitato Tanker Enemy, e vi cito l’ultimo loro post presente nel sito internet riguardo l’ultima conferenza sulle scie chimiche di Genova.”Il 26 giugno 2009 il centro culturale “GALILEO” di Parma ha organizzato a Genova, presso la sede dell’Associazione “La finestra sul Mondo”, una conferenza-dibattito sul seguente tema: “Scie in cielo, timori sulla terra…” Il dibattito era principalmente incentrato sulle “scie chimiche” (chemtrails, in inglese), formate in cielo da aerei spesso privi di contrassegni, che molto spesso transitano anche sulle nostre città e che rilasciano sostanze potenzialmente pericolose per la salute umana. Il Dr. Claudio Bianchini, uno dei primi ricercatori ad occuparsi del problema, ha messo in guardia i presenti, spiegando quanto siano pericolose le emissioni di certi elementi (come bario ed alluminio, presenti nelle scie) ed ha invitato tutti a sensibilizzare e coinvolgere le autorità competenti ad ogni livello (comunale, provinciale e regionale), affinché si possano far cessare questi aerosol del tutto dannosi per la nostra salute, che farebbero insorgere la silicosi, il morbo di Alzheimer, di Parkinson, la S.L.A., la sclerosi multipla etc.
Il Sig. Rosario Marcianò che, da anni, si dedica allo studio di queste “scie anomale”, ha spiegato che cosa si nasconde dietro queste attività, che possono sembrare al profano assolutamente innocue, ma sulle quali, chiedendo informazioni presso le sedi competenti (aeroporti, controllori di volo, meteorologi, piloti), è impossibile avere spiegazioni: nessuno sa nulla! Infine il Dr. Giorgio Pattera ha trattato la parte riguardante le sostanze di cui sarebbero composte queste scie ed i filamenti che talora scendono su campagne e città, in concomitanza con irrorazioni da parte di aerei-fantasma. Questi strani filamenti, composti da polimeri sintetici simili alla seta, sarebbero i veicolanti delle suddette sostanze rilasciate dagli aerei, sia militari sia civili, privi di livrea.
E’ indispensabile, quindi, continuare a parlare di queste emissioni chimiche, per sensibilizzare i cittadini affinché facciano pressione con le loro proteste sulle istituzioni preposte alla tutela ambientale, seguendo il recente esempio del “Comune di Cesena.“
Che aggiungere…. non c è limite alle mostruosità nei confronti dell’ambiente e della salute umana…
Adesso se sentirete parlare di scie chimiche….sapete quale pericolo comportano…
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FACCIAMO TUTTI PARTE DELL’IRAN REVOLUTION
L’IRAN E’ LA DIMOSTRAZIONE DI COME GLI INTERESSI SCONFIGGONO I DIRITTI. UNA SCONFITTA PER L’UOMO. UNA SCONFITTA PER I SUOI IDEALI
L’immagine che appare qui sopra, parla da sola. Non ha bisogno di commenti, di presentazioni. E’ l’immagine che più in questi giorni mi ha colpito. E’ la fotografia di un sistema non tanto lontano dal nostro. E’ la dimostrazione di come gli ideali vengono ancora compromessi dagli interessi. Avrei potuto inserire le miriadi di immagini di sangue che spopolano il web da settimane, le centinaia di video su youtube, le decine di migliaia di slogan apparsi nel web. E’ scoppiato un fenomeno on line esteso e senza frontiere che supporta le proteste a Teheran e le atre principali città iraniane. Si tratta degli espatriati iraniani che in questi giorni seguono e sostengono senza sosta la diffusione delle informazioni che arrivano minuto per minuto dalle mobilitazioni di massa che chiedono nuove elezioni in Iran. Se non ci credete, date un occhiata all’ account di Facebook del videomaker ed attivista Gita Hashemi, che sta diffondendo da giorni e senza sosta link a post su Twitter, Facebook, Youtube e media ufficiali con notizie aggiornate, tanto che il NEW YORK TIMES ha parlato in questi giorni di “TWITTER REVOLUTION”. Un esempio è anche Gita, iraniana, vive in Canada dalla rivoluzione del 1979 e segue quotidianamente gli eventi. «Ahmadinejad copia Bush con i brogli elettorali durante el elezioni presidenziali – scrive Gita il 13 giugno scorso – Qual’è la differenza tra l’elettorato iraniano e quello americano?. Gli iraniani vanno per strada e protestano». Se i guardo intorno e mi chiedo cosa stia succedendo, a parte la perdita del re del pop Michael Jackson. Più di 50 interventi per sbiancarsi, non certo oscurano i milioni di dischi venduti nel mondo, senza considerare la spettacolarità del suo essere, del suo talent show. Ma è verissimo, che il mondo ha appena perso il cantante pop più conosciuto della terra, forse anche gli ufo sanno cosa sia un “moonwalker“, ma scusate un attimo gente……….. lo sapete che stiamo perdendo anche il diritto alla scelta ? L’egoismo è cosi offuscante, che fanno più effetto le immagini di “thriller” alla tv e non di una Neda Soltani, uccisa nella piazza centrale della sua città, perchè voleva far valere i suoi diritti.
CERCO UN PAPI PER FARMI RACCOMANDARE AL CONTRARIO
LA RICHIESTA DI MAURI, CHE CERCA QUALCUNO PER FARSI RACCOMANDARE AL CONTRARIO ED USCIRE FINALMENTE DAL TUNNEL DEI PRECARIATO.
Oggi è stata per me la mia prima giornata di mare, un sole che spaccava le pietre ed un mare limpido e piatto, quasi fosse finto, visto che dalle mie parti siamo abituati a vedere un mare sporco al sapore di petrolio e metallo. Vi starete chiedendo cosa centri il mare con i raccomandati. In relatà, in un paese dove la meritocrazia è emigrata assieme ai nostri nonni in America, tutto ha a che fare con le “segnalazioni”; anche per poter parcheggiare la macchina,in una domenica di giugno, ai lati di una stradina sterrata di una Puglia surreale e speculativamente legata alle conoscenze. Tutti devono avere le conoscenze. Non posso certo dimenticarmi una frase di qualche giorno fà : ” Mauri lo fanno tutti”. Mi sono subito intristito, ero incupito, forse perchè io non potevo farlo o magari perchè io non lo farei. Eppure, un quarto degli Italiani ricorre alle raccomandazioni, e si rivolge quindi a un politico, ai diversi livelli istituzionali, per ottenere la soluzione di un problema inerente ai rapporti tra pubbliche amministrazioni e cittadini. Le motivazioni più frequenti, sono legate a emergenze di salute, per evitare liste di attesa o ottenere un ricovero in ospedale. Seguono la richiesta di favori sul posto di lavoro, e la richiesta di aiuto per trovare un lavoro per un figlio o parente, per accelerare la pratica della pensione, per iscrivere il figlio a scuola o per sveltire altre pratiche amministrative. Insomma la raccomandazione è ormai nel sangue degli italiani, fa parte del “loro” DNA. Adesso ho capito perchè lo fanno “TUTTI“. Se nelle grandi città il fenomeno appare più contenuto, nei centri più piccoli la conoscenza diretta di politici e funzionari favorisce le logiche clientelari. Laddove sale al 57,7% la percentuale di quanti si rivolgono ai politici per la richiesta di favori (Sono dati del CENSIS). In una fase congiunturale dell’economia critica come quella attuale, il rinnovamento della macchina pubblica rappresenta per l’Italia un’esigenza non più rinviabile. Ma niente paura, per fortuna; per venire incontro a queste enormi problematiche di un Italia afflitta da un circolo di moneta (euro) al quanto scarso(la gente non spende) si è pensato di intervenire con la cultura d’impresa. Corsi, sottocorsi,master e seminari, per incul……carti nella testa che il miglior modo per andare contro il clientelismo è mettersi in proprio, fare impresa, fare il LIBERO PROFESSIONISTA. (…..Scusate mi è salito un brivido che vola via …alla Vasco Rossi…….). Fare impresa in Italia? E’una cosa possibile ? L’Italia è, dopo la Grecia, il Paese Ocse dove è più costoso avviare un’impresa. Occorrono in media 5.681 dollari, contro i 1.960 della Germania, i 347 della Francia, i 318 degli Stati Uniti, i 285 del Regno Unito. Ma e’ anche il Paese in cui e’ meno conveniente fare impresa. Nel 2009 l’incidenza complessiva delle imposte e dei contributi è arrivata al 76,2% dei profitti, sopra Francia (66,3%), Stati Uniti (46,2%), Regno Unito (35,7%) e Irlanda (28,9%). ….Come anche voi iniziate a preoccuparvi ? …….Voi che non avete raccomandazioni ? Un attimo…….., non ho ancora finito. Oltre a sopportare il più alto livello di tassazione tra i Paesi Ocse, ogni impresa italiana è costretta ad effettuare in un anno in media 15 pagamenti al fisco, cui vengono dedicate 360 giornate di lavoro. Davvero troppe se confrontate con quelle necessarie in Spagna (298), Germania (196), Francia (132) e Regno Unito (105). Anche la richiesta di autorizzazioni per l’espletamento dell’attività imprenditoriale comporta un dispendio di risorse e di tempi. Per ottenere l’autorizzazione per costruire un capannone industriale, ad esempio, occorrono in media 257 giorni in Italia, 144 nel Regno Unito, 137 in Francia, 100 in Germania, 40 negli Stati Uniti. Manca inoltre un’adeguata comunicazione tra imprese e pubblica amministrazione.E se l’economia italiana è un mistero talmente strano e oscuro che neanche Piero Angela, riuscirebbe a commentarlo su QUARK………. allora adesso capite quanto altrettanto oscuro sia il mondo parallelo delle RACCOMANDAZIONI,dei PAPI,dei FAVORI,del CLIENTELISMO, del VOTO IMBASTARDITO DAGLI INTERESSI, di una parola tanto usata e poco notificata nel taccuino della meritocrazia il LAVORO. Ecco perchè, oggi, in una giornata torrida, offuscata dai profumi dei pollini di piante ormai seccate dalla pazienza… IO…MAURI… mi rivolgo a qualche aitante politico, a qualche lungimirante mercenario a caccia di sogni lavorativi, chiedendoli solamente che in questo misero spazietto on line, portato avanti con la fatica e con la passione di un lodevole precario, venga riconosciuto un giovane che si alza la mattina a testa alta e cerca ( CON FATICA) di realizzare i propri progetti…………………. (CON FATICA) e senza (L’AIUTO DI NESSUNO).
SE C’E’ QUALCUNO DISPOSTO A RACCOMANDARMI AL CONTRARIO ( IN QUANTO NON RACCOMANDATO), ACCETTO VOLENTIERI LA VOSTRA AMMIREVOLE INIZIATIVA, PAPI COMPRESI
A CHI DONARE IL 5 PER MILLE
ANCHE QUEST’ANNO CI SI PREPARA AL 5 PER MILLE . MODALITA’ E TERMINI.
Anche quest’anno, come ogni anno, ci si prepara a donare ad un ente o Associazione, la quota del 5 per mille sulle dichiarazioni dei redditi. Con il termine cinque per mille viene definito il meccanismo in virtù del quale il cittadino-contribuente può vincolare il 5 per mille della propria IRPEF al sostegno di enti che svolgono attività socialmente rilevanti (non profit, ricerca scientifica e sanitaria[fonte Wikipedia, l'enciclopedia libera].Il contribuente può altresì indicare il codice fiscale dello specifico soggetto cui intende destinare direttamente la quota del 5 per mille, traendo il codice fiscale stesso dagli elenchi pubblicati, inoltre la scelta di destinazione del 5 per mille e quella dell’8 per mille di cui alla legge n. 222 del 1985 non sono in alcun modo alternative fra loro. Il nostro caro ministro dell’economia Giulio Tremonti, ha infatti proposto di integrare il 5 per mille con una specifica destinazione all’Abruzzo. Ma sembra essere una manovra particolarmente insidiosa. La quota del 5 per mille risulta essere oggi un efficace strumento di sostegno libero (secondo la libera scelta del cittadino) alle numerosissime associazioni, fondazioni e realtà di volontariato che operano sul nostro territorio. Parte rilevante di questa attività è favorita proprio dal 5 per mille. Costringere il cittadino a decidere tra il sostegno al non profit o al volontariato piuttosto che all’ aiuto alle popolazioni terremotate risulterebbe un errore. Sopravvissuto a ogni sorta di intemperie, il 5 per mille rischia oggi di cadere sotto i colpi del suo stesso creatore, Giulio Tremonti. Così alcuni esponenti di spicco del terzo settore hanno iniziato a firmare una petizione, tra cui il Telefono Azzurro , il portavoce del Forum del Terzo Settore , il presidente del Movimento Consumatori e il presidente di Csvnet, la rete dei centri di servizio per il volontariato.Questo provvedimento, infatti, finirebbe per penalizzare proprio quelle associazioni che in queste settimane hanno mobilitato migliaia di volontari per l’emergenza terremoto. Cosa fare quindi con il 5 per mille ?Aiutare le onlus, le ricerche, o la gente dell’Abruzzo, senza una casa ? 5 per mille domande, per una sola risposta.
Read MoreW LA DIOSSINA
LA REGIONE PUGLIA PROROGA PER ALTRI TRE MESI LA DIOSSINA DA RIDURRE NELLO STABILIMENTO ILVA DI TARANTO.
Per chi conosce la Puglia , ed in particolare il versante jonico ,solo come da cartolina , è giusto che si sappia una volta per tutte ,che nel tarantino , nel tratto di strada che collega Taranto a Massafra cè l’ILVA .L’ILVA è una società per azioni del Gruppo Riva che si occupa prevalentemente della produzione e trasformazione dell’acciaio. Con il nome della originaria azienda fondata nel 1905, è nata sulle ceneri della dismessa Italsider. Prende il nome dal nome latino dell’isola d’Elba, dalla quale era estratto il minerale di ferro che alimentava i primi altoforni costruiti in Italia a fine Ottocento.L‘ILVA di Taranto è lo stabilimento italiano più importante , e rappresenta uno dei maggiori complessi industriali per la lavorazione dell’acciaio in Europa . Rappresenta anche il più imponente ecomostro presente nel territorio , che per le sue emissioni velenose di diossina , tocca livelli di inquinamento superiori a quelli previsti dagli statuti europei , in più il territorio del tarantino , secondo le statistiche , è tra le zone d’Italia con il più alto rischio di tumori. Giusto per dare un pò di numeri , nell’anno 2002 , lo stabilimento ILVA emetteva diossina pari al 30,6 del totale italiano.Il consiglio regionale pugliese , aveva finalmente deciso che in aprile l’Ilva avrebbe dovuto ridurre le emissioni , ma qualcosa è andato storto . E’ stata slittata a tre mesi questa benedetta riduzione , che probabilmente avverrà a giugno, ma con una novità senza precedenti in Italia . In pratica si prevede che dal mese di giugno , ci sarà un monitoraggio lungo 6-8 ore, per tre volte all’anno ,all’Ilva e in tutti gli stabilimenti pugliesi che sprigionano policlorodibenzodiossina (Pcdd) e policlorodibenzofurani (Pcdf). Saranno a carico dei gestori degli impianti e realizzati da Arpa e Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Il Consiglio regionale ha infatti modificato la legge al Parlamento europeo come “emendamento Ilva”, varata lo scorso 19 dicembre. A partire dal dal 30 giugno 2009 gli impianti potranno emettere in atmosfera una quantità massima di diossina pari a 2,5 nanogrammi per metro cubo e fino a un massimo di 0,4 nanogrammi a partire dal 31 dicembre 2010. I limiti previsti in Italia sono invece di 10 nanogrammi. Solo il Friuli ha stabilito un limite di 0,4 nanogrammi. La modifica arriva dopo l’accordo raggiunto tra Ministero, sindacati, Regione, Provincia e Comune di Taranto . Si aspettano tempi nuovi nella terra tarantina , sembra che qualcosa stia cambiando , e per fortuna in meglio . L’ ILVA di Taranto ha segnato un epoca , l’epoca dell’acciaio , l’epoca dei successi e dei “mezzi imprenditori” , ma la magia non dura per sempre , e sicuramente anche la recessione economica ha messo il suo zampino . Siamo stanchi , siamo molto stanchi , l’interland Tarantino non deve essere conosciuto solo per il più alto numero percentuale di cassaintegrati e malati di cancro , NOI MERITIAMO DI PIU’ …….. LA GENTE HA IL DIRITTO DI VIVERE SERENA …….
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