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ANTIMERIDIONALISMO
22 lug
BIMBO INSULTATO DAI COMPAGNI DI CLASSE PERCHE’ MERIDIONALE
Sembrerebbe una scena tratta da un film di denuncia sul razzismo, e nonostante tutto non dovrebbe neanche essere biasimata, in relatà al bambino meridionale che frequentava una scuola nell’alto Triveneto è successo in una società che guarda con orrore i fatti di razzismo passati……ma ne siamo sicuri ? La mamma del bimbo ha raccontato la vicenda all’emittente televisiva “Antenna Tre Nordest” ed ha dichiarato che il figlio veniva preso di mira in quanto «meridionale». Non ha presentato nessuna denuncia la donna, ma ha spiegato che gli alunni sbeffeggiavano il figlio, intonando canzoni contro i napoletani, dicevano che avevano paura di lui, «perché figlio di un camorrista», e lo emarginavano durante le attività scolastiche e ricreative. Avevano addirittura l’abitudine di disinfettare le penne del bambino dopo che lui aveva toccate «perché puzzava». Non commenterò questo notizia, perchè non saprei cosa altro aggiungere, ma ho creduto opportuno che si parlasse di questo accadimento, e mi viene da ridere a pensare che la Moratti ( sindaco di Milano) abbia approvato solo ieri il decreto antialcolici ai minori, a quei sedicenni sballoni della Milano bene. Le leggi ?………….. ma se manca un educazione di base all’interno delle famiglie……… Vergogna…
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INLFUENZA A, COSA C’E’ DA SAPERE
20 lug
TUTTO QUELLO CHE BISOGNA SAPERE SULL’INFLUENZA A ALLA VIGILIA DI UNA VACANZA ALL’ESTERO
Partono da oggi, ufficialmente, le misure di sicurezza che in Italia permetterandi gestire e contenere il virus dell’influenza A. Non mancano gli accorgimenti, ma bisogna contenere gli allarmismi, visto che ad ottobre, fanno sapere dall’Istituto superiore di sanità, sarà pronto il vaccino. Intanto però, giusto per non restare impreparati, ecco tutto quello che c’è da sapere sul virus:
SINTOMI – I sintomi della nuova influenza sono molto simili a quelli dell’influenza stagionale a cui siamo abituati. Questi comprendono febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari, mal di testa, brividi e stanchezza. In alcuni casi alcune persone hanno riferito anche diarrea e vomito associati con la nuova influenza. Inoltre sono stati segnalati casi particolarmente gravi di infezione che hanno provocato complicanze e che hanno portato al decesso di alcuni pazienti. Anche i tempi di incubazione dell’influenza suina sono gli stessi della normale influenza. Devono passare dai due ai quattro giorni al massimo, prima che inizino a manifestarsi i primi sintomi della malattia ed è per questo che è difficile riuscire a isolare tutti i casi. Tra le falle della decisione presa dalle autorità britanniche, quella che vieta l’imbarco alle persone che presentano i sintomi della nuova influenza, c’è l’impossibilità di bloccare le persone che hanno il virus ma che non hanno ancora i sintomi.
CURE MEDICHE – Per il momento, i medicinali in grado di contrastare l’insorgere della nuova influenza già ci sono Infatti, in caso di contagio da virus dell’influenza suina è possibile usare alcuni farmaci già in produzione. Le analisi effettuate nei laboratori dei CDC americani hanno infatti dimostrato che il virus reagisce “bene” ad una particolare classe di farmaci antivirali. Si tratta dell’oseltamivir e del zanamivir, due molecole commercializzate con nomi differenti anche in Italia. Si tratta di farmaci che possono essere acquistati dietro prescrizione del medico e che sono disponibili in diversi formati: pillole, gocce o spray. I farmaci antivirali hanno però importanti effetti collaterali per cui è bene prenderli solo in caso di effettiva necessità e sotto controllo medico. E’ sconsigliato l’acquisto dei farmaci antivirali nella convinzione che potrebbe essere utile averne alcune confezioni in casa sia perché non sono efficaci in via preventiva, sia perché utilizzarli in modo improprio significa favorire la comparsa di virus resistenti.
PRECAUZIONI – Per il momento la precauzione migliore è quella di evitare di andare nelle zone maggiormente colpite dal virus della nuova influenza, cambiare l’itinerario delle vacanze, se questo riguarda proprio i paesi maggiormente colpiti dalla suina.Però, considerato che ormai l’epidemia interessa tutto il mondo, la cosa migliore è che tutte le persone mettano in atto una serie di buone pratiche, in genere, valide anche per proteggersi da altri tipi di virus. Gli esperti consigliano di lavarsi bene e molto spesso le mani, soprattutto se si frequentano luoghi pubblici (uffici o mezzi di trasporto come autobus e metro). Se è possibile gli esperti consigliano anche di evitare di frequentare posti un po’ troppo affollati. Se la situazione lo dovesse richiedere, è raccomandabile anche l’utilizzo della mascherina. E’ stato infatti dimostrato scientificamente, in diversi studi, che la mascherina ha un efficace effetto protettivo nei confronti di alcuni virus in circolazione.
PERSONE A RISCHIO – Come in ogni forma di influenza ci sono delle categorie di persone a maggior rischio delle altre. E questo perché l’influenza può assumere forme più gravi e dar luogo a complicazioni cardiorespiratorie potenzialmente pericolose. I soggetti più a rischio sono gli stessi cui ogni anno è consigliata la vaccinazione antiinfluenzale, e cioè anziani, bambini, cardiopatici, immunodepressi, persone affette da malattie croniche. Ma per la suina ci sono delle variazione rispetto ai comuni standar influenzali. Infatti, il virus della nuova influenza ha dimostrato di essere molto contagioso nei giovani e un po’ meno negli anziani. Secondo alcuni esperti, questo perché gli anziani potrebbero aver sviluppato in passato anticorpi in grado di proteggerli ora dal virus della nuova influenza, avendo già preso influenze che li hanno resi più forti di fronte a questa. In ogni caso, le autorità hanno più volte precisato che il virus presenta tassi molto bassi di mortalità e che, quindi, un soggetto sano trattato con i farmaci giusti non dovrebbe avere particolari complicanze.
MODALITA’ DIFFUSIONE DELLA SUINA - Le modalità di trasmissione del virus della nuova influenza sono analoghe a quelle della normale influenza stagionale. Il virus, infatti, si diffonde attraverso starnuti e colpi di tosse che liberano nell’ambiente piccole quantità di virus. Anche il solo contatto con mani sporche che vengono portate alla bocca o un semplice bacio con una persona infetta può essere contagioso. Questi infatti sono considerati gli immediati canali di trasmissione. Per questo il ministero della Salute ha già dall’inizio messo in atto le strategie d’intervento, contenute nel Piano Pandemico Nazionale, per evitare che le persone entrino in contatto con i pazienti contagiati dal virus. Per questo ad esempio all’inizio si è deciso di chiudere due scuole romane e di raccomandare ai cittadini di non andare nelle zone colpite. Ed è sempre per questo motivo che una delle strategia al vaglio è quella di rinviare l’apertura delle scuole con l’arrivo della stagione fredda
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LA COMUNICAZIONE DELLE NUOVE GENERAZIONI
21 giu
IL FENOMENO DELLE CHAT E DEI SOCIAL NETWORK VISTO CON I MIEI OCCHI .
Se mi chiedete cosa sia un social network, allora imperversa la mia mente ed il mio vocabolario letterario fatto di infervidi ed encomiabili definizioni da manuale, una sorta di mondo parallello metapulsoriale dove è possibile quantificare i sogni e i pensieri senza essere visti nel mentre in cui si pensano. Vi chiederete cosa significhi…anche io…Ma basta leggere un po su internet sulle definizioni di chat e varie per capire che il fenomeno del social network non è altro che un gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari. Tanto basta per capire che è comunicazione, vera e propria comunicazione generazionale. Eppure io, che utilizzo tutti i tipi di social network esistenti, dal primo myspace, all’ultimo della famiglia facebook e linkedin.. non avevo ancora ben capito dell’enorme evoluzione sociale che ci troviamo ad assistere prima d qualche giorno fà. Ho preso il treno la scorsa settimana, un eurostar diretto a Milano. Un Bari Milano di enorme rispetto. Avevo un incontro di lavoro e il modo migliore per viaggiare a costi contenuti è il “vagone a combustione” detto treno. Seduta accanto a me c’era una bella ragazza, qualche anno più piccola di me, credo sui 24 anni, capelli biondissimi e occhi verdi, che aveva da poco salutato i suoi accompagnatori alla stazione.Credo fossero il padre ed un giovane amico o un suo parente. L’euro star parte alla volta della capitale del business italiano e la bella ragazza tira subito fuori dal suo zainetto marchiato prima classe, l’Hi phone con annesse due cuffiette e vacilla musica, (credo fosse, Anouk) mentre gioca con il touch screen dell’apparecchietto della Apple. Dopo svariate ore di solitaria musica la giovane ragazza decide che forse era arrivato il momento di ritornare nel mondo reale, ed io ho pensato che forse era arrivato il momento di conoscere la mia vicina “compagna di viaggio”. E’ di Molfetta, lavora come receptionist in un albergo, è finanziariamente autonoma e si sta recando a Milano per incontrare un suo amico conosciuto un anno fa, durante il periodo estivo in vacanza a Polignano a mare. I discorsi poi, sono continuati sulla normalità e sui comuni temi giovanili che ad un tempo affligono o entusiasmano quelli della nostra generazione che io chiamo “2.0″.Il treno vola sulle rotaia della penisola, mentre la bionda instaura una conversazione telefonica interminabile con il suo lucente Hi phone con il suo amico milanese. Ero troppo vicino a lei, le mie orecchie non hanno potuto fare a meno di sentire quella conversazione e di conseguenza gli argomenti che i due trattavano. Credo siano stati al cell all’incrca due ore e mezzo consecutive per poi proseguire con fasi intermittenti di circa 30 -40 telefonate. La cosa che più colpisce nel loro discorso è che ad un certo la biondina dice al cell all’amico dall’altra parte: “Guarda che non avrai difficoltà a riconosceri all’arrivo a Milano, scendo dalla carrozza 3, indosso un top blue ed un jeans nero“. A questo punto inizio a ripercorrere a ritroso il discorso fatto alcune ore prima con la giovane bionda riguardo il motivo della sua venuta a Milano e del suo amico “cotoletta“….hmhmhmh…c’era qualcosa di strano in tutto quello… Mi trovavo per la prima volta a vivere un realtà di questa nuova generazione “2.0″, e cioè gli incontri via chat… incontri da socila network…. Altro che vacanza a Polignano a mare….Avete capito ??????!!??. Non vorrei presentarmi come un vecchio che non è al passo coi tempi, ma nonostante una valanga di casi simili si sentono quotidianamente, non mi era mai capitato di vivere la situazione cosi ravvicinatamente. Sono un amante della rete , di internet, delle novità on the web, ma una domanda me la sono posta. Come è pensabile che una bella ragazza, con un lavoro( una bella cosa dalle nostre parti) debba permettersi di vivere le sue emozioni sentimentali affacciandosi ad un computer, o più opportunamente dietro una macchina? La cosa altrettanto sconvolgente è che (dalle miriadi di telefonate fatte), apprendo che il padre di lei è a conoscenza della visita al buio (via internet) della figlia (quindi tutto normalemtne”anomalo”). Arrivo alla stazione di Milano, aspetto (molto più curioso della bionda ), di vedere l’amico “cotoletta”. Lei aspetta più di un quarto d’ora sul marciapiedi della stazione,quando ad un certo punto si vede avvicinare da un uomo, non proprio giovane, non proprio bello, camicia e bermuda bianco…. e fra la coppia… dopo un visibile attima di gelo imbarazzante..si materializza un festoso abbraccio…
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SEI INGEGNERE O ARCHITETTO ? ALLORA LAVORI
21 mag
INGEGNERIA ED ARCHITETTURA IL PRIMATO DEI NEO-OCCUPATI
Ingegneria, architettura ed economia: le 3 lauree vincenti sul mercato del lavoro. Secondo il rapporto «Università e lavoro: orientarsi con la statistica», a tre anni dalla laurea “lunga” lavora il 91% degli ingegneri, con un reddito medio netto di oltre 1.460 euro al mese. Un risultato che supera del 15-20% i dati occupazionali di altre lauree considerate deboli, come quelle del gruppo scientifico, letterario e psicologico. E la differenza è sensibile anche in termini di guadagno: da 100 a 300 euro al mese.L’Istituto nazionale di statistica ha condotto oltre 47mila interviste telefoniche su un campione di laureati del 2004. Il quadro che ne è emerso conferma alcuni trend consolidati e offre utili indicazioni agli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori, che presto saranno alle prese con la scelta del corso di laurea. E se è vero che le proprie inclinazioni personali vanno sempre ascoltate, è altrettanto vero che bisogna essere consapevoli delle condizioni di mercato. Chi si iscrive a lettere – solo per fare uno degli esempi possibili – dovrà sapere che incontrerà condizioni tendenzialmente più difficili rispetto a chi ha scelto un percorso tecnico.Allo stesso modo, chi punta su giurisprudenza o medicina dovrà mettere in conto gli anni di praticantato e specializzazione: non è un caso chei giuristi e medici, a tre anni dal titolo, abbiano percentuali di occupazione molto basse ( rispettivamente, 52,6% e 36,4% con stipendi di 1.226 e 1.881 euro).L’esperienza degli ultimi anni dimostra che la maggior parte dei ragazzi (e buona parte delle imprese) continua a considerare la laurea lunga come la “vera” laurea, assegnando al titolo triennale un peso secondario. La prova del mercato, però, sembra contraddire questa tendenza. E non solo per le lauree triennali indirizzate alle professioni sanitarie, che fanno storia a sé e hanno livelli occupazionali altissimi ( 96,4% di media, che arriva al 98,4% tra infermieri e ostetriche). Le lauree triennali del gruppo economico, ad esempio, hanno un tasso di occupazione del 76,4% con un reddito di 1.317 euro e quelle del gruppo politico-sociale arrivano al 73,7% con 1.187 euro.
Il dato sui titoli triennali, tuttavia, risente in parte dei cambiamenti avvenuti nell’università italiana. L’Istat, infatti, ha analizzato la condizione di tutti coloro che hanno ottenuto una laurea di primo livello nel 2004. Ma dietro un titolo identico si celano situazioni diverse: da un lato, ci sono i primi della classe, i ragazzi che si sono immatricolati a uno dei nuovi corsi nell’anno accademico 2001- 02 e hanno finito rapidamente il percorso di studi; dall’altro ci sono i fuori corso del vecchio ordinamento che sono passati al nuovo regime. A dire alle statistiche i laureati in economia sono al terzo posto nel trovare lavoro. Ma io che cavolo di università ho fatto per meritarmi il titolo di precario ?
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UN PEZZO DI LICEO DENTRO UN RICORDO
19 mag
L’ULTIMO SALUTO AD UN PEZZO DEI MIEI RICORDI LICEALI
Cos’è un ricordo se non una bella circostanza, fatta di giochi e divertimento, spensieratezza ed allegria. Sono tanti e vaghi i ricordi, che camminano, si fanno strada lentamente tra i pensieri… a volte belli, a volte insignificanti, a volte brutti. Ma i ricordi della giovinezza, dell’ultima scuola del diploma, rimangono intrinsechi dentro di noi. Un pò come racconta il film “Notte prima degli esami“, mi sembra di rivivere quei momenti come fossero stati miei…. miei e dei miei compagni di classe dell’anno 2000. Ma senza di loro, non avremmo capito l’essenza di un gesto buffo, senza di loro non avremmo imparato a fare di meglio, senza di loro non avremmo capito cosa significa un brutto voto, una nota, un elogio, un complimento. Ci sono porfessori, (per chi ha vissuto come me un intera giovinezza tra i banchi di scuola, di università, di master, di uffici), che passano come meteore e si affievolano nel tempo……… ma mai la professoressa del liceo …….. Mai si può dimenticare la prof. dei canti infernali Danteschi, tanto belli ma così tanto inquietanti alla tenera età di 16 anni…. E se poi il tutto viene condito con l’amicizia e l’amore di una persona che oltre a farti imparare Dante, vuole farti imparare a crescere, a pensare, a scrivere, a meditare, allora quella persona mai potrà essere dimenticata. Una volta una professoressa mi disse che nella vita non bisogna mai sentirsi arrivati se non quando siamo noi stessi a deciderlo. Sono parole che rimbombano nella mia testa, sono il mio filo conduttore del mio crescere, sono parole che mi ha lasciato una professoressa del liceo, la mia professoressa, che racchiude un pezzo di liceo dentro un ricordo.
















