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ATTENTI ALLA FACEBOOK GELOSIA

Posted by on ago 7, 2009 in Creatività, Cronaca, cultura, In primo piano, In risalto, News, Pensieri | Commenti disabilitati

UNA MIRIADE DI GELOSI PER IL SOCIAL NETWORK  PIU’ PERICOLOSO DEL MOMENTO

 facebook-gelosia

Scoppia l’allarme privacy e gelosia  su facebook ( …un’allarme preannunciato…) e perfino i militari scappano dal social network più pericoloso del momento.  Preoccupazioni per la sicurezza, dicono i vertici del corpo militare che subito mettono le mani avanti:”  l’accesso al social network è proibito dalle sedi militari, ma libero dalle abitazioni private”. Già alcuni mesi fa l’esercito israeliano aveva avvisato le sue truppe: i messaggi pubblicati dal fronte su blog e social network erano diventati un rischio per la sicurezza nazionale. Non sono solo i marines a fare i conti con gli  “aggiornamenti di status” e fotografie che circolano in rete.   Bill Gates, ad esempio,  ha detto che doveva decidere sulle richeste di amicizia di diecimila persone. Troppe. E quindi lo ha abbandonato bollandolo come una “perdita di tempo”. Eppure  la Microsoft, prorpio ultimamente,  ha acquistato il 5 per cento di Facebook (con una spesa tra i 300-500 milioni di dollari). Un   motore sempre più proficuo ed elevatore di soldi…. altro che i 130 milioni di euro  del superenalotto.. Facebook è molto di più….genera ricchezza e gelosia….. Si proprio così…. gelosia…. il social network conosciuto anche su Marte e i suoi “cugini” Twitter e Myspace, secondo uno studio canadese, finiscono per accendere e alimentare involontariamente la gelosia fra due persone, in una sorta di spirale che rischia di scatenare, oltre tutto, una dipendenza da Internet. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’University of Guelph (Ontario, Canada), autori di uno studio sulle giovani coppie pubblicato su ’CyberPsychology & Behaviour’. Secondo questa  ricerca, più tempo si passa su Facebook e simili, più si tende a sentirsi gelosi del proprio partner. Infatti questi siti mostrano informazioni che potrebbero risultare compromettenti o insinuare dei dubbi. Così si finisce per stare incollati al social network, in cerca di indizi e altri elementi che aiutino a chiarire il comportamento dell’amato. Finendo per alimentare ulteriormente insicurezza e gelosie, in un’escalation che può diventare difficile da interrompere. Insomma, la sorveglianza online non è un buon sistema per assicurare la solidità di una coppia.  Questi risultati hanno spinto il gruppo diretto da Amy Muise e Serge Desmarais a decidere di indagare sull’effetto di Facebook anche negli adulti. Per capire in che modo il web influisce sulle relazioni sociali e sentimentali. Insomma; se i governi di Cina e Iran  vietano totalmente lo scambio di opinioni online attraverso il social network fondato da Mark Zuckerberg, (su 300 milioni di cinesi online, adesso solo 500 mila guardano le pagine di Facebook ogni mese) nel resto del mondo scoppia la gelosia da FACEBOOK. Paul Bourget nell’opera  Fisiologia dell’amore moderno, 1889 , in tema di gelosia afferma :” Si è veramente guariti di una donna solo quando non si è più neppure curiosi di sapere con chi ci dimentica”. Vallo a spiegare adesso a Bourget che con Facebook la vita ormai è regina della curiosità ;-)

 

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TARANTO LA CITTA’ DELLE NUVOLE

Posted by on lug 27, 2009 in Blog, Cronaca, Libri e cultura, Pensieri | Commenti disabilitati

IL LIBRO DI CARLO VULPIO ED UN VIAGGIO NEL TERRITORIO PIU’ INQUINATO D’EUROPA

180 pagine che ti rapiscono, e che aprono gli occhi ad un unica  realtà. La realtà di Taranto e dei Tarantini, della gente che vive  sotto il potere di due grandi fantasmi : quello della perdita del posto di lavoro e quello dell’inquinamento, della malattia. Il viaggio letterario di Carlo Vulpio, pugliese di Altamura, giornalista per il Corriere della Sera e candidato alle ultime elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 con il partito dell’Italia dei Valori, è un viaggio all’interno del polo siderurgico a cavallo tra Massafra e Taranto. Un viaggio nel territorio più inquinato d’Europa, attraverso la voce dei suoi protagonisti: inserti di una vita vissuta pericolosamente, in un clima segnato da omertà politica, rapporti occultati, vessazioni e omesse denunce. Rilevazioni contraffatte e rivelazioni scomode. E poi morti, tanti, quanti non ci si aspetterebbe, evaporati nel silenzio della città delle nuvole. Tra politici assenti – quando non troppo presenti -, sospetti e scandali annunciati.  L’inchiesta di Carlo Vulpio persegue la “scellerata” ricerca della verità, supportato solo dalle attività di una società civile sempre più consapevole, nel (quasi) silenzio dei mezzi di informazione. Perché, almeno fino a oggi, protocolli e atti d’intesa non sono serviti a chi l’acciaieria e gli altri stabilimenti del polo industriale – la respira quotidianamente. Nonostante testimonianze, interrogazioni parlamentari, processi e condanne, il campionario delle vittime non accenna a diminuire: i malati di leucemia del quartiere Tamburi; fumatori incalliti di undici anni; donne e uomini sopraffatti dalla diossina; masserie svuotate; interi allevamenti di bestiame sterminati. Un libro da leggere tutto d’un fiato e che lascia traspirare  emozione  e rabbia per chi, come me,  vive soltanto a 12 Km da questa lungimirante e cruda realtà.

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EUROPEAN ENTERPRISE AWARDS

Posted by on lug 21, 2009 in cultura, Economia, News | Commenti disabilitati

UN GRANDE PROGETTO PER CHI SI E’ IMPEGNATO A PROMUOVERE L’ECONOMIA DELLA PROPRIA REGIONE

Tutto pronto per una manifestazione di gran lunga importante ed allo stesso modo efficiente. Nel caso infatti voi foste un’autorità nazionale, regionale o locale o un partenariato pubblico-privato di qualunque paese dell’Unione europea, dell’Islanda, della Norvegia o della Turchia e  (soprattutto) vi siete impegnati a promuovere l’economia della vostra regione, potete partecipare alla  quarta edizione dell’European enterprise Awards. I Premi impresa europea identicano e riconoscono le iniziative più efficaci per la promozione dell ‘impresa e dell’ imprenditorialità in Europa, evidenziano esempi di migliori politiche e pratiche nel campo dell’imprenditorialità, sensibilizzano sul valore aggiunto dell’imprenditorialità e incoraggiano e ispirano i potenziali imprenditori.  La scadenza per trasmettere le candidature al Ministero dello Sviluppo Economico ( posta ordinaria o indirizzo di posta elettronica del “Punto di contatto nazionale” è stata fissata al 23 ottobre 2009.  Tale evento è ad opera del P.O.R.E. , Progetto Opportunità delle Regioni in Europa – una struttura di missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri di diretta collaborazione del Ministro per i Rapporti con le RegioniIl P.O.R.E.  nasce  per facilitare Regioni ed Autonomie locali italiane nei processi di interazione con le realtà dell’Unione Europea, per accrescere la partecipazione ai programmi dell’Unione Europea e per incentivare i partenariati e la cooperazione trasfrontaliera e transnazionale. Avendo come punto di riferimento gli obiettivi strategici dell’Unione Europea, il P.O.R.E. vuole supportare e favorire l’innovazione e lo sviluppo del sistema delle autonomie e dei sistemi produttivi territoriali, offrendo strumenti di informazione, formazione e supporto mirati e aggiornati. Allora cosa aspettate… partecipate all’ European enterprise awards,  e ricordate che i  candidati dovranno dimostrare di avere contribuito allo sviluppo economico della propria regione nel biennio precedente l’anno di premiazione. Sono previste due fasi di selezione. La prima fase è a livello nazionale. Solo superando questa prima fase di selezione nazionale i candidati potranno essere ammessi alla fase finale europea che assegnerà i premi. Per ulteriori informazioni sui concorsi nazionali, rivolgersi al proprio punto di contatto nazionale .

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LA DISPERAZIONE SI CHIAMA MONETA

Posted by on lug 13, 2009 in Cronaca, News, Pensieri | Commenti disabilitati

LA LETALE E DURA LEGGE DEI TRIBUTI CHE I CONTRIBUENTI DEVONO VERSARE PER LEGGE PORTA AL PARALLELO PARADOSSO DELLA DISPERAZIONE.

Oggi ho assistito in prima persona ad un vero caso di ordinaria disperazione. La disperazione di uomo alla quale gli è stata ipotecata una casa. Unica sua ricchezza, unica sua salvezza da un oblio. L’ansia indiscriminante del succulento potere dei soldi e della macabra legge delle tasse. Mi trovavo per lavoro ad Equitalia. Per chi non la conoscesse, Equitalia,  è una società per azioni, a totale capitale pubblico, che per il 51%  è in mano all’Agenzia delle entrate e  il restante  49%  all’Inps. L’Equitalia è incaricata dell’esercizio dell’attività di riscossione nazionale dei tributi.  In pratica il suo fine è quello di contribuire a realizzare una maggiore equità fiscale, dando impulso all’efficacia della riscossione attraverso la riduzione dei costi a carico dello Stato e la semplificazione del rapporto con il contribuente. In parole povere : Chi non ha pagato le tasse, piuttosto ha avuto delle dimenticanze fiscali, deve fare i conti con questo ente. Cercate sempre di starne alla larga…. Questa mattina mi trovavo presso la Pragma Equitalia di Taranto, per chiedere un istanza di rateizzazione per un cliente…Ero in attesa, su al primo piano, avevo da poco preso il ticket di attesa. In coda c’erano soltanto due persone. Credevo di farcela questa volta… erano solo le otto e mezzo del mattino… di solito… in quell’ufficio… c è tanta di quella gente che non si riesce a respirare….Ma ad un tratto è successo quello che non avrei voluto vedere. Un uomo, sulla cinquantina, abbastanza robusto, credo fosse tarantino.. perde coscienza, mentre era seduto di fronte ad un funzionario dell’ente.  Cade diritto a terra svenuto, senza nessun cenno di riprendersi. Credevamo fosse morto, il funzionario entra nel panico ed iniza a sussurrare - Ma cosa avrei dovuto fare ? Dovevo dirglielo, fa parte del mio mestiere!!!- Il funzionario era impaurito, eravamo tutti impauriti li, in quel preciso momento, in quell’ufficio dei sogni infranti… un uomo perdeve le sue speranze…. perdeva la sua casa… gliela stavano togliendo. – Lei ha un debito di circa 40 mila euro- dice il funzionario - e le abbiamo ipotecato la sua casa, mi spiace tanto- . E voi come avreste reagito ? Cosa avreste fatto ? Certo bisognerebbe capire  tutta la dinamica, del perchè ci si arriva ad ipotecare un immobile. Di sicuro non è una bella cosa. L’uomo si riprende, ha la bava alla bocca, è stordito, apre gli occhi, intorno a lui credo ci fossero una ventina di persone. L’uomo si alza da terra, è sudato, è dipserato, ha il volto perso nel vuoto, inizia a piangere……adesso urla………urla fortissimo……… dice che vuole ammazzarsi. Si affaccia alla ringhiera del primo piano dell’ufficio che cade a picco al piano terra. L’uomo tenta di buttarsi giu. In venti lo tengono stretto, lui continua ad urlare…- Mi avete rovinato !!! Lo so che voi non c ‘entrate, ma adesso non ho poù niente, mi avete tolto tutto, che Italia di mxxxx….-. E’ difficile tenerlo fermo, sembra un  bufalo inferocito e vuole farla finita. L’uomo vuole buttarsi giù. E’ panico, paura, rimango incredulo e attonito a guardare, non avevo il coraggio di avvicinarmi, le sua grida di dipserazione mi mettono paura, mi fanno tribulare il cuore, ho i brividi. Penso.. rifletto… corro giu a piano terra… chiamiamo il 118 e poi anche la polizia. Coninuo a sentire quelle urla, la sento la sua disperazione, la vivo la sua inquietudine. La sua ferita è una ferita di un sistema che non si rimargina. Un misto tra illegalità ed incoerenza. Una eterna battaglia tra il piu forte ed il più debole. Perchè in questa Italia se sei un debole e non hai nessuno che ti copre le spalle, rimani solo. Le tasse devono essere pagate. C è un detto che dice ” Solo a due cose non vi è scampo: alla morte ed alle tasse“. Questa mattina, quell’uomo avrebbe voluto metter fine alle sole due unche certezze, che gli fossero rimaste………….
Mi protocollano l’istanza di rateizzazione, avevamo tutti in quell’ufficio le facce stavolte, l’uomo era stato portato via dal pronto intervento.

Saluto….. e scappo via da quel mondo infameeeeeeeeee…….

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DOPO LA MATURITA’ QUALE FACOLTA’ SCEGLIERE

Posted by on lug 6, 2009 in cultura, Lavoro, News | Commenti disabilitati

PIU DI UN TERZO DEI GIOVANI DOPO LA MATURITA’ NON SA QUALE FACOLTA’ SCEGLIERE

Sono migliaia i giovani, che ogni anno, arrivano alla maturità con apprensione e preoccupazione. Ci sono gli scritti che fanno paura. C’è il colloquio orale che spaventa più di ogni cosa. Eppure molti di loro, superata la strettoia dell’esame, si accorgono che la cosa più difficile, non è passare quell’ostacolo. Quel che è più arduo è scegliere cosa fare dopo. Sì, perché molti di loro, circa un terzo, prima di prendere la decisione che può segnare la propria vita, aspetta di finire le superiori e mettersi alle spalle quel groviglio di sensazioni che è la maturità. E qualcuno lo fa addirittura dopo settembre, dopo avere trascorso l’ultima spensierata estate. Sembra essere molto difficile la scelta riguardo l’università e la facoltà da intraprendere. Secondo l’indagine realizzata dell’Istituto Cattaneo sulle scelte dei diplomati dopo la maturità, in particolare focalizzata sui diplomati “eccellenti”, sono soprattutto i ragazzi e le ragazze del Classico a prendere una decisione per tempo: il 35,4 per cento sceglie il percorso universitario prima dell’ultimo anno. Molti quelli che aspettano l’ultimo momento. Resta evidente che la gran parte dei giovani al momento della scelta, mostra, oltre che incertezza, di non sapere molto a cosa sta andando incontro. Una situazione che rende ancora più complesso l’iter decisionale e determina, in fin dei conti, una dispersione di talenti in percorsi frammentati se non interrotti d’improvviso. Il 20 per cento degli immatricolati al sistema universitario italiano non si  iscrive più terminato il secondo anno universitario. Due ragazzi su tre si iscrive ad un ateneo. In netta maggioranza i giovani del mezzogiorno, seguiti dal centro ed in ultimo quelli del nord. Una cosa è certa, per noi della terronia la laurea resta ancora un traguardo ambito, rispetto ai nostri cugini polentoni. Ma come scelgono allora i giovani? Quali sono le motivazioni da cui si fanno guidare? Quali gli elementi che fanno pendere, infine, la bilancia da un lato? Tanti e diversi tra loro, tanto che è difficile indicarne uno solo.  La gran parte degli studenti si basa soprattutto sul quello che piace di più. Il 71,7 per cento afferma che l’attitudine alla materia è risultato un fattore decisamente determinate per la scelta. Si fa filosofia insomma soprattutto perché si ci si sente portati per le materie umanistiche e il pensiero logico. Subito dopo, nelle lista dei fattori decisivi, ci sono la qualità dei contenuti didattici, la varietà degli sbocchi lavorativi. Meno importanti, ma sempre significativi, la qualità dell’organizzazione didattica, il prestigio della professione cui si accede, la continuità degli studi precedenti, la possibilità di studio all’estero, l’innovatività del corso e la vicinanza alla residenza. Ma cosa dovrebbe fare un giovane per fare la scelta migliore ? Il mio consiglio è scegliere più che sull’università, sulla facoltà, sugli eventuali sbocchi e sulla domanda di mercato che il mondo del lavoro sta cercando. Del resto poi, non sevorno mica tuanti consigli. Se si è bravi, servirebbe allora avere solamente tanto fattore “C”. Quello non guasta neanche a meno bravi….

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IL CANCRO DI TARANTO A + 40%

Posted by on giu 17, 2009 in Cronaca, News | Commenti disabilitati

TARANTO E IL SUO RISVEGLIO CON UN +40% DI TUMORI A SCAPITO DEI CITTADINI.

 

TARANTO LA CITTA DEI TUMORI

In  un’intervista di alcuni mesi fà, presente sul sito  Affaritaliani.it,  il dottor Mazza, primario di Ematologia dell’ ospedale Moscati, ha dichiarato che il tasso di tumori nel tarantino è aumentato del 40% e la situazione si presenta davvero drammatica . E’ stato proprio lo stesso medico  che per primo  ha scoperto il cosiddetto “tumore da fumo” in un bambino di appena dieci anni. Un caso unico. Il primario, che si occupa di tumori ematologici e quindi di leucemie, linfomi e mielomi, spiega nell’intervista, che con la sua equipe hanno constatato un aumento di circa il 30-40% di questa patologia. Dati che risultano a livello ambulatoriale, sui casi registrati negli ultimi dieci anni e che presentano una crescita maggiore negli ultimi tre anni. Il primario spiega che il fenomeno è provocato dalla diossina che si trova negli scarichi industriali, e che inquina tutto, dall’aria, che si respira, alla terra e addirittura al sottosuolo. E purtroppo si tratta di una sostanza che non può essere eliminata. A Taranto sta succedendo quello che si verificò a Seveso dove il terreno fu addirittura raschiato fino a mezzo metro per tentare di eliminarla. Infatti la diossina provoca un danno permanente al Dna, ma occorre ricordare che negli scarichi industriali a Taranto troviamo anche altri inquinanti come gli idrocarburi, i benzeni, i derivati del petrolio, le polveri sottili, i metalli. E vengono immessi nell’aria dalla grossa acciaieria pesante, dall’impianto Petrolchimico, e dal cementificio. Ormai questa situazione si protrae da più di 40 anni e quindi si è verificato un accumulo di combustione. Una buona fetta circola nell’aria, il resto è sepolto intorno all’Ilva. Questo significa, che tutte le acque che attraversano quel terreno portano questi inquinanti fino al mare, contaminando tutto quello che c‘è intorno. E questo processo, come si specificava prima, perdura ormai da 40 anni
E’ chiaro che ora si è arrivati al limite con una situazione sanitaria e ambientale drammatica. Ovunque si sono accumulate sostanze venefiche che si respirano continuamente. Una volta inalate, alcune di sostanze si limitano ad una nocività locale, spiega il primario del Moscati, ma ce ne sono altre che penetrano nel sangue e si depositano sui tessuti. Uno di questi è il benzene, una sostanza che si assimila respirando, arriva nel sangue, circola e va a finire nei grassi, sul tessuto adiposo e si deposita. Qui nascono le leucemie associate al benzene. La diossina invece incide di più sui prodotti alimentari, sul mare.
L’esperienza umanamente più tragica e toccante, per il dottor Mazza, è stato senz’altro quella che gli capitò tre anni fa’. Racconta, infatti, di un bambino che presentava un sospetto di carcinoma, ma la diagnosi individuò un linfoma del rinofaringe. Si tratta di una patologia che affligge persone adulte, per lo più anziane, che hanno fumato per anni. In quella situazione unica, il primario contattò l’ospedale Gaslini di Genova dove però non avevamo mai rilevato di un caso simile. E anche altri centri specializzati gli confermarono l’unicità del caso e purtroppo l’assenza di specifiche terapie. E così il dottor Mazza ne sperimentò una appositamente studiata per il quadro clinico del bambino e, per fortuna, riuscì a guarirlo ed oggi sta bene.
Le sostanze tossiche,  erano trasmesse al suo organismo dai genitori e possono aver creato un problema alle cellule germinali, aver cioè determinato delle mutazioni, che poi sono state trasmesse al figlio, creando una predisposizione al tumore e più precocemente della media. La cosa davvero terribile è che questo meccanismo genera delle cellule che sono in grado di trasmettere il tumore alle generazioni future.
E tutti i bambini del Rione Tamburi, quelli che giocano lì, mangiano lì e lì vanno a scuola, sono esposti ad una sovraesposizione per 24 ore al giorno. E’  come se i bambini fumassero di continuo…………assurdo…Questa è la realtà che ci troviamo ad affronatare qui, in questa parte finale del tacco dello stivale. Eppure in questi mesi di campagna elettorale nessuno ha mai espletato tali problematiche…. Chissà se Rana e Florido, prossimi al ballottaggio come presidenti della provincia di Taranto, siano a conoscenza di questa intervista !!! Poi ditemi se la politica e l’economia non incidono paradossalmente sulla salute dei cittadini… anzi no.. sulla loro morte!!!??

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