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PIANO CASA IN PARTENZA
21 lug
APPROVATO PIANO CASA, 100 MILA NUOVI ALLOGGI IN CINQUE ANNI
Ne avevamo gia parlato in precedenza sullo Spazio di Mauri, proprio lo scorso marzo, del Piano Casa . Adesso alla vigilia dell’accordo firmato dal premier Berlusconi è tutto pronto. Si conclude così, l’iter procedurale per il concreto avvio del piano casa, che si prefigge l’obiettivo di realizzare centomila alloggi in 5 anni. Il Piano, prevede interventi diversificati a seconda delle categorie interessate, disponibilità di finanziamenti pubblici e privati da utilizzare con procedure snelle, incentivi e agevolazioni fiscali. Gli alloggi saranno destinati sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sostenibile e a canone sociale. Beneficiari del piano casa sono nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno 10 anni in Italia o da 5 nella stessa Regione. Questo nuovo progetto appena approato, consisterà in un insieme di interventi di edilizia residenziale pubblica, project financing, agevolazioni alle cooperative edilizie. Un sistema integrato di fondi immobiliari, cui è devoluto uno stanziamento di 150 milioni di euro, che a regime si stima attrarrà investimenti per 3 miliardi di euro. Il tutto da attivare con la collaborazione anche finanziaria di Regioni ed Enti locali. Con la speranza che l’economia globale nazionale e soprattutto quella cosi detta del “mattone” venga risanata senza che ci si speculi sopra…. Il mondo dell’ edilizia ha bisogno di continui e pressanti novità, con lo stesso dinamismo apparente del mondo informatico.
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LA PUGLIA CHE AIUTA GLI SVANTAGGIATI
15 giu
AIUTI ALL’AVVIO DI MICROIMPRESE REALIZZATE DA SOGGETTI SVANTAGGIATI
IL 22 giugno 2009 si aprirà il bando della Rgione Puglia per la presentazione delle domande di ammissione per l’avvio di microimprese realizzate da soggetti svantaggiati. I soggetti che possono partecipare sono
1. microimprese inattive al momento della presentazione della domanda di concessione;
Regolamento n. 25 del 21 novembre 2008 art. 3:
a) Microimpresa: imprese che occupano meno di 10 persone e realizzano un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di Euro;
c) Impresa inattiva: impresa che non abbia emesso fatture attive o abbia percepito corrispettivi;
Le imprese non costituite al momento della presentazione della domanda dovranno costituirsi entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione di ammissibilità pena la decadenza della stessa. Inoltre le imprese dovranno essere partecipate per almeno la maggioranza, sia del capitale che dei soci, da soggetti aventi i seguenti requisiti:
- giovani con età tra 18 anni e 25 anni;
- soggetti con età tra 26 anni e 35 anni che non abbiano ancora ottenuto il primo impiego retribuito regolarmente;
- soggetti fino a 35 anni di età che nell’ultimo biennio a partire dalla data di presentazione della domanda abbiano completato percorsi formativi, coerenti con l’attività imprenditoriale da intraprendere, finanziati e/o autorizzati dal sistema pubblico della formazione professionale;
- persone di età tra 45 anni e 55 anni prive di un posto di lavoro o in procinto di perderlo;
- disoccupati di lungo periodo, ossia persone senza lavoro per 12 dei 16 mesi precedenti, o per 6 degli 8 mesi precedenti nel caso di persone di meno di 25 anni;
- donne di età superiore a 18 anni.
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MASSAFRA OSPITA IL MERCATINO DELL’USATO
25 mar
ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO “SAJA SOLIDARIETA’”
Sabato 28 marzo ( dalle ore 17,00 alle ore 20,00) e domenica 29 marzo ( dalle ore 9.00 alle ore 12.00) , Massafra ospiterà un evento a favore della solidarietà. Verrà allestito all’interno del salone parrocchiale della chiesa del Carmine di Massafra; grazie alla disponibilità del parroco don Salvatore Di Trani; il “Mercatino dell’usato” . L’evento è promosso dalla neonata associazione di volontariato “Saja Solidarietà Onlus” (Solidarietà associativa jonica), costituita lo scorso 20 gennaio 2009 a Taranto (ove la sede in corso Umberto 57/59) ,con l’intenzione di operare in azioni di inclusione sociale, soprattutto nella prevenzione delle diverse forme di disagio giovanile e dei fenomeni di dispersione scolastica. Obiettivo principale dell’associazione, è quello di favorire, la preparazione e l’avviamento dei giovani al lavoro ,in maniera particolare, nell’ attivare percorsi formativi volti al recupero di mestieri tradizionali. Saranno realizzate, altresì, delle attività per raccogliere dei piccoli fondi utili per l’attuazione di tali progetti, come in questo caso , nella realizzazione del “Mercatino dell’usato”. Per entrare in possesso dei prodotti esposti, basta donare un contributo di soli due euro.
Il “Mercatino dell’Usato” nasce dall’idea del presidente dell’associazione “Saja Solidarietà” Gelsomina Semitaio e del vice presidente Vittorio Consiglio, ambedue massafresi d’adozione da oltre venti anni . Il presidente Semitaio, attraverso la sua conoscenza approfondita nel mondo del lavoro, maturata negli anni, mira a focalizzare competenze specialistiche artigianali, spendibili in aziende presenti sul territorio dell’arco jonico e non solo. Le parole del presidente Gelsomina Semitaio: <<E’ un modo concreto per dare un valida opportunità ai giovani che cercano un’occupazione , rivalutando antichi e nobili mestieri,che purtroppo vengono sempre più soppiantati da una sfrenata ricerca di tecnologia e da una società troppo meccanizzata.>> <<La nostra associazione >>,continua,<< opera nei settori della solidarietà sociale, dell’istruzione e formazione, della tutela dei diritti civili, della promozione culturale e artistica e si avvale di collaboratori esperti nei vari settori. E’ nostra intenzione incentivare la cultura della solidarietà e contribuire a far conoscere un patrimonio ormai scomparso, non solo con questa iniziativa, ma anche con altri nuovi appuntamenti che si terranno a Massafra e in provincia>>. Sostenere eventi di questo tipo , favorendo i giovani ed aiutandoli a superare le difficoltà che si incontrano in un sistema sociale , e nello stesso tempo salvaguardare la cultura locale, significa sensibilizzare il territorio affinchè si rimuovano le cause che alimentano il processo di esclusione sociale- materiale- relazionale .Le associazioni e in particolare la città di Massafra, si avvicina sempre alle tematiche che riguardano le problematiche giovanili , e ciò che più entusiasma ,è l’avvicinamento della cittadinanza a questa forma di solidarietà . E’ importante tenere sempre presente che per far crescere i giovani , ci vuole un intero villaggio.
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SOCIAL CARD MA SENZA SOLDI
16 feb
IL PACCO DEL 2009 ? LA SOCIAL CARD DI TREMONTI , UNA SU TRE E’ SENZA SOLDI.

La fatidica tessera distribuita dal Tesoro per aiutare i meno abbienti parte con il piede sbagliato: ogni giorno tante persone scoprono che i soldi non ci sono.
Sono in 520 mila a dicembre a chiedere la social card, pensionati con reddito dai 6 mila euro agli 8 mila, coppie di anziani, famiglie con figli a carico, non oltre i tre anni però. Con una sola casa di proprietà, un’automobile e un’utenza elettrica attiva. In fila, per ore, davanti ai 9 mila uffici postali. Perché chi completava le pratiche entro il 31 dicembre, aveva diritto a 120 euro (ottobre, novembre e appunto dicembre) di partenza. Una corsa verso il nulla. Perché il 30 dicembre, con ottimismo natalizio, l’Inps – che doveva accertare il reddito – dichiarava di aver ricaricato 330 mila tessere. Le altre erano vuote.
Migliaia di italiani si sono ritrovati in mano una patacca. Una carta azzurra, di plastica, con il retro magnetico, il numero, il logo giallo e rosso della Mastercard. Belle, eccome. E di valore: si stima costi almeno 50 centesimi l’una, più 1 euro per la ricarica bimestrale, più il 2 per cento per le spese del circuito bancario. Uno scherzetto da 8 milioni e 500mila di euro, a pieno regime. Una lotteria per il mezzo milione di italiani che, soltanto alla cassa e davanti al commesso, saprà se la sua carta annonaria è buona oppure è uno scherzo del destino, se può permettere di fare la spese oppure di annunciare la propria povertà a tutti.
Duecentomila tessere vagano scoperte di tasca in tasca, sospese o respinte. Duecentomila italiani, forse di più, le possiedono senza poterle utilizzare. Alcuni (pochi) lo sanno. Altri, molti altri, che non sanno, vanno incontro alla sciagura.
Ci vuole del metodo per ideare una così lunga e inutile fatica. Prima fila: farsi certificare la povertà, la disgrazia assoluta. Seimila euro all’anno. In fila, naturalmente per vedersi attestata dal patronato la sospirata povertà. Poi l’Inps, le Poste, sempre in fila, sempre allo stesso modo. Infine, coraggio, andare al supermercato ed esibirla questa maledetta povertà. E poi, duecentomila volte finora, vederla svergognata: “La tessera non è carica“. Ma ha letto bene?
















