GLI UMILI DI SACCONI
12 apr
IL MINISTRO SACCONI E I LAVORI UMILI
“I giovani devono accettare qualsiasi lavoro, anche il più umile purché legale. Solo rivalutando il lavoro manuale si potrà battere il nichilismo delle generazioni degli anni ‘70 che sono entrate nei mestieri dell’educazione, della magistratura, dell’editoria, non tanto per occupare, come diceva Gramsci, le casamatte del potere, quanto per infrattarsi, perché è sempre meglio che lavorare”. (Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro all’assemblea di Confindustria a Parma)
Non è la prima volta che il ministro Maurizio Sacconi parla in questo modo. Lui, ministro del lavoro, docente a contratto di economia del lavoro presso la facolta’ di economia della Universita’ degli studi di Roma a Tor Vergata. Dal lontano 1979 militante della politica che conta, quella con i 4 zeri al mese. Deputato al Parlamento italiano per quattro legislature è stato anche funzionario dell’ILO (International Labour Office) o BIT (bureau international du travail) di Ginevra, agenzia specializzata delle Nazioni Unite, con la qualifica di branch office director – direttore dell’ufficio di Roma. Insomma Sacconi è uno che se ne intende di lavoro, con un curriculum di tutto rispetto. E’ stato giovane anche lui… avrà dovuto anche lui trovarsi un lavoro..?!!?? Avra fatto anche lui la gavetta ??!!!!
Ma Maurizio Sacconi…. come avrà cominciato ????
Eppure, il nostro ministro del lavoro, con la crisi economica e lavorativa che imperversa il nostro paese, e che molto spesso smorza l’entusiasmo e la voglia di crescita professionale dei giovani, ha avuto il coraggio di dire che per combattere questa situazione i giovani devono imparare ad “arrangiarsi”.
Si arrangia chi non ha un posto letto in un ostello a Londra e divide la camera con uno sconosciuto;
Si arrangia chi deve fare i conti con l’inflazione o piuttosto con un calo della domanda a fronte di un offerta
Si arrangia chi non ha mai spedito una raccomandata alla posta perchè ha sempre raccomandato il Papi
Si arrangia chi non vuole studiare per permettersi un degno background culturale
Si arrangia chi non ha la patente di guida ed è costretto a chiedere sempre passaggi o ad andare a piedi
Si arrangiano i giovani che si mettono in ginocchio e scendono a compromessi .
Questi si che si arrangiano, ma quelli che non trovano lavoro, come dovrebbero arrangiarsi ????
Secondo gli ultimi dati dell’Istat il tasso di disoccupazione a Marzo è rimasto invariato (8,5%) ma quello relativo ai giovani (15-24 anni) è salito al 30 %. Il tasso italiano e’ superiore di 8 punti rispetto a quello relativo alla Ue-27 (20,6%).
In parole povere, ciò che il ministro chiede ai giovani è che si trovino un lavoro qualsiasi esso sia, con o senza tutele, di sicuro senza sussidio di disoccupazione e soprattuto senza crescita professionale. Del resto, nell’agenda del governo in carica – che tanto ha fatto e sicuramente vorrà ancora fare in termini di flessibilità del lavoro – l’introduzione di ammortizzatori per i lavoratori a tempo determinato non è prevista.
Quindi al di là delle frasi fatte… caro Ministro, l’Italia è molto curiosa di sapere… lei cosa ha consigliato a suo figlio ??!!???
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SUCCESSO PER WINDOWS 7
10 apr
90 MILIONI DI COPIE VENDUTE IN SEI MESI
La notizia arriva direttamente dal quartier generale della Microsoft, lo scorso giovedì 8 aprile. Secondo il colosso di Redmond, Windows 7 avrebbe raggiunto 90 milioni di copie vendute a livello mondiale, con buone performance proprio in Italia. Un successo dopo appena sei mesi di distanza dal lancio ufficiale del nuovo sistema operativo Microsoft, Windows 7 conta 90 milioni di copie vendute ed installate a livello mondiale su PC e notebook. La percentuale di adozione di questa nuova versione sarebbe due volte superiore a quella raggiunta da Windows XP sei mesi dopo la sua introduzione sul mercato, e tre volte più importante di quella di Windows Vista, facendo riferimento allo stesso periodo. Secondo la Microsoft , Windows 7 intorno avrebbe raggiunto quasi una fetta del 75% rispetto a tutti i sistemi Windows venduti, ed in particolare oltre il 60% sui notebook consumer. In Italia, è stato registrato un aumento delle vendite dei computer desktop e portatili, grazie all’installazione del nuovo OS Microsoft. Il mercato italiano ha spalmato oltre 3 milioni di PC forniti di Windows 7, mentre nel settore aziendale sarebbero stati venduti a livello mondiale oltre 16 milioni di computer con nuovo OS. La crescita avrebbe quindi raggiunto il 24.2% del volume tra febbraio 2009 e febbraio 2010.
MA QUALI SONO LE NOVITA’ DI QUESTO NUOVO OS ?
La casa di produzione Microsoft, con il nuovo sistema operativo Windows 7, ha voluto risollevare le non proprio esaltanti vendite ottenute con Windows Vista. Il boom di vendite registrato in questi ultimi mesi, dimostra che questa volta, il colosso del WEB, abbia tenuto in seria considerazione le indicazioni e le critiche degli utenti pensando ad un prodotto che fosse più leggero e facile da usare e soprattutto al passo coi tempi.
Le novità principali del nuovo OS , riguardano le parti estetiche ed applicative, rispetto al predecessore, Windows Vista. Windows 7 condivide molto delle funzionalità di Windows Vista (essendo il codice in gran parte basato sul predecessore), nonostante ciò, i cambiamenti , sono del tutto considerevoli.
Con il video postato qui sotto, ci si potrà rendere conto delle nuove potenzialità di Casa Microsoft
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LAVORO NON FA RIMA CON LAUREA
7 apr
SEMPRE MENO LAUREATI OCCUPATI. LA LAUREA NON E’ PIU’ SINONIMO DI STABILITA’ LAVORATIVA
Sfatiamo una volta per tutte un mito. Quello che la società ha voluto farci credere. Quell’ idioma che per molti giovani studenti universitari, ha dato la possibilità di proseguire gli studi e raggiungere l’ambita tappa. La laurea non serve a trovare lavoro. Il famoso “pezzo di carta” che aveva il fine principale di garantire un’entrata rapida nel mondo del lavoro, portando a un miglioramento delle condizioni economiche di chi riusciva a completare gli studi universitari…. è una bufala comunicativa, del sistema istruzione, per incentivare i giovani a contribuire alla stabilità economica dei centri universitari Italiani.
Oggi la situazione pare essere scandalosa. Basterebbe leggersi il Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati. La banca dati che si è occupata dello studio e alla quale aderiscono 60 università italiane ha preso in esame 210 mila persone che si sono laureate nel 2008 e per ogni ciclo di lauree, di primo e secondo livello, la risposta è sempre la stessa: DISOCCUPATI ALLE STELLE.
Il dato più agghiacciante, è che a fronte di un netto aumento di laureati negli ultimi tre/cinque anni, diminuiscono le possibilità di lavoro.
Il mercato, inoltre, assorbe con difficoltà i neo-dottori anche a distanza di diversi anni dal conseguimento della laurea.
Coloro i quali risultano essere baciati dalla fortuna ( perchè oggi nel mondo del lavoro non va avanti il più meritevole… ma i più “fortunati” ….), non se la passano poi così alla grande, dal punto di vista finanziario..
Mediamente un laureato, ha uno stipendio che si aggira intorno ai 1300 euro, con picchi verso l’alto di 2000 per le professioni mediche a fronte di situazioni opposte, come quelle degli avvocati, che non arrivano a 1000 euro al mese.
Ma allora…. PERCHE’ LO STATO CONTINUA A SFORNARE LAUREATI ?
Il divario domanda/ offerta lavorativa diventa sempre più difficile da arginare. Pare che dal punto di vista lavorativo.. non ci siano nenche più sostanziali differenze tra Nord e Mezzogiorno
COME FRONTEGGIARE QUESTO PROBLEMA ?
Secondo AlmaLaurea, infatti, nei primi mesi del 2010 c’è stato un calo, rispetto al 2009, del 31 per cento, di laureati. Inoltre il numero continuamente decrescente di fondi destinati alla ricerca contribuisce a rendere più nebuloso il futuro di chi decide di iscriversi all’università. L’Italia è agli ultimi posti in Europa sia per fondi destinati alla ricerca che per spesa destinata all’istruzione universitaria.
La fuga dei cervelli, è ormai entrata nel linguaggio comune dei giovani, costretti il più delle volte ad vivere all’estero per una manciata di ticket pasto….
SARA MAGARI…. CHE IL PROBLEMA NON SONO I TROPPI LAUREATI…. MA I TROPPI LAUREATI IMPREPARATI ?
Non è la laurea a creare la professionalità… ma è la professionalità che dovrebbe essere pagata con la laurea..
Un concetto poco chiaro.. nel paese dei BERLUSCONIANI e degli ANTI-BERLUSCONIANI.
Una soluzione ?
SI CHIAMA MERITOCRAZIA
Troppo difficile da far comprendere agli italiani… i quali si imbestialiscono… se ad un concorso pubblico per impiegati amministrativi.. viene richiesto come vincolo il voto di laurea pari a 100 su 110, piuttosto che un MBA in Financial Accounting… mentre se un semplice laureato in Storia o Filosofia dirige una Asl o una azienda di telefoni…. è un colpo di genialità…
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VENDOLA VS FORMIGONI
6 apr
VENDOLA E FORMIGONI SONO I POLITICI PIU’ ATTIVI DEI SOCIAL NETWORK
Che su facebook, ci sia arrivato finalmente anche Berlusconi, è cosa seria… Ma è anche vero che i più attivi sul web, tra i politici del nuovo ( o vecchio che sia) sistema politico italiano, risultano essere Nichi Vendola, Roberto Formigoni Enrico Rossi. I nuovi presidenti regionali, sono i più attivi sui social network e i migliori in assoluto a saper interpretare le nuove opportunità del web partecipativo, per attrarre consensi e soprattutto coinvolgere i cittadini. Non basta infatti attivare un profilo su Facebook o lanciare un canale video su YouTube, come ogni presidente ha fatto, per suscitare la curiosità e stimolare il passaparola tra gli elettori, tutto sta nel saperlo aggiornare e soprattutto… ne l colpire nel segno !! Renata Polverini, per esempio, è dotata di un profilo su Twitter , non sempre aggiornato. Una buona campagna mediatica, è stata condotta da Enrico Rossi. Nel sito “La Toscana che voglio” i cittadini toscani hanno suggerito circa 300 idee, votando inoltre quelle ritenute più meritevoli, arricchendo quindi l’agenda del candidato con contributi e punti di vista originali. Una campagna imperniata su un blog, quella del presidente della Toscana, dove far convergere la cronaca e le opinioni della campagna. Uno spazio tutt’ora attivo, a testimoniare la centralità del web nella comunicazione del presidente. Il GURU dei dei social network è senza ombra di dubbio, Nichi Vendola, unico tra i presidenti ad usare il web per attrarre nuovi consensi tra i più giovani e rafforzare la campagna sul territorio, in maniera sinergica dentro e fuori la rete. Tra tutti i neo presidenti Vendola spicca infatti su Facebook con 88 mila fan, su Twitter con quasi 11mila follower, su YouTube con oltre 400mila visualizzazioni ed entra questa settimana tra i cento canali più visti in Italia. Tra gli elementi di maggiore originalità troviamo “La Fabbrica di Nichi”, sezione del sito dove i volontari hanno potuto coordinare le azioni sul territorio con strumenti collaborativi, e la “Nichipedia”, ovvero una versione del programma in cui ogni singolo punto poteva venire integrato dai contributi dei navigatori. Facebook continua ad essere comunque il social network dominante, anche tra i politici. La recente discesa in campo su Facebook del presidente del Consiglio, con un messaggio audio pubblicato nella fan page del Giornale, segna un ulteriore passo in avanti nell’uso politico del web sociale, spazio in cui comunicano ogni mese quasi 20 milioni di italiani.



















