Massafra
Notizie riguardo la ridente cittadina Massafrese
IL CONSIGLIO COMUNALE SULL OSPEDALE DI MASSAFRA
31 lug
CONSIGLIO COMUNALE MONOTEMATICO SULL’OSPEDALE DI MASSAFRA
Un consiglio comunale che si svolge all’aperto, “in Villa” ( la piazza principale della città), per parlare delle sorti del Nosocomio Matteo Pagliari, che per i tagli previsti alla sanità pugliese, dovrà chiudere. Settimane, anzi no mesi, che dico….. annni di chiacchiere e strumentalizazzioni per quella che risulta essere la più grande beffa messa in atto dagli amministratori, sulla sanità regionale. Quale sarà il futuro dell’Ospedale di Massafra ? – questo il tema centrale del consiglio comunale, alla presenza di consiglieri e assessori comunali, sindaco, assessori provinciali, cittadini.
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C ERA UNA VOLTA L’OSPEDALE DI MASSAFRA
12 lug
L’OSPEDALE DI MASSAFRA DIVENTA “CASA DELLA SALUTE”. QUESTA LA DECISIONE DELLA MANOVRA SULLA SANITA’ PUGLIESE CHE TAGLIA NELLA PROVINCIA DI TARANTO OLTRE 200 POSTI LETTO

“ C’era una volta l’ ospedale di Massafra” . Le belle fiabe iniziano sempre con “c’era una volta”. Ma la favola del “Nosocomio Matteo Pagliari”, non è proprio tra le più belle da ricordare. Una favola….. che ben presto si chiamerà : “Casa della Salute”. Questo è ciò che stanno decidendo in queste interminabili ore, i vertici regionali di quella che rappresenta l’operazione sanità più rocambolesca e disarmante dell’ultimo decennio. Un operazione che consentirà alla regione Puglia di riempire le casse, con un rientro di 450 milioni di euro e nello stesso tempo evitare di farne uscire oltre 500 milioni, che andrebbero ad incidere più che sul fondo sanitario regionale, direttamente sugli stipendi dell’intero comparto. Ore interminabili, tra comunicati e riunioni ordinarie per decidere se il numero dei tagli dei posti letto nella provincia di Taranto sia confermato a 285, se invece sarà minore od addirittura maggiore delle previsioni. Intanto però i massafresi possono cominciare a vedere l’ospedale, come un lontano ricordo. E se questo è il quadro regionale che traccia le sorti degli ospedali di Massafra e Mottola, in città la situazione non è per niente delle migliori. I partiti politici iniziano a “dichiarare guerra”.
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BERLUSCONI A MASSAFRA
26 mar
CARO PRESIDENTE BERLUSCONI PERCHE’ NON SEI PASSATO DA MASSAFRA ?
Berlusconi l’altro giorno era in terra di Puglia. Il premier si è presentato a Bari, per sostenere Rocco Palese, alla guida della regione. E’ entrato nella Fiera del Levante, nel padiglione 18, che più che essere allestito a sala assemblee, sembrava il set televisivo del Grande Fratello. Raffaele Fitto era serafico, sentiva dietro di se, il respiro del cavaliere che gli riscaldava le (s)palle e nella sua mente queste parole : << E meno male che Silvio c’è ! >>. Sembrava essere tutto vero, tutto paradisiaco. Per un attimo la Puglia si era dimenticata di Trani. Per un attimo Frisullo ha potuto riflettere in pace, e pensare insieme al suo avvocato cosa negare davanti ai magistrati. Forse per un attimo anche a Massafra, i politici si sentivano sereni. In questi giorni, la Tebaide d’Italia è stata lanciata in TV come fosse un sassolino nella scarpa di qualcuno che non riusciva più a camminare. La politica…… Si, è sempre la politica che parla in questi giorni. E ieri c’ stato di nuovo il ministro Fitto. Per la seconda volta a Massafra. Magari i massafresi penseranno che Fitto ama veramente questa città. Prima al comizio della “Puglia prima di tutto” e poi per il “Pdl”. Ma niente paura, a Massafra c’è stato pure il Mister dei “Cioè”’ , Rocco Palese e il pioniere dei Bollenti Spiriti, Nichi Vendola. Il governatore uscente, ogni volta che viene, si sofferma a parlare di sanità e delle promesse per un nuovo Matteo Pagliari. C’ è salito anche Lorenzo Cesa sul palco di Massafra, segretario nazionale dell’ UDC, che al posto di sostenere il candidato massafrese… inneggiava al voto, un candidato di una città vicina. Arriverà anche l’onorevole Pier Felice Zazzera, il segretario regionale dell’ IDV, per ricordare le dolci trasferte passate dell’onorevole Di Pietro, presente più di una volta a Massafra… quando ancora l’Italia dei Valori non aveva conosciuto De Magistris. Berlusconi è stato a Bari è vero. Ma quanto avremmo voluto che fosse venuto qui a Massafra. Da qui ci sono passati tutti….. perché non lui ? Siamo sicuri che la sua presenza qui, sarebbe stata gradita a tutti, anche ai democratici di sinistra, anche agli amici di Nichi e della sua “fabbrica”, che hanno preferito accogliere Silvio con una videolettera. Siamo sicuri, che in queste ultime ore di feroci battaglie all’ultimo sangue per conquistare gli elettori, il nostro Premier avrebbe avuto quella capacità di portare la pace e la serenità. Bisognerebbe chiamarlo “PAPA” anziché “PAPI”. E poi, qui Berlusconi, avrebbe potuto tranquillamente abbracciare i suoi sostenitori, senza nessun pericolo. A Massafra non ci sono souvenir….. in compenso però…….. ci sono tante clementine………
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PONTE PIZZIFERRO E INTERVISTA AI DOTT. PORKAS
22 mar
UN POMERIGGIO CON I DOTT. PORKAS, GLI AUTORI DELLE STREET PHOTOGRAPHER IN GIRO PER L’ITALIA
Semplici, geniali e provocatori. I Dott. Porka’s ( un gruppo di artisti che denuncia con la fotografia il terrorismo urbanizzato della società), continuano a far parlare di se. Salgono in punta di piedi e quasi senza farsi sentire, i gradini della notorietà e dell’ arte. Tra una mostra e l’altra, sono riuscito ad incontrarli, giusto per farci due chiacchiere insieme e fare alcune domande a coloro i quali sono riusciti a documentare ed a far conoscere al resto d’Italia, il disagio del ponte Pizziferro di Massafra. Un ponte che pare essere segnato da un destino inconsapevole, vittima del logoramento selvaggio del versante ionico tarantino. Chi sono i Dott. Porka’s ? Siamo 3 fratelli meridionali, proveniamo dal sottobosco dei fumetti “underground”e della grafica autoprodotta. Nel 2000 abbiamo inventato questo personaggio, il dott. Porka, uno sfigato precario perso tra mille vicende improbabili nel tentativo di portare a casa a fine giornata due soldi per l’affitto e per mangiare. Era il nostro “alter-ego” collettivo. Fare i fumetti del Porka è il nostro modo di riscattarci dalle vite da emigranti che siamo costretti a fare. Nessuno di noi si definisce “artista”. Siamo orgogliosi di non aver frequentato nessuna accademia e di non esserci seduti alla corte di nessun Picone per farci indottrinare. Ovviamente siamo stati costretti ad emigrare, e le vite da emigranti, spesso magre o anche amare possono essere alle volte divertenti, ed il dott. Porka era il personaggio giusto per raccontarle. Come avete intrapreso questa carriera? Il vostro avvicinamento alla fotografia ha seguito altre strade, prima di arrivare alla street- photo performance? Un bel giorno ci siamo accorti che il dott. Porka iniziava a mordere il freno…voleva prendersi gioco della “Realtà” dal suo interno. Approfittammo del periodo di carnevale per comprare una maschera da maiale di quelle dozzinali da ipermercato e decidemmo di utilizzarla ad un workshop di fotografia per prenderci gioco degli “artistofili” che lo avrebbero frequentato. Fu a questo workshop che Mario Cresci, uno dei più grandi fotografi viventi, vide i nostri primi scatti e ci esortò ad andare avanti. Non eravamo noi a “controllare” il Porka, ma era lui, questa “entità” irriverente che operava attraverso di noi. Lo avremmo capito solo con il tempo, invece Mario questo lo capì subito, da pochi acerbi scatti. Da allora Cresci è diventato un punto di riferimento ed un amico. Ci chiamiamo “dott. Porka’s P-proj”, perchè siamo delle figure in mano a questo “essere” che è “il Porka”. E’ stato lui che ha inventato le street-photo performance, azioni illegali sul territorio, quasi sempre in zone sequestrate che utilizziamo come dei giganteschi ready made object surrealisti per veicolare i nostri “messaggi”. Avete un progetto prima di partire, o seguite l’ispirazione del luogo?Abbiamo un “canovaccio”. Sappiamo molto bene cosa vogliamo, ma abbiamo solo una “bozza” del come faremo a realizzarlo. Ci piace immaginarci come dei comici dell’arte che conoscono l’andazzo dello spettacolo solo per sommi capi, e che sanno che per portare a termine l’azione senza essere identificati, inseguiti, o ingabbiati dovranno fare affidamento anche sulle loro capacità di improvvisare, di interagire con eventuali altre figure. Perché il Ponte Pizziferro di Massafra ? Come ne siete venuti a conoscenza ? Eravamo in zona e ne avevamo sentito parlare, e quindi l’abbiamo cercato. E ci siamo trovati di fronte ad uno sbarramento di cemento ed immondizia a bloccare l’accesso a questo ponte di collegamento tra due province totalmente franato nel letto di un torrente. A ricordarlo come delle lapidi metalliche solo metri di guard rail sospesi nel vuoto. Era un posto surreale, che ci mandava le vibrazioni giuste per raccontare un aspetto di questo nostro Sud. Una terra che avrebbe tutto per svilupparsi, ma costantemente in bilico tra la coscienza della gente che ne vorrebbe un riscatto ed il malcostume di vivere come servi della gleba che lasciano decidere ai vari feudatari come, quando e perché usare un territorio. Su tutto il sigillo dello Stato, che piazza questi blocchi di cemento all’imbocco dello svincolo. La scusa è quella sempre più in voga della “sicurezza”, in realtà è la volontà di creare una ennesima zona rossa che copra agli occhi della gente la sua completa latitanza. Si è generata infatti così un area che offre ai tanti pesci piccoli e senza scrupoli la possibilità di creare una nuova discarica abusiva in una delle zone più caratteristiche del territorio.Perciò abbiamo marchiato i blocchi di cemento con una scritta a spray che dice “La zona rossa è una balla”. E’ più facile fotografare il Sud o il Nord, visto che adesso vivete li ? Noi abbiamo cominciato fotografando il Nord. Torino e Bologna sono state le nostre prime “location”. A Torino abbiamo scalato di notte un palazzo sul Lungo Dora per scattare l’indomani sui tetti di un cantiere che restava vuoto perché era un giorno festivo. Quei rischi sono stati ripagati da alcune foto del Porka in fuga sotto la Mole Antonelliana a cui siamo molto affezionati. Aree come Punta Perotti prima del suo abbattimento, o le spiagge di amianto di Torre Quetta, tutte e due in terra di Bari, sono ready-made area molto forti per il loro senso di alienazione e degrado “urbano” che rimanda direttamente ad una apocalisse morale e sociale che abbraccia una intera nazione, senza distinzione geografica. Quando la fotografia diventa Arte ? Viviamo nel “Belpaese”. Quel posto in cui i terremoti vengono celebrati a suon di brindisi da imprenditori che si leccano i baffi sognando i finanziamenti pubblici per la ricostruzione. Nella nostra nazione i padri di famiglia devono salire sui tetti delle fabbriche o delle scuole per rivendicare il loro diritto a sopravvivere mentre politici e grandi funzionari ministeriali dei lavori pubblici se la spassano con “escort” da 2000 euro a sera e si fanno portare la cocaina a domicilio. A noi Porka interessa un arte che abbia voglia di raccontare questi anni. Mai come in questo nuovo millennio l’uomo necessita di un arte che torni a comunicare. Il prossimo progetto dei Dott. Porka’s ? “Le prime storie” è stato il nostro primo fumetto con protagonista il dott. Porka. E’ del 2002. Poi le street-photo performance, le “imprese di strada”, le prime attenzioni da parte del mondo “istituzionale” dell’Arte ci hanno assorbito molto, ma nel frattempo abbiamo continuato a fare fumetti. Oggi, finalmente riusciamo ad auto produrre il nuovo volumetto, “Le vicende di Savoia Monpadano e quelle storie…”, che racconta le disavventure del Dott. Porka emigrante in Padania nell’illusione di uscire dal precariato. Avrà una tiratura limitata di 1000 copie, in packaging comprendente una spilletta, una postcard, un adesivo ed un poster. Non sappiamo ancora quanto ci costerà, ma vi assicuriamo che terremo il prezzo il più popolare possibile, e che ne varrà la pena. Per scavalcare la mafia dei distributori sarà autodistribuito e quindi se vi interessasse il consiglio è di contattarci direttamente. Per quanto riguarda le prossime street-photo performance teniamo sempre il massimo segreto fino a che il “crimine” non viene commesso, ma stai tranquillo che sarai informato, perché sono pochi i giornalisti che scelgono di aprire i microfoni ai Dott. Porka’s, e tu invece hai scelto di farlo.
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IL PONTE PIZZIFERRO
23 feb
LA STREET-PHOTO SUL PONTE PIZZIFERRO DI MASSAFRA, PER CAPIRE COSA ACCADE QUANDO LA POLITICA ISTITUZIONALE IGNORA L’UOMO.
A poco più di un mese dalle elezioni regionali, che fanno saltellare i politici, manco fossero conigli in cerca di carote ( i partiti ), i Dott. Porka’s P-Proj rendono pubblici per la prima volta i risultati della street-photo performance, realizzata l’estate scorsa presso le rovine del Ponte Pizziferro a Massafra. Foto inedite che sono state documentate la settimana scorsa per la prima volta, all’interno del sito web del Corriere della Sera( Corriere.it), il più importante portale web di informazione presente in Italia, con una media di traffico, pari a un milione di visitatori al giorno. “Un ponte piccolo, poco più di un viadotto, eppure per chi abitava da quelle parti era davvero importante.” Cosi descrivono il Ponte Pizziferro, lungo la strada provinciale che collega Massafra a Noci, i Dott. Porka’s. Tre giovani street- photographer, attivi dal 2002, dissacranti, provocatori…. che riescono a descrivere con un click…. la realtà. Ospiti alla Triennale di Milano, in tuta bianca protettiva, occhiali da sole e cappellino da baseball, entrano in sala, si siedono in prima fila e ascoltano in silenzio. Metà baresi e torinesi, ma bolognesi di adozione, i Dott. Porka’s, sono capaci di gettare scompiglio con la loro sola presenza, anche nel mondo blasé dell’arte contemporanea milanese, figuriamoci in quella massafrese. Per arrivare sul Ponte Pizziferro, i Dott. Porka’s passano il cordone di sicurezza che circonda l’area, l’ennesima zona rossa che blinda l’accesso e impedisce agli individui di esercitare il loro diritto di vivere il territorio, “di assistere con i loro occhi all’ennesimo cortocircuito tra territorio e politicanti, che sono riusciti finora a consegnare questa vicenda a un oblio forzato”. Nell’ottobre del 2005 un alluvione spazza via quel ponte dalle cartine geografiche. Da allora gli abitanti chiedono al mondo politico che il loro ponte venga ricostruito….. invano. I Dott. Porka’s oltrepassano i cubi di cemento e vedono quello che agli abitanti della zona non è più permesso vedere: un paesaggio dissestato, al sole, dove già si scorge l’illegalità prendere il sopravvento. Vicino ai resti del ponte, poco dopo i cubi di cemento, una discarica abusiva. Oltre i resti di immondizia di ogni genere, un guardrail rimasto miracolosamente ancorato all’altro lato del ponte, testimonianza di cosa c’era prima dell’alluvione. E sotto, … la voragine. I Dott. Porka’s si siedono sul ciglio del burrone, impossibilitati, loro come chi vive quelle contrade, a passare dall’altro lato, a muoversi liberamente, ad andare avanti. Perché il ponte di Massafra ? “ Perché la vicenda del Ponte Pizziferro descrive pienamente lo stato di abbandono in cui versano le vie di comunicazione del Sud Italia”- queste le parole dei Dott. Porka’s, che continuano, – la vicenda di Massafra, ha avuto un forte eco mediatico, tanto che abbiamo reso pubbliche queste foto all’interno del sito del Corriere della Sera, e per rendere il tutto ancora più provocatorio, lo abbiamo voluto fare proprio sotto le elezioni regionali in tutta Italia”. E’ possibile conoscere i Dott. Porka’s nel loro sito internet. Tre giovani che usano l’arte, per parlare della realtà, che nel bene o nel male, coinvolge un po’ tutti, politici compresi.
LE STREET PHOTO- SONO STATE CONCESSE SU LICENZA DEI DOTT. PORKA’S , PROPRIETARI DEL MATERIALE E NON POSSONO ESSERE RIPRODOTTE SE NON PREVIO IL LORO CONSENSO.
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IL VELENO DELL’ILVA
10 feb
UN VIDEO GIRATO DI NOTTE CHE TESTIMONIA I FUMI EMESSI DALL’ INDUSTRIA SIDERURGICA
L’ Ecomostro ci fa male, ci fa morire…. “non ci fà sognare“. Non sono io a dirlo, ma sono delle immagini a parlare. Delle immagini girate la notte tra il 6 e il 7 febbraio 2010, che dimostrano cosa succede nei cieli sopra le nostre teste. Mentre la gente sta SOGNANDO. La situazione è talmente grave che non avrebbe bisogno di essere commentata. Un tormentato film dell’orrore che sembra non avere fine. Alla vigilia dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri che ha dato prorprio oggi, il via libera definitivo al decreto legislativo che individua i criteri per la localizzazione delle centrali nucleari e fissa le compensazioni alle popolazioni che ospiteranno gli impianti.
In pratica il governo ha proseguito sulla sua strada. Quella di impugnare davanti la Corte costituzionale le leggi regionali della Puglia, Campania e Basilicata, che vietavano la costruzione di nuove centrali sul territorio, e successivamente ha cancellato definitivamente il decreto “sblocca centrali“.
In questo video, Fabio Mattacchiera, FONDO ANTIDIOSSINA TARANTO, gli Amici di Beppe Grillo(Taranto), l’ Associazione Malati Cronici di Taranto ed infine il Comitato Isole Cheradi vogliono sensibilizzare la gente di questa terra. Chi è costretto a dormire …… proprio lì…….. dove nasce l’inferno …….
Buona visione





























