Lavoro
TARANTO PROVINCIA IN ONDA
3 set
DIECI POSTI DISPONIBILI PER IL NUOVO PROGETTO DELL’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE TARANTINA

Il progetto si chiama “Provincia in…onda!” e si prefigge l’obiettivo di promuovere l’attività turistica attraverso la valorizzazione della risorsa mare con l’importante contributo dei giovani. Dieci i posti a disposizione per ragazzi e ragazze di età compresa tra i 18 e i 30 anni.
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LAVORARE ALL’ESTERO
10 ago
TIROCINI STAGIONALI ALL’ESTERO

Possibilità all’estero, con tirocini stagionali e lavori a scadenza. A darne notizia è l’azienda MB, da anni specializzata nel settore degli scambi culturali e della formazione, lavoro e volontariato all’estero, offre la possibilità di effettuare tirocini o di cimentarsi in attività lavorative in diversi paesi europei ed extraeuropei.
Se l’ obiettivo primario è quello di imparare una lingua senza spendere troppi soldi, la soluzione è quella di frequentare un corso di lingua all’estero, in questo modo, il lavoro diventerà solamente un modo per autofinanziarsi.
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L’EXPORT FA DECOLLARE I DISTRETTI
20 giu
MIGLIORANO I DISTRETTI GRAZIE ALL’EXPORT

I distretti industriali si riprendono, il made in Italy decolla, e l’export si aggiudica il trofeo della migliore chiave economica dei mesi primaverili. Che la crisi economica si stia rivelando molto selettiva sia per le aziende sia per i settori produttivi, era ormai un dato troppo evidente, tanto che ad essere intaccati, iniziavano ad essere anche i sistemi territoriali.
L’effetto boomerang economico era anche e soprattuto a livello internazionale. Infatti, tra i vari paesi i differenziali di crescita non solo sono meno sincronizzati rispetto al passato, ma le differenze tendono ad amplificarsi vertiginosamente.
Questo effetto, accade anche nei nostri distretti. Per il SOLE 24 ORE, nel primo trimestre dell’anno sono risultate ben 27 (su 101) le aree sistema che hanno registrato una crescita dell’export superiore al 10 per cento. Undici distretti hanno invece messo a segno una crescita delle esportazioni compresa tra il 5% e il 10%, mentre altri 18 cluster hanno avuto un andamento positivo ma inferiore al 5 per cento. Invece tra le aree sistema che hanno continuato a sperimentare un andamento negativo, si osserva una riduzione considerevole delle perdite, risultando il valore delle proprie esportazioni inferiore al 5% in 19 distretti. Nel complesso la crescita aggregata di tutti i 101 distretti esaminati dalla Fondazione Edison si è fermata allo 0,3 per cento.
Secondo Marco Fortis, il vicepresidente Fondazione EDISON: «L’andamento fortemente negativo di pochi grandi distretti che, per valori assoluti di export, pesano notevolmente non solo sul comparto di appartenenza, ma anche sull’andamento generale delle esportazioni distrettuali, condiziona pesantemente l’indice medio. Al punto che, se noi non considerassimo nell’analisi anche solo cinque di questi distretti “maglia nera”, il risultato dell’export totale dei distretti sarebbe decisamente migliore». In questo caso il consuntivo sarebbe infatti in crescita del 3,3% a fronte del più debole 0,3% registrato da tutte le aree sistema.
«Per avere tale risultato – commenta Fortis – è infatti sufficiente trascurare i cluster del tessile-abbigliamento di Treviso e Carpi, che incidono pesantemente sull’export del comparto abbigliamento-moda; il distretto salernitano dei derivati del pomodoro per l’agroalimentare, i prodotti farmaceutici di Latina (che pesano molto nel comparto hi-tech) e gli elettrodomestici di Fabriano che hanno un discreto peso nel comparto dell’automazione-meccanica-gomma-plastica. Insomma, l’andamento negativo di pochi grandi distretti “sterilizza” quindi la marcia positiva registrata dalla maggior parte dei nostri sistemi territoriali».
Secondo una classifica delle esportazioni del primo trimestre, spetta il primo posto alla città di Parma, cresciuta del 65%, mentre la performance peggiore è stata messa a segno dalla calzature di Casarano, con un arretramento del 60 per cento.
Vediamo gli altri numeri dei diversi settori produttivi in cui vengono raggruppati i nostri distretti. L’agroalimentare è il comparto che mette a segno la performance migliore (+4,7%); si tratta, infatti, di un settore anticiclico e in quanto tale risente in misura decisamente inferiore della crisi mondiale.
L’export dell’abbigliamento-moda è cresciuto dello 0,4%, un risultato modesto ma assai significativo dopo le pesanti contrazioni registrate nei trimestri precedenti.
Per l‘arredo-casa c’è un andamento ancora negativo di quei distretti più legati all’edilizia, che resta fortemente in crisi a livello mondiale. Nel complesso, nel primo trimestre dell’anno le esportazioni del comparto arredo-casa sono cresciute dell’1,3%; anche in questo caso si tratta di un primo segnale positivo dopo le forti contrazioni dei trimestri precedenti.
Quanto al comparto hi-tech il primo trimestre del 2010 evidenzia un andamento in controtendenza rispetto agli altri, subendo con un calo delle esportazioni pari al -7,9 per cento.
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I NUOVI IMPRENDITORI DEL FUTURO
20 mag
AL FOUNDER INSTITUTE SI FORMANO I MIGLIORI IMPRENDITORI

Si tratta di un programma di formazione e apprendistato pensato espressamente per forgiare nuovi imprenditori, siano essi alle prime armi oppure già da tempo operativi sul campo. IlFounder Institute è un programma partito circa un anno fà, ( marzo 2009), e che si pone l’obiettivo di forgiare nuove figure imprenditoriali a livello mondiale. Il programma imprenditoriale, è attualmente attivo in dieci città sparse per il mondo tra cui Singapore, Parigi, Los Angeles, Denver e Boston . In ognuna di esse vengono tenuti ogni anno due corsi della durata di quattro mesi ciascuno. Corsi che includono “mentorship sessions” con imprenditori esperti del settore tecnologico, chiamati a spiegare agli “allievi” come si costruisce un’azienda di successo.
Altra caratteristica interessante del Founder Institute è che incentiva al lavoro di gruppo, sviluppando sinergie tra gli spiranti imprenditori. In pratica, tutti gli stakeholder del progetto godono dei benefici generati dalle aziende formate nell’ambito del programma, mentre ai partecipanti viene inoltre garantita la possibilità di usufruire di servizi erogati gratuitamente da oltre trenta partner del Founder Institute.
Si è concluso agli inizi del mese di maggio, il primo ciclo formativo, con la “consegna dei diplomi” a 25 aziende che hanno seguito le lezioni nelle classi di New York Washington DC. Di queste, solo cinque sono già pubbliche e sono Heliograph, Profitably, Simple.PR, WhatsFun.com, CouplesSpark.
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GLI ITALIANI HANNO PAURA
20 mag
UNO STUDIO DI GENERAZIONE ITALIA HA ANALIZZATO LO STATO D’ANIMO DEGLI ITALIANI

La conclusione è una sola. Gli italiani hanno paura. Gli italiani sono terrorizzati. Di chi ? Di che cosa ?
La parola è una sola … e si chiama CRISI ECONOMICA …
Secondo un sondaggio di Generazione Italia, ben il 72,9% dei cittadini è pessimista e ancor di più – ben 8 italiani su 10 – son preoccupati per la crisi internazionale. Uno stato d’animo che probabilmente deriva dal fatto che la “ penisola sole pizza e mandolino“, si è abituata a convivere con un debito pubblico altissimo, crescita economica pari allo zero , fuga di cervelli, abbassamento degli stipendi, disoccupazione….. Per cui la preoccupazione è maggiormente rivolta all’estero, dove effettivamente la crisi è più violenta che da noi.
Quando infatti si parla di tagli, gli italiani valutano positivamente quelli a danno degli stipendi di politici a livello locale e nazionale (89,8%), dirigenti pubblici (70,3%) e magistrati (49,6%). Un pò meno, quando i tagli sono riferitit alla classe media, di prima e seconda fascia, insomma al resto della comunità.
Una crisi economica, talmente nera, che molto spesso fa passare inosservate le peripezie del premier Silvio Berlusconi, alle prese con chi è lecito acquistare nella sua lobby, per far tacere…

Un collasso economico.. che ha addirittura modificato l’etica dell’italiano medio.. Tanto che solo alcuni giorni fà si è scoperto che 4 disoccupate della provincia di Padova, si sono date alla prostituzione d’alto borgo diventando “squillo”
..certo qui.. bisognerebbe capire, se la crisi economica è solamente un pretesto…
” Almeno cosi - ha commentanto l’assesore alla sicurezza del comune di Padova – in strada non si trovano più tutte quelle nigeriane, ma solamente italiane” E poi dicono che quelli del NORD ITALIA, non hanno lo spirito patriottico... POVERI ITALIANI …. FANNO BENE AD AVERE PAURA..
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LE AZIENDE PUGLIESI FUORI DALLA CRISI
12 mag
LE STRATEGIE COMPETITIVE DELLE PMI PUGLIESI

L’obiettivo principale delle PMI pugliesi è quello di migliorare la qualità del prodotto e soprattutto, puntare sull’innovazione. Uno sprint tutto pugliese per le piccole medie imprese che hanno deciso di non mollare e di ripartire con una nuova ricetta, nonostante gli effetti devastanti di una crisi economica tuttora in atto.
Secondo il sesto rapporto sulle PMI dell’Unicredit, infatti, le aziende pugliesi hanno fiducia soprattutto nei piani di investimento e nell’occupazione, ovvero nei cosiddetti fattori endogeni. Molto meno nella ripresa economica del Paese e in quella del proprio settore, ossia nei fattori esogeni.
Il risultato che si legge dai dati della ricerca, elaborata su un campione di oltre 400 aziende con un fatturato inferiore ai 10 milioni di euro (a fronte delle 6.000 imprese del campione nazionale) è più che propositivo.
Si…perchè il 78% delle aziende pugliesi , nel breve periodo, dichiarano di prediligere azioni volte a migliorare la qualità dei prodotti/servizi offerti.
Di questo 78%, il 67% delle aziende sono addirittura decise ad incrementare il contenuto tecnologico del prodotto.
Nel lungo periodo, invece, senza perdere di vista il miglioramento della qualità dei prodotti e dei servizi (secondo l’83,4% ), per il 72,7% è necessario innovare la forma distributiva. Mentre per il 64,8% delle aziende pugliesi bisogna puntare su nuove politiche di marketing e comunicazione aziendale e di prodotto.
Si evidenzia quindi una forte propensione da parte degli imprenditori pugliesi alla internazionalizzazione.
Nonostante l’attenzione del governo regionale per le misure adottate, le piccole e medie imprese locali mostrano ancora molta diffidenza nei confronti dell’intervento pubblico.
Una delle tante ragioni. potrebbe essere il rapporto con il sistema finanziario, che diventa sempre più leale e trasparente e che vede come protagonista non solo le banche e le piccole imprese, ma anche i Confidi e le Associazioni di Categoria quali partner strategici per lo sviluppo del territorio.
Preparate l’olio abbrozzante allora… perchè forse forse…. l’economia pugliese…. vedrà finalmente il sole…
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LA PUGLIA DELL’EOLICO
12 mag
IL PRIMO PARCO EOLICO OFFSHORE IN PUGLIA

Un parco eolico OFFSHORE in Puglia. Alla faccia di chi dice che i pugliesi non sono capaci di sfruttare le loro risorse naturali. Ed invece, il progetto di eolico galleggiante della Sky Saver, filiale dell’olandese Blue H Technologies BV, ha ottenuto il via libera del Comitato regionale Valutazione impatto ambientale (Via) pugliese.
E’ stato proprio l’assessore all’ecologia, Lorenzo Nicastro ad annunciarlo.
Quello del Salento, sarà infatti il primo parco eolico offshore galleggiante pugliese e uno dei primi al mondo, e sorgerà “al largo delle acque di Tricase”.
Sarà composto da “24 turbine” per un totale di “circa 90 MW” a una distanza di 20 chilometri dalla costa. A quella distanza le turbine sono praticamente invisibili a occhio nudo.
Sarà un progetto innovativo, non solo per l’aspetto tecnologico, (ciascuna turbina sarà installata su una piattaforma galleggiante sommersa a spinta bloccata ed ancorata ad un corpo morto di fondo), ma nache perchè si tratterà del primo parco eolico offshore a livello regionale.
Considerando anche la notevole distanza dalla costa, le turbine non interferiranno con le rotte migratorie degli uccelli.
All’opera verranno coinvolti enti di ricerca e aziende del territorio pugliese per la verfica progettuale e la successiva realizzazione del progetto.
Pare che finalmente la Puglia….. esca fuori le sue PALE..











